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Il vescovo di Rimini, monsignor Nicolò Anselmi, durante la celebrazione della Messa sulla spiaggia nel 2024 (@diocesi Rimini) Il vescovo di Rimini, monsignor Nicolò Anselmi, durante la celebrazione della Messa sulla spiaggia nel 2024 (@diocesi Rimini)

Rimini, il vescovo: dal Papa l'aiuto per costruire la cultura dell'amore

Giorni di attesa per la diocesi romagnola dove Leone si recherà in visita sabato 22 agosto. Prima la tappa al Meeting di Rimini, subito dopo l’incontro in cattedrale con poveri e malati e infine la Messa al porto. Monsignor Nicolò Anselmi auspica che per i giovani l’arrivo del Papa sia sprone per incoraggiarli a fare del bene

Luca Collodi – Città del Vaticano

Dopo 44 anni, 29 agosto 1982, il Papa torna a Rimini. L’ultima volta era stato Giovanni Paolo II che fece tappa alla Meeting e poi celebrò la Messa sul lungomare, nel piazzale Boscovich, situato all'estremità del porto, davanti a duecentomila persone. Papa Leone torna nella capitale della riviera romagnola come Successore di Pietro in una visita che abbraccia l’appuntamento di Comunione e Liberazione, giunto alla 47.ma edizione, e la diocesi con una particolare attenzione alle anime più fragili della città, nota per essere in estate luogo della movida. In Cattedrale infatti incontrerà circa 650 persone tra ammalati, disabili e poveri assistiti dalla Caritas per concludere poi la sua giornata con la celebrazione della Messa.

Una sfida di testimonianza e accoglienza

La città è in fibrillazione per mostrare al Papa il suo volto migliore tra i fedeli che accorreranno dalla regione Emilia Romagna a tanti villeggianti che hanno scelto Rimini per passare la loro estate. Una visita, ne è convinto il vescovo monsignor Nicolò Anselmi, che lascerà un segno tra i giovani e anche tra i lontani magari attratti dalla curiosità di vedere il Papa.

Ascolta l'intervista del vescovo di Rimini, monsignor Anselmi

Rimini è la capitale del turismo estivo. Che significato ha per la diocesi accogliere il Papa in pieno agosto, nel cuore della stagione balneare?

I giornali e le statistiche riportano che nella nostra riviera durante questi quattro mesi passano circa 7-8 milioni di persone. Certo non saranno tutti in questa occasione qui, però è sempre, per la Chiesa riminese, una sfida di testimonianza, di accoglienza, di gentilezza, di capacità di dialogo, di sapere stare insieme, tra famiglie, giovani, vita diurna, vita notturna, sempre un modo di vivere quello che il Papa chiama una magnifica umanità. Qui è molto varia e proviene da tutto il mondo, da tutta Europa e da tutta Italia.

Monsignor Anselmi, il Papa inizierà la sua visita a Rimini partendo dal Meeting dell'amicizia tra i popoli. Lei personalmente cosa si aspetta che il Pontefice lascerà ai giovani e ai visitatori del Meeting?

Indubbiamente, durante la lunga estate riminese, la settimana del Meeting è una settimana molto particolare perché c'è una proposta culturale forte e quindi accompagnata da tante mostre, ma soprattutto da tante persone, anche da tanti volontari e anche da tanti giovani. Il Papa io penso che è una presenza che prima di tutto incoraggia, dà speranza, invita a continuare a cercare questo amore che muove le stelle, come riporta il tema del Meeting. Questo vale per tutti, vale in particolare per i giovani che, oggi più che mai, mi sembra che abbiano bisogno di essere incoraggiati nel bene, nel fare prevalere la civiltà dell'amore rispetto alla cultura della potenza, come dice il Papa nella sua enciclica.

Nel pomeriggio il Papa incontrerà i più fragili, gli ammalati nella cattedrale di Rimini. Per la chiesa riminese questo che momento sarà?

Questo è effettivamente un momento importante, abbiamo scelto tre tappe riminesi, la prima al Meeting e la seconda con l’incontro con i malati, ma anche con i carcerati, i disabili, i giovani che stanno facendo un cammino terapeutico nelle comunità Papa Giovanni XXIII, in quella di San Patrignano. Credo che questo sia un momento importante perché, nel grande movimento che caratterizza l'estate riminese, non vogliamo dimenticare che ci sono delle persone più fragili di altre, che stanno camminando in salita, vivendo un momento difficile della loro vita. Loro devono comunque essere al centro dell'attenzione del Papa, della vita della Chiesa e ma anche di tutta la società, per cui questo lo consideriamo un momento molto importante. Ci saranno circa 650 persone, altrettante saranno sulla spiaggia e poi molte altre ci seguiranno lungo le strade oppure da casa attraverso la televisione e la radio.

La visita alla città di Rimini del Papa si chiuderà al porto, proprio dove andò San Giovanni Paolo II nel 1982. Qual è il valore di questa messa sul mare?

L'Eucaristia è il momento più importante di tutta questa giornata, di tutta la giornata della vita della Chiesa, di tutta la giornata della vita di ogni cristiano e penso anche del Papa perché intorno a Gesù, presente sull'altare, nella sua parola e nella comunità riunita, si vive la sua presenza. E poi il mare che è presente nella predicazione della vita di Gesù, pensiamo anche al lago di Tiberiade. Il mare è luogo della vocazione, della missione, è il luogo della tempesta sedata, della pesca miracolosa. Gesù vive tanto in riva al mare. Poi sulla spiaggia tantissime persone si potranno avvicinare, forse fedeli, ma anche chi è incuriosito dalla persona del Santo Padre e raggiungere, anche attraverso i tanti volontari, la sua parola, la sua proposta. È un luogo molto importante anche dal punto di vista della testimonianza e della missionarietà.

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20 agosto 2026, 15:03