Dignità della persona e libertà di fede: l’eredità del Concilio Vaticano II - Dritti al cuore 28.01.2026
Il Concilio Vaticano II ha segnato una tappa decisiva nella storia della Chiesa cattolica, in particolare nel modo di comprendere il rapporto tra fede, persona umana e società civile. Tra i temi più innovativi e dibattuti emerse quello della libertà religiosa, affrontato in modo sistematico nella dichiarazione Dignitatis humanae. Questo documento ha riconosciuto la libertà religiosa come un diritto fondato sulla dignità della persona umana, aprendo nuove prospettive nel dialogo tra la Chiesa, lo Stato e le diverse tradizioni religiose. A partire da questa svolta conciliare, approfondiamo oggi il significato, le novità e le implicazioni di tale insegnamento con Andrea Tornielli, direttore editoriale dei Media Vaticani.
La Sacrosanctum Concilium, Costituzione sulla sacra Liturgia del Concilio Vaticano II, rappresenta uno dei testi più incisivi e fecondi della Chiesa contemporanea. Attraverso di essa, il Concilio ha offerto una visione rinnovata della liturgia, non come semplice insieme di riti, ma come cuore pulsante della vita cristiana e luogo privilegiato dell’incontro tra Dio e il suo popolo.
A più di sessant’anni dalla sua promulgazione, questo documento continua a interpellare credenti, pastori e comunità, ponendo domande fondamentali sul senso della celebrazione, sulla partecipazione dei fedeli e sul rapporto tra liturgia e vita quotidiana.
In questa intervista, rivolgiamo a Padre Giuseppe Midilli alcune domande per approfondire il significato e l’attualità della Sacrosanctum Concilium, alla luce dell’esperienza pastorale e teologica
Nel marzo del 1943, mentre l’Italia era sempre più colpita dai bombardamenti aerei e la popolazione civile pagava un prezzo altissimo alla guerra, nacque l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra (ANVCG).
L’associazione fu creata proprio per dare assistenza, tutela e rappresentanza ai civili feriti, mutilati o ai familiari delle vittime dei bombardamenti, in un momento in cui lo Stato faticava a rispondere a un’emergenza umanitaria enorme. Dopo la guerra, il suo ruolo diventò ancora più importante nella ricostruzione morale e sociale del Paese e nel riconoscimento dei diritti delle vittime civili, ne abbiamo parlato con Roberto Serio, segretario generale dell' associazione.