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2026.04.28 I segreti del Giudizio - copertina quinto episodio

Ep. 5 - Lo sguardo di Giano

Il quinto episodio de I segreti del Giudizio accompagna l’ascoltatore nel cuore del cantiere della manutenzione straordinaria del Giudizio Universale di Michelangelo Buonarroti, mettendo a fuoco il senso profondo di un lavoro che tiene insieme passato e futuro. Il filo conduttore è lo “sguardo di Giano”: la tensione tra passato e presente, dunque tra conservazione e comunicazione, tutela dell’opera e fruizione da parte del pubblico.

Protagonista è Marco Maggi, responsabile dell’Ufficio del Conservatore dei Musei Vaticani, che spiega la continuità storica di questa cura: «Francesco Amadori, detto l’Urbino, fu il primo mundator (l’addetto alla pulizia e alla cura periodica degli affreschi della Cappella Sistina). È lì l’inizio di tutto, di questa tradizione vaticana di cura e manutenzione». Maggi descrive l'attuale sistema avanzato di monitoraggio continuo: «La Cappella Sistina è monitorata 24 ore al giorno, 7 giorni su 7», grazie a una rete di sensori che controllano parametri ambientali fondamentali. Ma sottolinea anche la necessità di unire scienza e umanesimo: «Non si dà conservazione preventiva senza la relazione di una parte umanistica e di una parte scientifica».

Accanto a lui, Fabio Morresi, coordinatore del Gabinetto di ricerche scientifiche, racconta l’origine dell’intervento di manutenzione di quest'anno: «Ci siamo accorti che negli ultimi anni c’era un’impennata di questo sbiancamento». Le indagini hanno individuato la causa nel lattato di calcio, legato alla presenza umana e ai cambiamenti climatici: «La sostanza aveva origini biologiche… la traspirazione delle persone». Tuttavia rassicura sullo stato dell’opera: «Gode di ottima salute».

Sul ponteggio lavora Paolo Violini, restauratore capo del Laboratorio Restauro Dipinti, che descrive la tecnica di pulitura: «Il nostro lavoro consiste essenzialmente nel rimuoverlo solubilizzandolo attraverso dei fogli di carta giapponese applicati sul muro tramite acqua deionizzata». E sottolinea il valore del lavoro condiviso: «È un lavoro più di équipe… che ci tutela vicendevolmente».

L’episodio restituisce così l’immagine di un cantiere corale, in cui competenze diverse convergono in un’unica missione. Come afferma ancora Maggi: «La conservazione preventiva… è una sorta di sussurro diffuso che dovrebbe pervadere la vita di un museo».

Il senso ultimo è quello di un passaggio di testimone tra generazioni, nel solco di una tradizione iniziata pochi anni dopo la realizzazione dell’affresco. Un ponte, appunto, tra chi ha creato, chi custodisce e chi verrà. E mentre la manutenzione volge al termine, resta l’attesa: il Giudizio torna a mostrarsi in tutta la sua luce. Appuntamento, dunque, al prossimo episodio.

29 aprile 2026