La sosta del Papa nel monastero delle agostiniane a Pennabilli
Tiziana Campisi - Città del Vaticano
Le chiamano le «sorelle della Rupe» perché il loro monastero, fondato nel 1517, intitolato a sant’Antonio di Padova e nel corso dei secoli casa di diverse famiglie religiose, si trova nella Rupe di Pennabilli. Le monache agostiniane nel paesino della Valmarecchia, sulle colline della provincia di Rimini, sono arrivate nel XIX secolo. Private del monastero nel 1861, poiché il Nuovo Regno d’Italia aveva decretato la soppressione degli Ordini religiosi incamerandone i beni, le monache lo riacquistarono nel 1900 e durante la seconda Guerra mondiale aprirono le porte a due comunità di religiose che i tedeschi volevano deportare in Germania, e alle bambine delle famiglie degli sfollati provenienti da Rimini.
Una comunità vivace e giovane
Quella di oggi è una comunità vivace e giovane, costituita da undici religiose di voti solenni, due professe di voti temporanei, una novizia e una postulante. Una vita scandita da preghiera, lavoro e studio quella all’interno del monastero, dove sono stati ricavati spazi per una falegnameria, un laboratorio di vetrate artistiche, ed è florido l’orto amoris, un orto biointensivo che dona ortaggi in ogni stagione: deve il suo nome alla celebre definizione che il vescovo di Ippona offre della virtù ne La città di Dio (15, 22): «Definitio brevis et vera virtutis ordo est amoris», «Una definizione breve e vera della virtù è l’ordine dell’amore».
Le visite di Prevost
Il Papa, negli anni in cui era priore generale dell’Ordine di Sant’Agostino, è stato due volte nel monastero di Pennabilli, nel 2005 e nel 2009. Ora, con grande gioia, le monache si preparano ad accoglierlo nuovamente, al termine della visita nella Repubblica di San Marino e prima del trasferimento a Rimini. «Ancora una volta il fratello Robert Prevost, ora Papa Leone XIV, viene a trovarci. Viene e incontra una comunità di donne protese verso Dio, incamminate verso quello che è il dono più grande che si possa ricevere: diventare sorelle e amiche. Sempre di più», dice ai media vaticani la priora, madre Francesca Serreli, aggiungendo che desiderio della comunità agostiniana di Pennabilli è «contribuire alla vivacità del Regno di Dio con una vita appassionata al Vangelo e alla crescita umana. Una vita che ne ispiri altre, in uno scambio reciproco, senza fine».
Nella Rete dei Monasteri del Mediterraneo
Il monastero della Rupe è anche luogo di incontri e ritiri spirituali, in particolare durante l’Avvento e la Quaresima, tempi forti per percorrere più intensamente il cammino di ricerca di Dio. Inoltre, fa parte della Rete dei Monasteri del Mediterraneo, nata nel 2020 a sostegno dell’incontro dei vescovi per la pace nel Mare Nostrum tenutosi a Bari dal 19 al 23 febbraio. Per quell’evento è stato realizzato un «quaderno» con le riflessioni delle diverse comunità monastiche aderenti alla Rete e da allora, di anno in anno, nuove pubblicazioni hanno affiancato l’appuntamento che ha riunito vescovi, teologi, giovani, laici, sindaci.
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