Il Papa: non si abbandonino le famiglie in cui vivono persone con disabilità intellettiva
Benedetta Capelli – Città del Vaticano
È l’incontro con un sogno pienamente realizzato quello che Papa Leone fa, ricevendo in Sala Clementina i rappresentanti della Federazione Marsodeto, nata negli anni ’80 a Toledo, in Spagna. Il sogno è quello di don Marcelino Casas Fuentes che, in periodo in cui le risorse erano scarse, guardò oltre il limite sapendo valorizzare le qualità delle persone con disabilità intellettive e paralisi cerebrale, sostenendo con il suo progetto anche le loro famiglie. Una realtà che oggi assiste oltre 2.700 persone.
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L’incontro con Papa Leone arriva nel corso di un pellegrinaggio a Roma e in occasione dei 45 anni di istituzione di Marsodeto; una ricorrenza che il Pontefice ricorda nel suo discorso in spagnolo.
Rendiamo grazie a Dio per l’ispirazione di Don Marcelino Casas Puente che, ormai più di quattro decenni fa, ha dato vita a ciò che allora sembrava un sogno e che oggi contempliamo come una realtà: che nessuna famiglia in cui vivesse una persona con disabilità intellettiva rimanesse abbandonata.
Nel volto del fragile c’è Gesù
Esprimendo la propria gioia per l’incontro, Leone XIV assicura la sua benedizione per l’opera compiuta.
Un compito arduo, senza dubbio; con tanto lavoro nascosto, che nessuno vede e che solo Dio può ricompensare, e in cui è molto gratificante scoprire, nel volto di ogni persona, lo stesso Gesù Cristo.
Crescere come società umana e cristiana
È proprio dall’incrocio con quello sguardo che si può cambiare, che si può crescere, come accaduto con Marsodeto, portando avanti valori come “la solidarietà, la difesa della dignità umana e la piena inclusione”. Tutto ciò ha permesso un pieno avvicinamento alle persone con disabilità intellettiva e paralisi cerebrale coinvolgendo, sottolinea il Papa, anche “una nutrita rappresentanza istituzionale”.
Saper riconoscere, nelle vite dei più deboli e vulnerabili, lo sguardo di Cristo che ci interpella, è qualcosa che ci fa crescere come società umana e cristiana.
Amore e carità
Prima dell’affidamento a Maria che dia “coraggio nei momenti di maggiore difficoltà”, il Vescovo di Roma ricorda che l’amore per gli altri e la carità fanno crescere la fede.
Oggi, questa Federazione può essere orgogliosa di raggiungere così tante persone, realizzando ciò che ho avuto modo di ricordare nella mia recente visita in Spagna: «l’amore di Cristo ci spinge verso i fratelli e la carità e la sollecitudine con cui rispondiamo ai suoi impulsi sono la prova della nostra fede».
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