Ep. 4 - La sconfitta delle tenebre: dal nero, la luce di Michelangelo
Il quarto episodio de I segreti del Giudizio è dedicato al “restauro del secolo”, come è comunemente riconosciuto il monumentale intervento sulla Cappella Sistina (volta e Giudizio Universale), eseguito tra il 1980 e il 1994, sotto la direzione di Gianluigi Colalucci. L’ascoltatore è condotto dentro la dimensione insieme scientifica e profondamente umana del restauro: quella in cui la luce riemerge dal nero e diventa esperienza quasi rivelativa. Il filo narrativo è la “sconfitta delle tenebre”, cioè la riscoperta del colore michelangiolesco, ma anche la continuità tra generazioni di restauratori, studiosi e tecnici.
Protagonista è ancora una volta Paolo Violini, capo restauratore del Laboratorio Pitture e Materiali Lignei dei Musei Vaticani, che rievoca, da testimone diretto, il restauro degli anni Ottanta-Novanta come una svolta epocale: «Era una scoperta continua. Sono stati 4 anni di emozioni che si rinnovavano giorno per giorno» . Violini sottolinea il valore storico di quell’intervento: «Ha segnato un giro di boa nella storia della conservazione… ha costretto anche gli stessi storici a riscrivere dei capitoli di storia dell’arte» . Il ritorno oggi sui ponteggi, per la manutenzione straordinaria del 2026, rinnova emozioni e gesti dei restauratori di allora, come quando ha ripulito il Cristo giudice: «Ho rifatto la stessa cosa… mi ha anche un po’ emozionato» .
Il racconto si amplia con Fabrizio Biferali, curatore delle arti del XV e XVI secolo dei Musei Vaticani, che evidenzia l’impatto critico del restauro: «Ebbe un effetto scioccante… un Michelangelo sporco… che invece si rivelò completamente diverso» .
Accanto a lui, Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani, restituisce la dimensione di responsabilità e continuità: «Il restauro del secolo ha permesso di svelare questi colori, questa potenza… la Cappella Sistina era sempre un’icona potente, ma non così tanto come lo è stata dopo il restauro»
Il cuore scientifico dell’episodio emerge con Fabio Morresi, responsabile del Gabinetto di Ricerche Scientifiche, che spiega la natura dell’annerimento su cui si intevenne all'epoca: «Quella sostanza nera… non aveva fatto altro che fissare tutto il nero fumo» e rivendica il coraggio dell’intervento: «Passare da una Cappella Sistina completamente scura a un Michelangelo colorato è stato uno shock generale» .
Infine, la memoria vivente del cantiere è affidata a Filippo Petrignani, già responsabile dell’archivio fotografico dei restauri, che racconta l’esperienza quasi mistica del primo incontro: «Ho visto rinascere Michelangelo!» e sintetizza il senso dell’intervento: «Dal nero si vedeva la luce. Era la sconfitta delle tenebre» .
Attraverso queste voci, l’episodio intreccia emozione, metodo scientifico e trasmissione della memoria, mostrando come il restauro sia un atto collettivo e intergenerazionale. La storia non è fatta solo di opere, ma di persone che le custodiscono e le reinterpretano. È proprio questa consapevolezza che apre al seguito del racconto: nel prossimo episodio, Paolo Ondarza promette di entrare nel dettaglio dei risultati della manutenzione straordinaria del 2026, continuando a svelare i “segreti” del Giudizio Universale.