"¡Te esperamos!". Madrid, la città della eterna festa attende Papa Leone

Una macchina logistica imponente quella messa in moto per l'arrivo di Leone XIV nella capitale iberica, quindici anni dopo la visita di Benedetto XVI per la Gmg. Già si contano oltre 500 mila persone iscritte ai diversi appuntamenti papali. Una carica di energia per una città dalla vitalità frenetica, dietro alla quale si nascondono problematiche urbane e sociali. Con gli abitanti che scherzano sul fatto che l'arrivo del Papa abbia dato una spinta a misure richieste da anni

Salvatore Cernuzio – Inviato a Madrid

Che Madrid fosse capace di un’organizzazione e un’accoglienza imponente per un Papa lo si sapeva dal 2011, quando Benedetto XVI celebrò qui la Giornata Mondiale della Gioventù, l’ultima del suo pontificato. «La Jota-Eme-Jota, chi se la scorda!», sorridono alcuni ragazzi di allora, oggi adulti. Con l’arrivo di un altro Papa, quindici anni dopo, Leone XIV – in Spagna dal 6 al 12 giugno per il suo quarto viaggio apostolico con tappa anche a Barcellona e Canarie - la macchina logistica sta dando da mesi gas ai motori. A darne contezza, alcuni numeri: dal mezzo milione di persone iscritte ai diversi appuntamenti papali, fino alle 25 mila bottigliette d’acqua distribuite tra calle e plazas. Poi musei aperti fino a tarda notte, parrocchie con le porte spalancate per l’accoglienza, oltre duemila sacerdoti disponibili per confessioni o dialoghi riservati, spazi per il riposo dei pellegrini.

Una vitalità frenetica

Una carica di energia ad una ciudad già caratterizzata ordinariamente da una vitalità che afferra alla gola e in qualche modo stordisce coi suoi ritmi frenetici. Fino a tarda notte a Madrid è tutto un via vai di turisti che escono da negozi di ventagli e altri souvenir, residenti che salgono e scendono negli oltre 300 km di sotterranei della metropolitana, ragazzi e ragazze che passeggiano, fumano davanti ai locali o ballano per le strade. Le stesse ai cui angoli gruppi di musicanti con archi e violoncelli suonano Vivaldi e Šostakovič e dalle quali si espande l’odore di bocadillos de calamares (lo street food più iconico della città) incrociato al generale profumo degli allestimenti floreali. Sono le simboliche composizioni bianche e gialle, i colori della Città del Vaticano, realizzate dagli alfombristas di Ponteareas, in Galizia, appositamente per la visita papale. «Le nostre infiorate sono molto più di un'espressione artistica: sono una manifestazione di fede che si trasmette di generazione in generazione», sottolinea Miguel Ángel García, dell'Associazione Alfombristi del Corpus Christi di Ponteareas.

Gadget per la visita del Papa
Gadget per la visita del Papa   (ANSA)

Il "miracolo"

I tappeti di garofani, calibrachoa, margherite e girasoli, sono solo una piccola parte di un grande allestimento, a sua volta, simbolo di un entusiasmo palpabile da parte di tutti. «Queremos el Papa! Te estamos esperando aquí», si sente dalle piazze. E sì, ci saranno pure rappresentanti di esigue frange politiche che hanno annunciato la loro assenza agli appuntamenti istituzionali del Papa in nome della laicità dello Stato, ci saranno le polarizzazioni, le problematiche politiche ed ecclesiali, la secolarizzazione, la questione della lingua catalana e altro ancora, ma ogni cosa si infrange davanti alla febbrile allegria per un viaggio che si attendeva da tempo.

E poi, come scherzano alcuni abitanti, specie quelli delle zone più periferiche come il quartiere Lucero, senza nascondere una punta di amarezza, ancor prima di arrivare il Papa ha già compiuto «un miracolo». Ovvero quello di aver favorito in pochi giorni l’applicazione di misure che i madrileni chiedono da anni: rafforzamento dei trasporti, duplicazione dei presidi medici, manutenzione delle aree verdi. Dietro alla facciata da cartolina di una capitale europea perennemente in festa, le complessità sono infatti molteplici. Anche quelle sociali, oltre a quelle urbane, tra disparità economica tra nord e sud/est; l’integrazione; la “gentrificazione” (i quartieri storici che perdono residenti a favore di alloggi turistici); il caro affitti; lo smog; la congestione cronica di autostrade urbane e tangenziali nelle ore di punta.

Ombre e luci

Tante ombre in una metropoli il cui tratto caratteristico è, tuttavia proprio la luce. Una luce che «encanta» per quella limpidezza unica celebrata da vari pittori, che al tramonto va ad incendiare i palazzi di Plaza Mayor e della Gran Vía, che getta bagliori differenti sulle differenti anime di quartieri come Lavapiés, dalla multiculturalità vibrante; Chueca, con la sua fiera eleganza; La Latina, dalla tradizione popolare. A far posto la sera dopo le 20 a questa luce naturale, la luce artificiale degli oltre 300 schermi al led nelle piazze con il volto di un Papa sorridente e le animazioni del logo e del motto Alzad la mirada. Immagini e scritte riprodotte un po’ ovunque: anche su biscotti e cappellini e naturalmente su bandiere, stendardi, striscioni affissi sulle facciate dei palazzi comunali, sulle porte delle chiese o sui balconi di case private. Almeno 3 mila, secondo gli organizzatori, che raccontano pure di massicci cantieri urbani, allestimenti tecnologici di schermi e maxi-schermi, altoparlanti, torri delay per la diffusione del suono. Tutto per permettere alle centinaia di migliaia di fedeli attesi di seguire gli eventi all’aperto.

Primo fra tutti la solenne liturgia in Plaza de Cibeles, cuore dei grandi eventi cittadini, dove ieri si finiva di montare lo scenografico Crocifisso romanico che presiederà l’altare di 55 metri della Messa del Corpus Domini, programmata per domenica 7 giugno, seguita dalla processione lungo Calle de Alcalá in direzione Gran Vía, alla quale, oltre al Papa, a cardinali, vescovi, sacerdoti, fedeli, prenderanno parte anche bambini che hanno ricevuto quest’anno la Prima Comunione.

Il palco per la Messa del Corpus Domini a Plaza de Cibeles
Il palco per la Messa del Corpus Domini a Plaza de Cibeles   (ANSA)

Messe, veglie, eventi di musica e arte

«Ci sono state finora almeno 10 mila persone al giorno che chiedevano di partecipare alla Messa e alla Veglia», spiega ai media vaticani Inés San Martin, giornalista argentina, tra le responsabili dell’organizzazione. Per non parlare dell’evento alla Movistar Arena, la principale area polifunzionale di Madrid, nel cuore del quartiere Salamanca, dedicata a concerti, gare sportive e spettacoli dal vivo, dove il Papa incontrerà la comunità diocesana. Sul palco durante quell’incontro, dal titolo Tessere reti con il mondo della cultura, dell’arte, dell’economia e dello sport, ci sarà il noto attore Antonio Banderas con la sua compagnia teatrale che si esibirà in stralci dello spettacolo Godspell e ci saranno pure gli artisti della band musicale di Hakuna, un movimento o, per meglio dire, un fenomeno giovanile cattolico che, nato in Spagna, sta rivoluzionando il modo in cui i giovani vivono la fede, unendo una fortissima spiritualità a una altrettanto fortissima componente di musica pop contemporanea. «Verranno ragazzi da tutto il Paese», spiega ancora San Martin, mentre nella Real Casa de Correos, sede del governo regionale nella Puerta del Sol trasformata per il viaggio in Centro internazionale della Stampa, è indaffarata con gli ultimi preparativi per l’arrivo dei circa 2.200 giornalisti accreditati. «Dopo la veglia dei giovani, Madrid vivrà una sorta di Notte Bianca e Gialla, con musei e parrocchie aperte. È una delle iniziative più originali dell'intero viaggio che permetterà ai giovani di trascorrere la notte tra arte, preghiera, incontri».

Passato e presente

Molti di questi ragazzi si trasferiranno pure allo Stadio Bernabéu, la “casa” del Real Madrid, che ospiterà l’incontro del Papa con la comunità diocesana. A quell’appuntamento, prima di Leone XIV entreranno due delle immagini religiose più amate dai madrileni: Nuestro Padre Jesús de Medinaceli e Nuestra Señora de la Almudena. Faranno il loro ingresso da lati opposti dello stadio, su grandi pasos processionali simili a quelli della Settimana Santa andalusa. In sottofondo l’orchestra di oltre mille persone, compreso il coro della Gmg del 2011. Una scelta rappresentativa per intrecciare, in un unico fil-rouge musicale, passato e presente.

Il volto del Papa per le strade di Madrid
Il volto del Papa per le strade di Madrid

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05 giugno 2026, 10:30