"Blue Lou" Marini: la storia dei Blues Brothers e l'incontro con Leone XIV
Francesca Merlo e Andrea Tornielli – Rimini
"Blue Lou" Marini arriva negli studi dei media vaticani al Meeting di Rimini insieme alla moglie Carmen, con in mano una custodia per occhiali Ray-Ban. La montatura che contiene, tuttavia, non è per lui. "Sono per il Papa", dice, aggiungendo che avrebbe voluto trovare il tempo per incidervi sopra le parole "Papa Cool". Sono dello stesso modello indossato da un giovane Robert Francis Prevost in una fotografia scattata a Chicago, quando il futuro Papa era ancora seminarista. Nella foto è vestito come uno dei Blues Brothers, la celebre commedia musicale del 1980 che il Pontefice non ha mai nascosto di amare: abito nero, cappello nero e occhiali da sole.
Il primo clarinetto regalato dal padre
In un’intervista concessa mentre aspetta l’arrivo del Pontefice, Marini racconta alcuni episodi delle riprese del film e ripercorre il suo percorso musicale, compreso l’incontro con sua moglie Carmen. "È la parte migliore della mia vita", dice. "Dopo averla incontrata, tutto è andato sempre meglio". Eppure The Blues Brothers non definisce Lou Marini. Nel corso della sua lunga carriera, il sassofonista ha suonato al fianco di alcuni dei più grandi musicisti moderni. "Sono stati tutti miei maestri", afferma. La sua ispirazione più grande, però, proviene da qualcuno che oggi si può conoscere soltanto attraverso i ricordi di Marini e, in qualche modo, attraverso la sua musica: suo padre. Fu il suo più grande insegnante, racconta: l’uomo che gli regalò il primo clarinetto quando aveva dieci anni, che gli insegnò a suonare e lo accompagnò mentre cresceva. Con sua madre, invece, cantava dando tutto se stesso. Così, quando gli si chiede dove tornerebbe e con chi suonerebbe, se potesse viaggiare nel tempo in qualunque momento del passato per un’ultima canzone, la risposta di Marini torna ancora una volta a suo padre.
L'incontro con il Papa
Più tardi, il Papa percorre un corridoio del Padiglione C2 del Meeting di Rimini, diretto a visitare una mostra dedicata a sant’Agostino. Dando un’occhiata allo stand dei media vaticani, fa cenno a Lou che sarebbe tornato. E così fa. Dopo aver visitato l'esposizione, il Papa incontra Lou e Carmen. Lo scambio è semplice: due rosari in cambio dei Ray-Ban dei Blues Brothers, proprio come quelli indossati tanti anni fa da Robert Francis Prevost, che sorride alla loro vista. Un fuori programma che dura pochi istanti, ma che regala uno scambio di battute in cui Leone XIV, citando proprio una scena di The Blues Brothers, ricorda all’artista come sia, ancora, “in missione per conto di Dio”.
L'equilibrio della musica
Il blues, e i suoi Brothers, hanno portato gioia a generazioni di persone attraverso la loro musica, il loro umorismo e la loro immagine inconfondibile. Marini ricorda che la pellicola, al di là degli inseguimenti in auto e della comicità, è "in realtà molto dolce". L'ha rivista con Carmen solo pochi mesi prima, dopo anni senza averla guardata. La musica che accompagna nel corso della vita può rivelare il legame tra la tristezza, da cui è nato il blues, e la gioia che alla fine può riuscire a generare, afferma il sassofonista. È un equilibrio difficile da trovare, e il cammino per arrivarci non è immediato, aggiunge. "Ma quando finalmente ci si arriva, è meraviglioso".
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