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Leone XIV: come per Maria, è la vera carità che ci trasforma e ci porta vicini a Dio

Nella Messa celebrata nella parrocchia pontificia di San Tommaso da Villanova, a Castel Gandolfo, per la solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, Leone XIV sottolinea che possiamo incontrare la bellezza dell’Assunta anche negli occhi dei genitori che rientrano a casa dai figli, dai nonni che si curano dei nipoti, nell’impegno controcorrente dei giovani e nell’opera di uomini e donne che portano “un po’ di Cielo sulla terra e la terra verso il Cielo”

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

La vera bellezza, quella che molti artisti hanno raffigurato in Maria “assunta alla gloria celeste in anima e corpo”, come “una giovane bellissima che si eleva fisicamente da terra verso la volta celeste”, possiamo incontrarla “là dove c’è vera carità”: negli “occhi di un papà e di una mamma che tornano a casa dopo una giornata di lavoro” felici di stare con i figli, o nei volti dei nonni, che nonostante gli acciacchi “si riaccendono di energie inaspettate nel prendersi cura dei nipotini”, oppure ancora nell’impegno dei giovani che “si sforzano di crescere puliti e onesti”.

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[ Photo Embed: Il Papa all'inizio della Messa nella parrocchia pontificia di San Tommaso di Villanova ]
[ Photo Embed: Il Papa all'inizio della Messa nella parrocchia pontificia di San Tommaso di Villanova ]   (@Vatican Media)

Il volto bellissimo dell'Assunta

Così Papa Leone XIV parla del “volto bellissimo dell’Assunta” nell’omelia della Messa presieduta nella parrocchia pontificia di San Tommaso da Villanova, a Castel Gandolfo, dove dalla serata di mercoledì sta trascorrendo un secondo periodo di riposo. Duemila i fedeli presenti, in gran parte raccolti in piazza della Libertà, davanti alla chiesa, sin dalle prime ore del mattino per attendere l'arrivo del Pontefice e ascoltare le sue parole grazie a un maxischermo e all'amplificazione predisposta nell'area antistante la piccola chiesa, e gli altri, circa 250, tra i banchi della seicentesca collegiata riempita già dal mattino.

L'amore è l'ornamento più bello dell'uomo

Dobbiamo imparare a leggere “la bellezza divina di cui siamo avvolti”, spiega il Papa “nel volto tenero di un bambino come nelle rughe di un anziano, nella vivacità di un giovane come nella compostezza di un adulto, negli ornamenti della festa come negli abiti e negli strumenti del lavoro.” Riconoscendo in ciascuna di queste realtà “dei piccoli squarci di cielo”.

“È l’amore l’ornamento più bello dell’uomo: l’amore che trasfigura, trasforma, nobilita, porta in alto; che rende leggeri, liberi, vicini a Dio, pur attraverso le vicende alterne della vita”

"Una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi"

Leone XIV spiega che gli artisti, nel raffigurare l’Assunta, si sono ispirati a quanto descritto dal brano dell’Apocalisse, ascoltato nella prima Lettura: “Una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi”. Questo significa che “nel cuore di Maria si incontrano il cielo e la terra, il tempo e l’eternità”. E una giovane bellissima, ma questo contrasta, sottolinea, “con l’esperienza di ciò che produce in noi il passare degli anni”. Con l’età, infatti, la pelle “mostra i segni della vecchiaia” e i capelli “diventano grigi e poi bianchi”. Cosa abbiamo in comune, si domanda allora il Pontefice, “con la giovane meravigliosa che troviamo dipinta sulle pale dei nostri Altari?”

L'omelia di Papa Leone XIV
L'omelia di Papa Leone XIV   (@Vatican Media)

La vera bellezza è la purezza dell'anima

Papa Leone invita a guardare a due segni: “il corpo incorrotto della Madre di Dio e il suo cuore immacolato”. È la purezza dell’anima, infatti, che in Maria, come in noi, “per grazia di Dio illumina e trasfigura tutta la persona, portandola alla gloria del Cielo”.

La glorificazione di Maria in anima e corpo ci insegna che la nostra vera bellezza non consiste nel nascondere i segni del tempo che passa, ma nel mostrare impressi anche nella nostra carne i segni dell’amore che non ha fine.

Rivedere i canoni estetici, legati al consumismo

Questo, prosegue il Papa, ci invita “a rivedere molti dei canoni estetici, prevalentemente di stampo edonistico e consumistico”, imposti dal mondo, che rischiano “di imprigionarci in pesanti condizionamenti, facendoci sprecare energie preziose in ciò che non conta davvero e non dura per sempre”.

Nell’esperienza comune, si possono incontrare persone dal volto marcato dagli anni e dalle sofferenze, eppure capaci di irradiare serenità, benevolenza e pace attorno a sé; come se ne possono osservare altre, magari esteriormente attraenti, ma dure e fredde nell’intimo.

Ancora un momento dell'omelia
Ancora un momento dell'omelia   (@Vatican Media)

Nella "piccola dimensione" di Maria anche noi incontriamo Dio

Ed è facile, commenta il Vescovo di Roma, capire dove sta la vera bellezza e dove invece c’è ancora bisogno di conversione, di perdono e di guarigione. Quindi spiega che il miracolo che Maria “ha vissuto nel suo cuore innocente” e che l’ha portata alla gloria del Cielo, “è un toccarsi di estremi”, come testimoniano le parole ispirate del Magnificat, ascoltate nel Vangelo di Luca. Con le quali ci mostra infine, “nella sua condizione di ‘umile serva’, la ‘piccola dimensione’, come diceva san Paolo VI, anche noi possiamo incontrare il Signore”. Un servizio come l’opera “di tanti uomini e donne che quotidianamente, con fede e dedizione, contribuiscono a portare un po’ di Cielo sulla terra e la terra verso il Cielo”.

Il volto dell'Assunta in chi condivide la fede con noi

Papa Leone XIV sottolinea quindi che “il volto bellissimo dell’Assunta è unico, eppure ci è ben noto… .

E’ quello delle persone che ci stanno accanto, anche in questo momento, dei fratelli e delle sorelle con cui condividiamo, nella fede, l’offerta quotidiana della nostra vita.

All'offertorio, il Papa benedice una famiglia
All'offertorio, il Papa benedice una famiglia   (@Vatican Media)

Guardando a Maria, seguiamo la luce del Risorto

E’ per questo, spiega, che “nella donna dell’Apocalisse la Comunità dei credenti vede sé stessa, e il Concilio Vaticano II descrive Maria come «l’immagine e l’inizio della Chiesa”. Infine il Papa ricorda che sant’Agostino, “parlando della risurrezione di Cristo, invitava i cristiani del suo tempo a farne la bussola e il punto di riferimento della loro esistenza”, esortandoli a cambiare rotta e a seguire la luce, levandosi “dallo stesso posto da cui è risorto lui”.

Facciamo nostro il suo invito. Seguiamo la luce del Risorto, cambiando rotta, se necessario. Facciamolo, in particolare, oggi, guardando Maria, che Dio ha coronato di gloria in anima e corpo, e che ci ha donato come Madre, guida, compagna di viaggio e protettrice sulla via del Cielo.

Hanno concelebrato con Leone XIV il vescovo di Albano Vincenzo Viva, l'arcivescovo Petar Rajic, prefetto della Casa Pontificia, il parroco don Tadeusz Rozmus, insieme al rettor maggiore dei Salesiani don Fabio Attard, al procuratore generale dei Salesiani don Pierfausto Frisoli e ad alcuni ospiti invitati.

Guarda il video integrale della Messa a Castel Gandolfo

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15 agosto 2026, 10:45