Leone XIV: preghiera e giustizia sociale sono inseparabili
Daniele Piccini – Città del Vaticano
Quando si è impegnati nella carità e ci si prende cura degli altri, Dio purifica il cuore e la mente di chi si dona, rendendolo sempre più “pronto” a riconoscere Cristo nel volto del bisognoso. È la riflessione spirituale che Leone XIV condivide con una delegazione statunitense di 26 membri della Società di San Vincenzo de' Paoli, ricevuta in udienza questa mattina, 28 agosto, nella Sala del Concistoro.
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Una giustizia sociale nutrita di preghiera
Nel suo discorso in lingua inglese ai rappresentanti americani dell'organizzazione cattolica internazionale di volontariato e carità - fondata a Parigi nel 1833 da un gruppo di giovani guidati da Federico Ozanam - il Papa ringrazia per il “generoso servizio” e per l’”eloquente testimonianza della vostra fede”, un contributo importante all’edificazione del Regno di Dio. Un impegno che solo la preghiera e la “relazione con il Signore” è in grado di nutrire.
San Vincenzo de’ Paoli ha dimostrato che la preghiera e la giustizia sociale non sono semplicemente complementari, ma sono in realtà inseparabili. È dunque mia speranza che vi rivolgiate costantemente al vostro celeste patrono, per seguirne l’esempio e invocarne l’intercessione.
La carità purifica cuore e mente
Ricorda poi la sua esortazione apostolica sull’”amore verso i poveri” Dilexi te, nella quale citando le “Esposizioni sui Salmi” di sant’Agostino, ha puntualizzato che la cura dei poveri ha sempre una natura cristocentrica: Dio restituisce la generosità di chi dona sotto forma di “grazia”, di capacità di sapere incontrare Suo figlio nel prossimo, rappresentato sia dal fratello che riceve l’aiuto, che dal fratello con cui si collabora.
Crediamo dunque che prendersi cura degli altri, quando è motivato dall’amore, non solo aiuti quanti sono nel bisogno, ma apra anche il cuore di chi dona alla grazia di Dio. Cari amici, vi esorto dunque a donare sempre voi stessi. In questo modo, la grazia del Signore purificherà costantemente i vostri cuori e le vostre menti.
Prima di affidarli all’intercessione di Maria e di sant'Agostino - di cui oggi la Chiesa celebra la memoria liturgica - il Vescovo di Roma chiede ai Vincenziani di portare i suoi saluti a tutti i loro colleghi negli Stati Uniti e “alle persone di cui vi prendete cura”.
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