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Zoom - Trio Hèrmes presenta "Ildebrando Pizzetti: Piano Trio, Works for Violin, Cello & Piano" - Prima Parte

ZOOM - di Luigi Picardi

In collegamento da Milano con Ginevra Bassetti, violinista, concertista e didatta, per presentare - in due appuntamenti - il nuovo album dell'Hèrmes Trio "Ildebrando Pizzetti: Piano Trio, Works for Violin, Cello & Piano" pubblicato da Brilliant Classics, dedicato alla figura del compositore parmense. Ildebrando Pizzetti (1880–1968) è stato un compositore, teorico musicale e docente italiano, la cui opera fa da ponte tra la tradizione tardo-romantica e il modernismo dei primi anni del XX secolo. Membro della cosiddetta «Generazione degli anni Ottanta» insieme a Ottorino Respighi, Gian Francesco Malipiero e Alfredo Casella, Pizzetti cercò di ridefinire la musica italiana ricollegandola al patrimonio rinascimentale e barocco del Paese. Profondamente ispirato alla polifonia antica, al canto gregoriano e al dramma classico, coltivò uno stile caratterizzato dall’armonia modale, dalla chiarezza contrappuntistica e da un profondo senso di lirismo. Oltre che come compositore, fu un influente pedagogo: insegnò ai conservatori di Firenze e Milano e in seguito diresse l’Accademia di Santa Cecilia a Roma. Il Trio per pianoforte in La maggiore (1904) di Pizzetti è un’opera giovanile che riflette sia la sua formazione accademica sia la sua individualità emergente. Scritto mentre era ancora sotto l’influenza di modelli romantici come Brahms e Franck, il trio rivela tuttavia il caratteristico calore “all’italiana” e la disciplina strutturale propri di Pizzetti. I suoi contorni melodici riecheggiano spesso le inflessioni della scrittura vocale italiana, mentre la sua tavolozza armonica sperimenta con i colori modali. I tre movimenti dell’opera mostrano un equilibrio tra espressività lirica e maestria contrappuntistica, suggerendo il fascino che il compositore nutrì per tutta la vita per la polifonia vocale adattata alle trame strumentali. Al contrario, i «Tre Canti» per violoncello e pianoforte (1924) esemplificano il linguaggio maturo di Pizzetti. Composti due decenni più tardi, questi tre brevi brani sintetizzano il suo raffinato senso della melodia e della sobrietà. Ogni «Canto» si dispiega come un monologo espressivo, con il violoncello che canta con intensità quasi vocale su una scrittura pianistica sobria. Le inflessioni modali e il fraseggio simile a un canto creano un’atmosfera di introspzione meditativa, mentre la sottile libertà ritmica evoca la flessibilità del linguaggio parlato o cantato. Nel loro insieme, i Tre Canti racchiudono la ricerca di Pizzetti di un’espressione musicale senza tempo, radicata nell’antico passato dell’Italia ma articolata in una voce moderna e profondamente personale. In questo album sono incluse anche tre brevi opere per violino e pianoforte.

 

21 luglio 2026