Genazzano attende Papa Leone, "pellegrino" davanti alla Madre del Buon Consiglio
Benedetta Capelli ed Eugenio Bonanata – Città del Vaticano
Si respira un clima di attesa gioiosa a Genazzano, il borgo medievale a circa 40 km da Roma incastonato nella valle del Sacco, tra i Castelli Romani e i monti Prenestini. L’attesa è per l’arrivo di Papa Leone che torna nel piccolo comune dove sorge uno dei luoghi più cari alla famiglia agostiniana: la Basilica Santuario della Madre del Buon Consiglio. Alle 18 di oggi, 7 settembre, il Pontefice celebrerà la Messa alla vigilia della festa della Natività della Beata Vergine Maria.
Quello del Papa è un ritorno a Genazzano, dopo la visita in forma privata del 10 maggio 2025, due giorni dopo la sua elezione al soglio di Pietro. Un ritorno alla Madre che, come scrisse allora nel libro delle firme del santuario affidandole il suo magistero, lo ha accompagnato per tutta la vita “con la sua presenza materna, con la sua saggezza e l'esempio del suo amore per il Figlio che è sempre il centro della mia fede. Via, verità e vita”.
Il dipinto da svelare
Leone XIV è atteso alle ore 16.30 nel Piazzale della Pace e raggiungerà il santuario in golf cart, impartendo la benedizione ai fedeli lungo il percorso. Quindi, il Pontefice sarà accolto dalle autorità, dalla comunità agostiniana e dal vescovo della diocesi di Tivoli e di Palestrina, monsignor Mauro Parmeggiani. Alle 17.30, l'inaugurazione dell'affresco, realizzato da Marco Innocenzi, già restauratore del Laboratorio di Restauro Dipinti e Materiali Lignei dei Musei Vaticani, che ritrae Papa Leone di profilo su un inginocchiatoio con lo sguardo rivolto verso l'icona della Madonna. Il dipinto si trova nella cappella nella quale sono raffigurati i Pontefici che in passato si sono recati a Genazzano: Urbano VIII, che nel 1630 affidò alla Vergine l’Italia colpita dalla peste; Pio IX, pellegrino a Genazzano il 15 agosto 1864 e profondamente devoto alla Madre del Buon Consiglio; Giovanni XXIII, che è stato nella basilica santuario il 25 agosto 1959; Giovanni Paolo II, raffigurato in preghiera davanti alla sacra immagine durante il pellegrinaggio del 22 aprile 1993, alla vigilia del viaggio apostolico in Albania.
Il legame con l’Albania
Proprio dall’Albania arriva anche l’arcivescovo di Scutari-Pult, monsignor Giovanni Peragine che concelebrerà la Messa con il Papa. Secondo la tradizione, infatti, l’immagine della Madre del Buon Consiglio custodita nel santuario di Genazzano è stata portata dagli angeli dalla città albanese di Scutari e apparsa miracolosamente il 25 aprile 1467, è stata poi riconosciuta da due pellegrini albanesi. Ancora oggi a Genazzano si festeggia la “Venuta” della santa Immagine il 25 aprile di ogni anno, e gli albanesi cattolici invocano la Madre del Buon Consiglio con l’antico titolo di “Signora dell’Albania”.
Tra i concelebranti ci saranno anche il priore generale dell’Ordine di Sant’Agostino padre Joseph Farrell, il priore della Provincia agostiniana d’Italia, padre Gabriele Pedicino, il procuratore generale dell’Ordine di Sant’Agostino padre Pasquale Di Lernia e padre Rocco Ronzani, prefetto dell’Archivio Apostolico Vaticano, originario di Genazzano. Concelebrano anche i padri agostiniani della comunità e il rettore del santuario, padre Ludovico Centra. Il Papa indosserà camice, casula e mitria donati dai fedeli di Genazzano, nei ricami il richiamo all’acqua e quindi alle Nozze di Cana, il primo miracolo di Gesù, compiuto alla presenza di Maria. La casula e la mitria resteranno nel museo del santuario di Genazzano.
La rosa d’oro
Momento importante della celebrazione sarà il dono alla Madre del Buon Consiglio di una rosa d’oro con tre fronde e alla cui base vi sono gli stemmi del santuario Madre del Buon Consiglio, di Martino V, primo Papa ad aver donato, nel 1431 una rosa d’oro andata perduta in epoca napoleonica, di Leone XIII, che ha elevato il santuario di Genazzano a basilica, e di Leone XIV. Al Pontefice verrà regalata una reliquia ex ossibus del beato Stefano Bellesini, agostiniano e parroco del santuario, i cui resti mortali sono venerati nella basilica di Genazzano.
Il vescovo di Tivoli: “un grande dono”
“Una festa grande, una festa in famiglia”: così monsignor Mauro Parmeggiani, vescovo della diocesi di Tivoli e Palestrina, racconta il clima di queste ore a Genazzano. Sottolinea il “grande dono” che questo luogo ha ricevuto con la presenza del santuario della Madonna del Buon Consiglio, dinanzi al quale “non si può rimanere indifferenti”. “La visita del Papa – afferma – è uno stimolo per invitarci ancora a rispondere al dono di avere una Madre che indica Cristo come strada da seguire, come meta da raggiungere nonostante le nostre imperfezioni, le nostre difficoltà”. L’auspicio del vescovo è che la comunità risponda con “una fede forte”, sentendosi sempre più uniti “al Santo Padre, alla Chiesa di Roma”, diventando “promotori di una pastorale attiva e capaci di unità e di pace, nel rispetto dei nostri fratelli e anche del creato”.
Il rettore del santuario: “affidarsi a Maria”
Padre Ludovico Centra, rettore della basilica santuario Madre del Buon Consiglio, ricorda l’amore del Papa per la Vergine fin da quando era a Chicago. Il messaggio che consegna Leone con la sua visita, afferma, è quello di “affidarsi a Maria, questa splendida aurora che annuncia il giorno che è Gesù”. “Questo è essenziale, lo dico sempre ai pellegrini quando vengono: Lei è la Madre del Buon Consiglio, cioè è la Madre di Gesù, che è il buon consiglio di Dio. E Maria ha ancora questo compito come a Cana. Io credo - conclude - che il Papa ce l'ha nel cuore questo e sicuramente ci affiderà a Maria proprio perché noi possiamo ancora ascoltarla e fare la volontà del figlio”.
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