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2026.06.12 James Ehnes, al violino e Orion Weiss, al pianoforte

L'equilibrio e la leggerezza del primo Beethoven

Spazio EBU - di Marco Di Battista

Equilibrio formale, serenità d'animo, ricerca di un nuovo linguaggio: sono le Sonate per violino e pianoforte di Ludwig van Beethoven cha ascoltiamo oggi. Iniziamo con l'op 12, della quale ascoltiamo la n. 1 in Re e la n 2 in La; poi passiamo alla n 4 in la minore op 23 e chiudiamo con la più famosa del gruppo, Sonata n 5 in Fa Maggiore op 24 "Primavera". Queste quattro sonate in programma raccontano un momento cruciale della vita di Beethoven. Dalle eleganti sperimentazioni dell'op. 12 alla tensione drammatica dell'op. 23, fino alla luminosa perfezione della "Primavera", assistiamo alla nascita di una nuova idea di musica da camera. Il violino dialoga col pianoforte, con pari dignità. È una rivoluzione silenziosa ma decisiva, che apre la strada all'intero Ottocento cameristico. Ad interpretare queste sonate beethoveniane sono il violinista canadese James Ehnes, tra i più autorevoli interpreti del nostro tempo, apprezzato per la purezza del suono e la raffinatezza stilistica, e il pianista americano Orion Weiss, musicista di straordinaria sensibilità e partner ideale nel grande repertorio cameristico. Una collaborazione che negli ultimi anni ha portato i due artisti sui palcoscenici più prestigiosi del mondo con programmi dedicati proprio all'integrale delle sonate per violino e pianoforte di Beethoven

25 giugno 2026