Preghiera, trepidazione laboriosità, così San Marino aspetta Leone XIV
Eugenio Murrali e Francesca Merlo - inviati a San Marino
Sette persone siedono insieme in una stanza, sotto un dipinto del Piccolo Principe. Dal soffitto pendono creature marine realizzate con piatti di carta e con velina, illuminate da colori e smalti. Siamo all’Unità Operativa Complessa “Colore del grano”, uno degli spazi del centro residenziale per persone con disabilità di San Marino, dove cresce l’attesa per la visita di Papa Leone XIV nella Repubblica, in programma sabato 22 agosto. Alcuni degli ospiti, accompagnati da parenti e operatori, aspetteranno il Pontefice lungo il percorso che lo porterà sul Monte Titano, prima al Palazzo Pubblico poi nella Basilica di San Marino.
Il “colore del grano”
Antonia Cecchetti sa già che cosa vorrebbe dirgli: chiederà al Papa di pregare per la pace, perché, spiega, è sconvolta nel vedere tanti bambini morire sotto le bombe. Marinella Casali, invece, torna con la memoria al 1982, quando incontrò Giovanni Paolo II durante la sua visita a San Marino. Graziella Ceci ha preparato molte domande: vuole sapere come si chiamasse la madre di Papa Leone e vuole sapere quanti anni abbia il Pontefice. Leano Bernardi stringe i pugni e dice: “Son contento!”.
Gli ospiti del centro hanno realizzato anche alcuni doni: un piccolo rosario con grani bianchi e azzurri, i colori della Repubblica di San Marino, e una lettera nella quale hanno raccolto valori, idee e pensieri. “Con gli ospiti – spiega Francesca Civerchia, direttrice della struttura, abbiamo intrapreso diversi percorsi per comprendere appieno anche dal loro punto di vista il grande momento che stiamo per vivere”. Sabato mattina, intorno alle 7.30, una cinquantina di persone – tra ospiti, familiari e operatori – partiranno per raggiungere il luogo dal quale saluteranno Papa Leone. Ambra Bernardi, coordinatrice del centro, racconta che la notizia del Pontefice ha generato grandissima emozione al “Colore del grano” e tantissime adesioni, anche da altri centri dell’ISS, “Baobab”, “L’atelier” e “La casa rosa”. “Non vediamo l’ora che sia sabato mattina”.
Tra gli anziani della Repubblica
Poco più avanti, dieci persone ci aspettano, insieme alla direttrice Cinzia Cesarini, alla U.O.C. Assistenza Residenziale Anziani desiderose di raccontarci l’emozione con cui attendono l’arrivo del Papa. La maggior parte dei 114 ospiti della struttura sta riposando dopo pranzo, ma loro sono rimasti ad aspettarci. Vestiti con cura, tengono sulle ginocchia alcuni fogli con i loro pensieri, stampati e sistemati in buste trasparenti, pronti a raccontarci che cosa rappresenti per loro questa visita. Le prime a voler leggerci le speranze e le richieste di preghiera per il Pontefice sono Renata e Alba Zanotti. A Domenico Capicchioni l’attesa riporta alla mente un’altra visita papale: quella di Giovanni Paolo II, giunto a San Marino nel 1982. Nazareno Carattoni ricorda di quando è stato ai Musei Vaticani. Margherita Scagliola tiene molto a trasmettere la propria gioia per la possibilità di salutare così da vicino questo Papa che ogni domenica le parla di pace e la invita a rifiutare la guerra.
La Basilica del santo
L’ultima tappa del Papa a San Marino è la Basilica del santo fondatore e patrono che dà il nome alla piccola Repubblica. Ci accoglie il rettore, don Marco Mazzanti. Tutti sono all’opera in vista del 22 agosto. La chiesa, costruita nella prima metà dell’Ottocento su progetto dell’architetto bolognese Antonio Serra, sorge sopra i resti di una pieve del IV secolo dedicata a san Marino diacono. La basilica custodisce le reliquie del santo, tra queste il cranio.
Don Mazzanti spiega che i preparativi per l’arrivo del Papa vanno ben oltre il lavoro pratico di allestimento della Basilica. "La Basilica è la chiesa madre di San Marino e del territorio della Repubblica", afferma. Prepararsi alla visita di Papa Leone significa quindi "riscoprire le radici di questo popolo", che affondano in un ideale di libertà intriso di valori cristiani.
Una preghiera speciale per il Papa
I fedeli attendono il Papa "con grande trepidazione, immensa gioia nel cuore, ma anche con grande impegno", prosegue il Rettore. I preparativi spirituali hanno incluso una preghiera speciale per il Pontefice, la diocesi e la Repubblica hanno inoltre dato vita a una serie di eventi educativi, culturali e religiosi. Tra questi vi sono stati un incontro di approfondimento sull’enciclica di Papa Leone, Magnifica Humanitas, organizzato dalle suore agostiniane di Pennabilli, e un incontro dal titolo Un anno con Papa Prevost, condotto dal responsabile editoriale della Libreria Editrice Vaticana, Lorenzo Fazzini. "Tutti questi elementi hanno contribuito a preparare il terreno", afferma don Mazzanti, "permettendoci di accogliere il Santo Padre con gioia".
L'identità spirituale
Al centro dell’identità spirituale di San Marino c’è il santo da cui la Repubblica prende il nome. "Parlare di San Marino – spiega il Rettore – significa parlare non solo di un santo e di un fondatore, ma anche di un capo di Stato". San Marino fondò la comunità sui "valori della libertà, della verità e dell’amore cristiano", che rimangono centrali nella sua identità religiosa. La comunità salesiana, che ha una forte presenza a San Marino, sta vivendo questa visita nello spirito di San Giovanni Bosco. Don Mazzanti ricorda che don Bosco aveva tre grandi amori spirituali: Gesù nell’Eucaristia, Maria Madre di Dio e il Sommo Pontefice. "Guardiamo al Papa innanzitutto come al Successore di Pietro", afferma. Questa devozione si esprime pregando per il ministero del Papa e per la Chiesa universale. Lo spirito salesiano si riflette anche nella particolare attenzione della comunità verso i giovani, che essa cerca di educare attraverso il "sistema preventivo" tramandato da san Giovanni Bosco.
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