Il presidente dei presuli spagnoli, monsignor Luis Javier Argüello García nel suo saluto al Papa Il presidente dei presuli spagnoli, monsignor Luis Javier Argüello García nel suo saluto al Papa

L'arcivescovo Argüello: dal Papa invito alla Chiesa ad essere fermento nel mondo

Il presidente della Conferenza Episcopale spagnola, nel saluto a Leone XIV, sottolinea che la presenza del Pontefice è un segno concreto della comunione con la Chiesa, mette poi in luce le difficoltà nell’evangelizzare ribadendo l’impegno a promuovere la vita

Vatican News

Una visita vissuta come un segno concreto della comunione della Chiesa attorno al successore di Pietro. Così il presidente dei presuli spagnoli, l’arcivescovo di Valladolid, Luis Javier Argüello García, ha dato il benvenuto a Leone XIV stamani, 8 giugno, accogliendolo presso la sede della Conferenza episcopale nazionale (Cee) a Madrid. La presenza del Pontefice, ha sottolineato, è uno stimolo allo zelo apostolico, poiché «risveglia in noi la consapevolezza di essere membri del Collegio dei Dodici, presieduto dal successore di Pietro», e invita la Chiesa ad essere «fermento per un mondo riconciliato». 

La Cee — ha ricordato monsignor Argüello — è stata creata nel 1966 e quindi quest’anno celebra il 60° anniversario di fondazione. Sei decenni coincisi con «un’epoca di cambiamenti sociali, culturali, economici e politici e di profonda trasformazione ecclesiale», derivante «da una parte, dal Concilio e, dall’altra, dalla novità della presenza e del dialogo in una società» segnata «da una forte secolarizzazione». 

L'incontro del Papa con i vescovi spagnoli
L'incontro del Papa con i vescovi spagnoli   (@Vatican Media)

La preoccupazione evangelizzatrice

Oggi l’organismo episcopale conta «vescovi di 69 diocesi, riunite in 14 province ecclesiastiche, nell’arcivescovado militare e nell’ordinariato per i cattolici orientali». L’ordinario di Valladolid ha poi fatto memoria del primo viaggio di san Giovanni Paolo in Spagna, nel 1982, anno che rappresentò per la stessa Cee l’inizio dell’elaborazione di orientamenti comuni e linee pastorali. Da allora si sono susseguti una decina di documenti, tra cui l’ultimo per gli anni 2026-2030, intitolato  ¡Poneos en camino! (Lc 10,3). Oggi, «la preoccupazione evangelizzatrice prosegue — ha rimarcato il presule —, con particolare attenzione al primo annuncio e all’iniziazione cristiana, alla celebrazione domenicale, alla presenza pubblica». Una «forte enfasi» viene posta «sulla promozione della vita come vocazione e sull’esercizio della comunione missionaria in corresponsabilità differenziata con tutto il popolo di Dio, come richiesto dal Sinodo sulla sinodalità», il cui documento finale la Chiesa spagnola sta mettendo in pratica. 

Infine, citando il motto del viaggio apostolico di Leone XIV in Spagna, Alzad la mirada, il presule si è detto convinto che la presenza del Pontefice aiuterà la Chiesa «’ad alzare lo sguardo’ verso Gesù Cristo e a rinnovare la gioia di essere discepoli amati e ferventi missionari della misericordia» di Dio.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

08 giugno 2026, 12:34