Il Papa: implorare pietà e non accusarsi reciprocamente nei conflitti
Vatican News
Al fragore delle accuse, che esaspera la distruzione e la morte provocate dai conflitti, occorre contrapporre un’umile e silenziosa richiesta di pietà, implorando un cuore nuovo capace di tendere la mano al proprio nemico. È questa l'atteggiamento che Papa Leone XIV invita ad assumere in una lettera, a firma del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, indirizzata al vescovo di Lodi, monsignor Maurizio Malvestiti, in occasione del 27.mo Columbanus Day, svoltosi tra ieri e oggi, 5 luglio, nella città lombarda.
LEGGI QUI IL TESTO DELLA LETTERA DEL PAPA
Riscoprire i valori della tradizione cristiana
Il Pontefice si congratula per la perseveranza nel portare avanti un’iniziativa che da anni riunisce le comunità ecclesiali e civili intitolate a san Colombano in Europa, promuovendo la conoscenza dell’abate, della sua eredità spirituale e della sua attualità per la cultura europea. La lettera sottolinea inoltre come, "quasi imparando da lui a non tenere per sé i doni di Dio ma a condividerli con tutti", le giornate dedicate al santo contribuiscano a far incontrare persone di lingue e nazioni diverse, "invitandole a riscoprire insieme i valori della tradizione cristiana per rispondere alle sfide del nostro tempo".
L'atteggiamento penitenziale di fronte alle guerre
San Colombano è anche maestro di un atteggiamento "indispensabile" per ogni autentico cammino di riconciliazione, scrive ancora Leone XIV: quello penitenziale.
Quando un conflitto è degenerato in guerra, con il tragico portato di morte e distruzione, invece di accusarsi reciprocamente occorre implorare pietà da Dio, Giudice misericordioso. Solo la pietà divina può infondere nei cuori la pietà umana e far sì che i nemici si tendano la mano.
La lettera si conclude con il ricordo della recente visita pastorale compiuta dal Pontefice nel Lodigiano per rendere omaggio a santa Francesca Saverio Cabrini.
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