Il Papa per le strade di Genazzano Il Papa per le strade di Genazzano

In festa e in preghiera, Genazzano accoglie Papa Leone

Un clima di grande gioia nella piazza fuori dal Santuario della Madre del Buon Consiglio per dare il benvenuto a Leone XIV, alla sua seconda visita da Pontefice. Profondo raccoglimento all’interno della Basilica, dove il Papa ha donato una rosa d’oro alla Madonna e svelato l’affresco che lo ritrae in ginocchio dinanzi alla Vergine. Al termine della liturgia, una nuova preghiera alla Vergine e poi il saluto privato nel vicino convento ai confratelli agostiniani che gli hanno presentato i novizi

Tiziana Campisi - Genazzano

Le braccia che si sporgono dalle transenne arancioni neppure si riescono a contare. Ancora di più sono i sorrisi che si intravedono dalle strade ma anche da balconcini in muratura e finestre, dove sono appesi drappi rossi di velluto. Tutto intorno fiori, smartphone alzati con la fotocamera accesa, cori e urla di “Viva il Papa”. È una festa quella che Papa Leone XIV trova nel pomeriggio di oggi, 7 settembre, in Piazza della Pace e per le stradine di Genazzano, il borgo medievale dove per la seconda volta da Pontefice (innumerevoli le volte che lo ha visitato da semplice agostiniano e da superiore generale dell’Ordine) si reca in visita per rendere omaggio alla Madre del Buon Consiglio.


Per le vie sono affissi striscioni e cartelli. Al suo arrivo in golf cart, nella piccola piazza antistante il santuario, suonano a festa le campane e la Banda Musicale Comunale Luigi Gardini di Genazzano intona l’inno vaticano. Un’altra folla più raccolta, accalcata e gioiosa, saluta il Successore di Pietro che benedice i presenti e prende in braccio alcuni neonati per poi abbracciare calorosamente il confratello agostiniano rettore del santuario, padre Ludovico Centra, venuto a dargli il benvenuto. Un singolare omaggio, poi, viene consegnato al Papa: una scatola dalla quale, non appena aperta, volano tante farfalle. 

La "scatola di farfalle" donata al Papa
La "scatola di farfalle" donata al Papa   (@Vatican Media)

La rosa d’oro alla Madre del Buon Consiglio

Entrato nella Basilica, dopo l’adorazione del Santissimo Sacramento, Leone XIV si ferma in preghiera nella cappella della Madonna del Buon Consiglio, inginocchiandosi davanti all'effigie della “Madre”. Intanto, in un clima di grande raccoglimento, pregano silenziosamente anche i fedeli presenti. Il Papa poi si alza e offre alla Vergine la rosa d’oro, una composizione con 3 fronde - in riferimento alla Trinità -, nella quale si intersecano 12 stelle - chiaro richiamo a quelle della corona di Maria descritta nel Libro dell’Apocalisse, che simboleggiano l'antico e il nuovo popolo di Dio, la Chiesa intera raccolta intorno a Maria - ed emerge un Rosario.

La rosa d'oro donata dal Papa davanti l'effigie della Madre del Buon Consiglio
La rosa d'oro donata dal Papa davanti l'effigie della Madre del Buon Consiglio   (@VATICAN MEDIA)

L’affresco di Leone XIV, quinto Papa nel santuario

Subito dopo il momento più atteso. Il Pontefice, svela l’affresco che lo ritrae mentre prega la Madre del Buon Consiglio insieme al pittore che lo ha realizzato, Marco Innocenzi, già restauratore del Laboratorio di Restauro Dipinti e Materiali Lignei dei Musei Vaticani. Il ritratto, nell’ultimo spazio che non era ancora affrescato all’interno della cappella della Madre del Buon Consiglio, prosegue la tradizione iconografica in ricordo dei Pontefici che si sono recati al santuario e hanno sostato dinanzi alla Vergine: Urbano VIII, il 21 ottobre 1630, Pio IX, il 15 agosto 1864, Giovanni XXIII, il 25 agosto 1959, e Giovanni Paolo II, il 22 aprile 1993. 

L'affresco che ritrae Leone XIV nella cappella della Madre del Buon Consiglio
L'affresco che ritrae Leone XIV nella cappella della Madre del Buon Consiglio

Il dono dei religiosi agostiniani al Pontefice

Si leva un grande applauso, a suggello dello storico evento, poi Leone raggiunge la navata centrale, dove gli rivolge il suo saluto il rettore, padre Ludovico Centra, che, a nome della comunità agostiniana di Genazzano, dona al confratello Pontefice, per la sua cappella privata, una reliquia ex ossibus del beato Stefano Bellesini, agostiniano, giunto a Genazzano nel 1826 e prodigatosi tanto per la gente, i bambini, i pellegrini, i poveri e gli ultimi e i cui resti mortali si trovano nel santuario. A sua volta Leone consegna al rettore un calice, a ricordo di questa sua visita. Al Papa vengono, dopo, presentati alcuni fedeli del santuario, poi, inizia la preparazione della celebrazione eucaristica. Raggiunta la sacrestia e indossati i paramenti liturgici, il Pontefice, da un'uscita laterale raggiunge la facciata principale della Basilica e vi fa il suo ingresso per celebrare la Messa, preceduto dalla processione dei concelebranti.

La reliquia del beato Stefano Bellesini donata al Papa
La reliquia del beato Stefano Bellesini donata al Papa   (@Vatican Media)

I concelebranti

Ci sono il vescovo della diocesi di Tivoli e di Palestrina, monsignor Mauro Parmeggiani, nel cui territorio si trova Genazzano, l’arcivescovo di Scutari-Pult, monsignor Giovanni Peragine, e ancora il priore generale dell’Ordine di Sant’Agostino, padre Joseph Farrell, il priore della Provincia agostiniana d’Italia, padre Gabriele Pedicino, il procuratore generale dell’Ordine di Sant’Agostino, padre Pasquale Di Lernia, padre Rocco Ronzani, prefetto dell’Archivio Apostolico Vaticano, agostiniano, originario di Genazzano, e i religiosi della comunità del santuario. Alla liturgia sono presenti pure suor Raffaella Petrini, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, e Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani.

Ancora una preghiera alla “Madre”

La Messa è raccolta, animata dai canti della Schola Cantorum. L'inno alla Madre del Buon Consiglio accompagna l’ultimo momento della visita: una preghiera conclusiva nella cappella della Madonna. Il Papa, con indosso i paramenti, rimane per alcuni minuti a contemplare questa immagine venerata da migliaia di fedeli. Guarda intensamente l’icona, e a tratti sorride, anche se gli occhi tradiscono una evidente commozione. È un frammento di intimità a sugello del grande clima di preghiera e raccoglimento che ha caratterizzato la seconda venuta del Pontefice in questo borgo laziale terra di fede e meta di Papi.

Leone XIV mentre rivolge un'ultima preghiera alla Madre del Buon Consiglio
Leone XIV mentre rivolge un'ultima preghiera alla Madre del Buon Consiglio   (@Vatican Media)

Il saluto ai confratelli

Terminata la celebrazione, prima di uscire dalla Basilica e dirigersi in golf cart verso il centro di Genazzano e salutare nuovamente fedeli e pellegrini - per le strade in totale 4mila, riferisce la Sala Stampa della Santa Sede -, il Papa ha fatto una breve visita al convento degli agostiniani, accanto al Santuario. Lo racconta ai media vaticani il rettore, padre Centra, spiegando che il Pontefice ha salutato i suoi confratelli, i quali gli hanno offerto un piccolo rinfresco. Nell'occasione Papa Leone ha conosciuto i novizi della Provincia agostiniana d’Italia, che rappresentano "il futuro dell’Ordine". E si è mostrato, sottolinea padre Ludovico, particolarmente contento per il fatto che "ci siano nuove vocazioni" nell'Ordine religioso di sua appartenenza. Infine, salutati i vescovi presenti alla celebrazioni e le autorità civili, nel percorso verso Piazza della Repubblica, Leone non ha risparmiato saluti e benedizioni, fermandosi di tanto in tanto per raggiungere alcuni bambini. Raggiunta poi l'auto con la quale era arrivato, ha lasciato Genazzano per dirigersi verso Castel Gandolfo per trascorrervi, la giornata di domani e fare poi rientro in Vaticano in serata.

Leone tra i fedeli nelle strade di Genazzano
Leone tra i fedeli nelle strade di Genazzano   (@Vatican Media)

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07 settembre 2026, 19:45