Cerca

Leone XIV: amo dell'America la libertà e l'aver accolto persone di tutto il mondo

Il Papa, intervistato dalle emittenti NBC e Telemundo, al termine dell'incontro "Cantico di Pace", esorta i migranti a non perdere la speranza, sottolineando la bellezza che nasce dal superamento delle differenze e dal riconoscimento della ricchezza di ogni essere umano. Esprime inoltre il desiderio di visitare gli Stati Uniti e ribadisce il suo ruolo di pastore della Chiesa universale, al servizio delle persone di tutto il mondo

Edoardo Giribaldi – Città del Vaticano

Il senso di libertà, quello delle opportunità, l'aver invitato, nel corso delle generazioni, persone provenienti da tutto il mondo a diventare parte di un'unica nazione. È questo l'aspetto più profondo degli Stati Uniti d'America che sta maggiormente a cuore a Papa Leone XIV, come emerge dall'intervista rilasciata alle emittenti NBC e Telemundo al termine dell'incontro di preghiera Cantico di Pace, svoltosi ieri, 29 luglio, a Borgo Laudato si', nei Giardini Pontifici di Castel Gandolfo, accompagnato dalle voci di Andrea Bocelli e del coro ABF Voices. Il Pontefice ha inoltre espresso il desiderio di visitare il suo Paese natale e si è soffermato nuovamente sul tema dei migranti, esortandoli a non perdere la speranza e a vivere “in modo ordinato”.

Imparare dai bambini

Bambini provenienti da diverse parti del mondo e appartenenti a religioni differenti, uniti dalla bellezza del canto e della musica. La suggestiva cornice offerta dal Cantico di Pace ha rappresentato, nella visione del Papa, un invito a “guardare oltre” e a scorgere la bellezza che nasce, e alla quale tutti possono partecipare, “quando mettiamo da parte alcune differenze e riconosciamo la ricchezza rappresentata dall'essere umano, tutti creati a immagine di Dio”. Leone XIV ha richiamato anche alcuni passaggi delle preghiere recitate dai bambini, che rivolgevano agli adulti una domanda tanto semplice quanto disarmante: “Perché c'è la guerra e non la pace? Perché c'è l'odio e non l'amore?”.

Credo che i bambini possano insegnarci molto e che dobbiamo riscoprire i valori, il tesoro che c'è nell'essere umano, nel fatto di essere tutti fratelli e sorelle, nel vedere che tutti possiamo davvero partecipare a una società che ama la pace, che cerca la pace, che accoglie gli uni e gli altri nonostante le differenze. Se tutti lavoriamo per costruire la pace, possiamo superare tante situazioni che generano conflitto e odio.


Pastore della Chiesa universale

Il discorso si sposta poi sull'importanza percepita dallo stesso Robert Francis Prevost quale primo Pontefice proveniente dagli Stati Uniti. A questa considerazione il Vescovo di Roma risponde con una precisazione: “Penso a me stesso più come al Papa che, solo per caso, è americano”. Non si tratta di sminuire il valore della propria patria, per la quale il Pontefice afferma di nutrire “un grande amore”, bensì di riaffermare la propria missione di “pastore della Chiesa universale”, con una voce e un'opportunità di dialogo rivolte al mondo intero.

Perciò metto le cose in quest'ordine e, al tempo stesso, riconosco che, sia per me sia per il popolo degli Stati Uniti, a giudicare dalla reazione che abbiamo visto dall'8 maggio dello scorso anno, essere il primo Papa americano ha un grande significato.

Il senso di libertà e opportunità

Alla domanda su ciò che ama maggiormente degli Stati Uniti, Leone XIV rivela di apprezzarne soprattutto i principi.

Quello che l'America rappresenta, il senso di libertà, il senso di opportunità, il fatto di aver invitato, per generazioni, persone provenienti da tutto il mondo a essere parte dell'America

La ricchezza degli Stati Uniti

Lo stesso Prevost ricorda di provenire, da parte dei nonni, da una famiglia di immigrati, mentre dal lato materno “ci sono persone che furono sia schiavi sia proprietari di schiavi”.

La storia (americana) di crescita, e quel tipo di esperienza, mi aiuta a riconoscerla come una delle più grandi ricchezze degli Stati Uniti. E continuo a sostenere i principi che, per così tanti anni, hanno fatto parte dell’essere americani, e questo continuerà.

“Mi vedranno là”

Sono numerosi i messaggi che Leone XIV ha rivolto proprio a varie entità del suo Paese durante il suo pontificato. Alla domanda su una possibile visita, il Papa non nasconde il desiderio di recarvisi personalmente, per testimoniare con ancora “maggiore forza” il suo impegno a favore della pace, dell'amore e di uno sforzo comune per costruire armonia.

Mi vedranno là. Per coincidenza, proprio oggi stavamo guardando il calendario per i prossimi due anni. Non c’è ancora nulla di definitivo, ma spero davvero di andarci presto.


I migranti abbiano speranza

Il pensiero conclusivo del Pontefice è rivolto ai migranti.

Abbiate speranza. Cercate certamente di vivere in modo ordinato. Bisogna riconoscere che, se qualcuno ha commesso reati o crimini, non si può costruire una società in questo modo. Dobbiamo quindi imparare a vivere in pace, ma dobbiamo avere anche il coraggio e la speranza, che ci aiutino sempre.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui.

30 luglio 2026, 09:00