Con Maria e Giuseppe - IV Domenica di Avvento
Mariam, figlia di Maria e Giuseppe
Mariam aveva tre anni quando suo padre si ammalò gravemente. Chiese e ricevette gli ultimi sacramenti con la più viva fede. Pienamente rassegnato alla volontà divina, sacri cò la sua vita, quella di sua moglie e dei suoi due gli. Quando capì che l’ultimo momento si avvicinava, chiamò Mariam, la prese per un braccio e, rivolgendo il suo sguardo morente verso un’immagine di san Giuseppe, disse: «Grande Santo, eccoti la mia bambina, la santa Vergine è sua Madre, degnati di vegliare su di lei anche tu; sii suo Padre. […] Queste parole, ci raccontava con gli occhi pieni di lacrime Maria, divenuta religiosa». (Il piccolo nulla, cap. I) Due settimane dopo muore anche sua madre. Viene accolta da uno zio paterno, mentre suo fratello Boulos viene a dato a una zia materna. Non si rivedranno mai più. Ogni sabato, dall’età di 5 anni, Mariam digiunava in onore di Maria. Quando Mariam trascorre la notte in preghiera, alla vigilia delle nozze che suo zio ha preparato con uno dei suoi parenti, chiede alla Vergine Maria cosa deve fare. All’improvviso, sente una voce che le dice: «Maria, sono sempre con te, segui l’ispirazione che ti do, ti aiuterò» (Il piccolo nulla, cap. II). Mariam consacra la sua verginità a Dio accettando le conseguenze degli abusi.
Dopo il «martirio»1 e le cure della suora in abito blu, «l’ultimo giorno, questa suora mi servì una zuppa così buona che non ne ho mai mangiata una simile. Finita la porzione, gliene chiesi una seconda. Allora la suora, rompendo il silenzio, mi disse: “Maria, per ora basta; più tardi te ne darò ancora.
Ricordati bene di non fare come quelle persone che pensano di non averne mai abbastanza. Di’ sempre: basta così; e il Buon Dio, che vede tutto, veglierà sempre su tutti i tuoi bisogni. Sii sempre contenta, nonostante tutto ciò che potrai avere da so rire, e Dio, che è così buono, ti manderà il necessario. Non ascoltate mai il demonio: di date di lui, perché è molto astuto. Quando chiederete qualcosa al Buon Dio, Egli non ve la darà sempre immediatamente, per mettervi alla prova e vedere se lo amate sempre allo stesso modo; poi, poco dopo, ve la concederà, a condizione che siate sempre contente e che lo amiate. Maria, Maria, non dimenticate mai le grazie che il Signore vi ha concesso. Quando vi accadrà qualcosa di spiacevole, pensate che è Dio che lo vuole. Siate sempre piena di carità verso il prossimo; dovete amarlo più di voi stessa. Non rivedrai mai più la tua famiglia; andrai in Francia, dove diventerai religiosa; sarai glia di san Giuseppe prima di diventare glia di santa Teresa. Prenderai l’abito del Carmelo in una casa, farai la professione in una seconda e morirai in una terza, a Betlemme. I tuoi genitori ti cercheranno; tu stessa sarai tentata di farti riconoscere. Guardati bene dal farlo, altrimenti non avrai più da mangiare. So rirai molto durante la tua vita, sarai un segno di contraddizione”». «Sì, ci diceva Maria sulla barca che la trasportava a Betlemme con le sue compagne, la religiosa che mi aveva curato dopo il mio martirio e che ora so essere nientemeno che la Santissima Vergine, mi aveva predetto tutto ciò che mi è accaduto no ad oggi» (Il piccolo nulla, cap. II) Maria si rende sensibilmente presente all’adolescente, una presenza che l’accompagnerà per tutta la vita attraverso apparizioni e visioni ricche di insegnamenti, ma anche attraverso una sollecitudine materna che si concretizzerà in aiuti materiali, grazie di protezione nel pericolo, guarigioni straordinarie, per non dire miracolose. Per Mariam, la Vergine Maria è prima di tutto una madre, una madre amorevole e premurosa, attenta alla sua salvezza, attenta ai suoi progressi nel cammino della sua santi cazione, e per questo a volte severa... se tutte le tappe del suo cammino interiore sono accompagnate da Maria... esse sono ordinate solo a un’unione sempre più intima con la persona di Gesù, e quindi con Dio Trinità. Maria, che lei ritrova ogni giorno sotto le sembianze della Madonna del Monte Carmelo che presenta il Bambino Gesù alla venerazione delle sue glie, è colei che mostra e dona Cristo, che conduce a Lui e insegna a imitarlo, a seguirlo, che intercede per noi presso di lui, specialmente nei momenti di prova e di desolazione. Suor Mariam di Gesù Croci sso aveva infatti annunciato all’inizio di settembre che avrebbe attraversato tre anni senza consolazioni. Così il 20 settembre 1868: «Santa Vergine, mia Madre, mi getto ai tuoi piedi. Ho peccato molto, ma ti cerco, Madre cara. Cerco anche Gesù, ma tu ti nascondi, così come Gesù. O Madre mia, abbi pietà di questo piccolo nulla. O Gesù, perdonami! Non voglio più o enderti. Abbi pietà di questa povera orfana! Tu non sei venuto per i giusti, ma per salvare i peccatori. Non ho più Gesù. Sono un piccolo essere abbandonato. Mio Dio, mio Dio, abbi pietà! Tu sei in nitamente buono, spero in te» (Vie merveilleuse de la sœur Marie de Jésus Cruci é [Vita meravigliosa di suor Maria di Gesù Croci sso (tomo II, pp. 3-4).
Mariam sa che la sua preghiera alla Vergine non è mai vana, che l’amore materno di Maria non le mancherà mai: «Un giorno, dopo aver sopportato terribili so erenze, mentre recitava l’Ave Maria con la sua maestra, improvvisamente smise di rispondere e, nascondendo il viso tra le mani, come abbagliata da una luce celeste, trasportata dalla gioia come un bambino piccolo alla presenza della madre che non vedeva da tempo, disse alla sua maestra: «Ascolta le parole della Santa Vergine». Dopo un momento di silenzio, riprese: «Hai capito cosa ha detto?». Rimase ancora in silenzio, poi aggiunse poco dopo, parlando della Santa Vergine: «Sta uscendo dalla cella». Quindi si batté il petto dicendo: «È mia madre!» (M.-E. Schall, Portrait et Itinéraire, Sainte Marie de Bethléem [Ritratto e itinerario, Santa Maria di Betlemme], p. 91). È all’inizio di questo periodo che si veri ca una nuova esperienza spirituale. Suor Mariam di Gesù Croci sso abbandonerà a Dio la scelta tra le «rose» e le «spine»: «Durante la preghiera serale vidi due bambini (angeli) che sembravano avere sette anni. Uno teneva in una mano un calice, nell’altra una croce e una corona di spine. Il secondo mi presentava un abito più bianco della neve, una bella corona di rose e profumi squisiti. Il bambino che portava la croce mi disse: “Scegli!”. Io gli risposi: “Bambino, vai a chiedere a Gesù di scegliere per me: il suo volere è il mio volere, la sua volontà è la mia volontà”. Il bambino sorrise e mi disse: “Chi sceglie qui sulla terra la croce, un giorno avrà la corona di rose. Chi sceglie durante la vita la rosa e i profumi, avrà più tardi la spina. Tutto si trasformerà per lui in dolore”. Risposi: “Bambino, non voglio scegliere nulla, perché sono debole. Vai a dire a Gesù che preferisco che sia Lui a scegliere per me. Se sceglierà per me la croce, la corona di spine e il calice per l’eternità, sarò felice perché Lui lo sarà. Il bambino pianse e tutto scomparve”. In realtà Mariam sceglie il perfetto abbandono all’Amore. E, con il suo solito distacco dalle grazie straordinarie, conclude con la sua naturale semplicità, frutto dello spirito infantile: «Tutto questo è forse frutto dell’immaginazione. Non mi so ermo su questo... » (M.-E. Schall, Portrait et Itinéraire, Sainte Marie de Bethléem [Ritratto e itinerario, Santa Maria di Betlemme], pp. 71-72).