Castel Gandolfo in festa con Leone XIV per la solennità di Maria Assunta
Daniele Piccini – Inviato a Castel Gandolfo
Chi vuole vedere il Papa da vicino, stringergli la mano, magari scambiare con lui una parola, chiedere una preghiera o consegnargli una lettera, è arrivato a Castel Gandolfo, in piazza della Libertà, già alle prime luci del mattino. Oggi, sabato 15 agosto, giorno in cui la Chiesa festeggia la solennità dell'Assunzione di Maria al Cielo – avranno pensato i fedeli già da ore in attesa in prima fila, dietro le transenne – è l'occasione giusta per incontrare Leone XIV e aprirgli il proprio cuore, in quei pochi secondi in cui gli si potrà parlare mentre passa tra la folla per raggiungere, dal Palazzo Apostolico, la chiesa di San Tommaso da Villanova, dove alle ore 10 presiede la Messa.
Preparare con il Papa per una gravidanza
È la speranza che ha spinto Raquel e Edson , una coppia di sposi brasiliani originari di San Paolo, ad essere qui già dalle 6 del mattino. Aspettano il Papa proprio sul sagrato della parrocchia della cittadina dei Castelli Romani. “Siamo molto cattolici e se avremo l'occasione vorremmo dire una parola di ringraziamento al Pontefice per tutte le grazie che abbiamo”, dicono con un sorriso che porta dentro tutta la solarità del Sud America. "Avremmo anche una richiesta speciale. Finora non siamo riusciti ad avere un figlio. È il nostro più grande desiderio. Abbiamo pensato di consegnare una lettera al Papa in cui gli chiediamo di pregare affinché il Signore ci faccia il dono di farci diventare genitori", confida infine Raquel, 38 anni, mentre tradisce dagli occhi lucidi un po' di commozione.
Anni di sofferenze si sciolgono in uno sguardo
Poco più in là, dietro le transenne, anche Sandra attende il Papa. Ha 56 anni e viene da Tübingen, città della Germania dove ha sede la famosa Scuola teologica. Ha voglia di parlare, o meglio, di essere ascoltata. Racconta di aver subito 10 anni di violenze dal marito, terminati con un processo e 8 mesi di prigione per l'uomo. Tuttavia il suo dramma è tutt'altro che finito. "Anche se non si vede, soffro di una forte disabilità piscologica. Vivo nella paura come conseguenza delle violenze che ho subito. È una sofferenza che sono riuscita a superare solo grazie alla mia fede ea tante preghiere. Per me stare qui, circondata da così tante persone, rappresenta una situazione di disagio. In una situazione come questa di oggi, con tanti fedeli abbiamo bisogno di stare in uno spazio protetto. Ho il timore che qualcuno possa farmi del male. Un sentimento che domina ogni ora della mia vita. In casa vivo in isolamento, con le finestre chiuse – prosegue la donna - e ho contatti umani solo con mio figlio, mia figlia ei miei nipoti A marzo ho scritto anche al Papa affinché dedichi un pensiero a tutte le persone come me – conclude Sandra - che provano disagio a stare in mezzo ad altra gente”.
Affidare al Pontefice la propria vocazione
C'è chi vuole affidare al Papa una preghiera per la propria vocazione, come Matias che ha 21 anni e viene dal Cile. È arrivato a piazza della Libertà, a Castel Gandolfo, alle 5 di mattina e ha subito steso una bandiera del suo Paese lungo la transenna, davanti al sagrato. “Vorrei diventare sacerdote e oggi sono qui per trascorrere la festa dell'Assunta con il capo della nostra Chiesa”, spiega il giovane ai media vaticani. Matias spera di vedere ancora Leone XIV, in Sud America. “Con la mia parrocchia del Cuore Immacolato di Maria, di Santiago del Cile, andremo in Argentina, dall'8 al 12 novembre, per vedere il Pontefice durante il viaggio apostolico in Perù, Argentina e Paraguay”.
La Chiesa prega Maria per i malati e per la pace
Anche monsignor Vincenzo Viva, vescovo di Albano , che concelebra la Messa insieme a Leone XIV, porta nel cuore delle intenzioni da affidare attraverso la preghiera del Papa all'intercessione di Maria Assunta. "Il Papa ha trascorso qui le sue vacanze durante il mese di luglio - spiega il presule ai media vaticani - ma in effetti non si è distratto dalle situazioni che ci sono nel mondo. Ogni domenica nell'Angelus c'è stato un appello per la pace, c'è stato un ricordo e credo che questo stimola tutta la Chiesa a pregare perché il cuore dei responsabilità della Terra possa essere toccato da sentimenti di pace e di concordia".
La pace nel mondo, ma anche nelle case, spesso scosse dalla malattia di una persona cara. "Oggi chiediamo un'intercessione alla Madonna per la nostra città, per le nostre parrocchie, specialmente per gli ammalati. Il Papa in queste settimane di luglio che è stato qui, con i vari appuntamenti della preghiera dell'Angelus, ha avuto sempre un'attenzione speciale agli ammalati. Quindi - conclude monsignor Viva - io aggiungoi personalmente questa intenzione, di chiedere una benedizione alla Madonna in modo particolare per tutti i sofferenti".
Speranza rinnovata
Alle ore 9,50, sulla scalinata della chiesa, proprio monsignor Vita accoglie il Papa che, uscito tra gli applausi dal Palazzo Apostolico, ha percorso lentamente i duecento metri che lo separano dall'ingresso alla parrocchia pontificia, affidata da 100 anni ai Salesiani. Lo saluta anche il parroco, don Tadeusz Rozmus. Il sindaco di Castel Gandolfo, dove il Pontefice resterà fino al 18 agosto, Alberto De Angelis, gli stringe la mano. Il Pontefice presiede la Messa, animata dal coro dell'Accademia Gandolfina e concelebrata, tra gli altri, dal vescovo di Albano, monsignor Vincenzo Viva; dal parroco don Tadeusz Rozmus; dal rettore maggiore dei Salesiani, don Fabio Attard; e dal procuratore generale dei Salesiani don Pierfausto Frisoli.
Prima di giungere alla chiesetta di San Tommaso da Villanova, il Papa ha camminato lentamente, lungo le transenne disposte sulla piazza, soffermandosi quasi con ogni fedele. Ha benedetto, stretto mani, raccolto lettere, donato un sorriso e una stretta di mano a tutti i fedeli in prima fila, premiando così la loro attesa e la loro pazienza. Ha salutato e scambiato qualche parola con Sandra, Matias ei due coniugi brasiliani. Oggi la fiducia ha ricevuto una risposta. Chi aspettava un sorriso, lo ha ricevuto. Chi aveva bisogno di un incoraggiamento per continuare a credere in un futuro più bello, lo ha avuto. Chi temeva per la fragilità di una scelta, è stato rafforzato. Leone XIV porta oggi al cospetto dell'Assunta - nella Messa e nella preghiera dell'Angelus delle 12 in piazza della Libertà - le preghiere, le storie e le speranze delle "sentinelle del mattino" che sfidano l'alba per aspettare la salvezza di Dio, che arriva.
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