Leone XIV ai siro-malankaresi: conservate le vostre tradizioni e siate uniti
Tiziana Campisi – Città del Vaticano
Una Chiesa che ha saputo portare la luce del Vangelo diffondendone i valori e che, negli anni Trenta, è cresciuta rapidamente nel Tamil Nadu, in India, attraverso le “vivaci comunità cattoliche” che sono “fiorite grazie all'impegno della Gerarchia” e a quello delle consacrate della Congregazione delle Figlie di Maria. Così Leone XIV sintetizza i tratti Chiesa Siro-Malankarese ricevendo in udienza oggi, 15 giugno, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, i partecipanti al primo Convegno dei fedeli residenti in Europa. Nelle iniziali parole di benvenuto del Pontefice gli auguri al loro arcivescovo maggiore, il cardinale Baselios Mar Cleemis, che compie oggi 67 anni e che ad agosto celebrerà il Giubileo d'Argento Episcopale, e un saluto particolare al vescovo Kuriakose Mar Osthathios, visitatore apostolico, che ha organizzato il convegno.
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Il ricordo di Mar Ivanios
Il Papa, nel suo discorso pronunciato in inglese, ricorda che la Chiesa Siro-Malankarese, Chiesa sui iuris che “sta intraprendendo un intenso cammino pluriennale di rinnovamento spirituale in preparazione del suo centenario”, celebrerà tra un anno il 95.mo anniversario della sua gerarchia, istituita la Costituzione Apostolica Christo Pastorum Principi di Papa Pio XI l'11 giugno 1932, e richiama l’esempio lasciato dal venerabile Mar Ivanios. Per il Pontefice “un vero pastore secondo il Cuore di Gesù” il primo arcivescovo metropolita siro-malankarese di Trivandrum, “che insieme a Mar Theophilos ha guidato numerosi sacerdoti e un buon numero di fedeli, tra cui religiosi e religiose delle Congregazioni di Betania, a riscoprire la comunione ecclesiale con il Successore dell'Apostolo Pietro quale parte vitale del vivere la fede cristiana” e che “fin da giovane sacerdote”, ha saputo guardare “ben oltre i confini della sua comunità cristiana in Kerala”. Mar Ivanios capì che era necessario “recuperare il dinamismo del buon seme piantato in India dalla predicazione e dal martirio di San Tommaso Apostolo” e volle un’“opera missionaria” non solo a “parole”, ma esternata anche “attraverso una vita virtuosa e un autentico servizio caritatevole”, evidenzia Leone.
Fin dalla sua nascita, la vostra Chiesa è sempre stata un faro di energia evangelica e carità apostolica, portando giustizia sociale, istruzione e sviluppo umano integrale a coloro che vivono ai margini della società. In questo modo, il Vangelo si diffonde, proprio come disse il mio venerabile predecessore Papa Benedetto XVI, “‘per attrazione’: proprio come Cristo ‘attira tutti a sé’ con la forza del suo amore, culminando nel sacrificio della Croce”.
Conservare e promuovere i tesori delle Chiese orientali
Dal Papa, anche l’incoraggiamento al Sinodo dei Vescovi e agli Istituti Religiosi della Chiesa siro-malankarese ad impegnarsi per le “circoscrizioni create più recentemente in India, in particolare le vaste Eparchie di Sant'Efrem di Khadki e di San Giovanni Crisostomo di Gurgaon”.
È necessario un impegno altrettanto urgente per la conservazione e la promozione degli inestimabili tesori incarnati da tutte le Chiese orientali, specialmente nella crescente diaspora, come ho avuto modo di dire durante il vostro Giubileo, che è caduto pochi giorni dopo la mia elezione a Papa.
La cura pastorale dei cattolici siro-malankaresi in Europa
Ripercorrendo, la storia dell’Eparchia degli Stati Uniti, prima esarcato apostolico, e al cui vescovo sono stati poi affidati anche i fedeli siro-malankaresi in Canada, Leone spiega di aver voluto nominare il primo visitatore apostolico a tempo pieno per i cattolici siro-malankaresi in tutta Europa, Mar Osthathios, perché venisse esaminato lo stato attuale della cura pastorale dei fedeli “al fine di formulare proposte ai vescovi locali e alla Santa Sede” per il loro “bene spirituale”. A tale scopo il Dicastero per le Chiese Orientali ha ricevuto l’incarico di “definire principi, norme e linee guida affinché i vescovi latini possano concretamente sostenere i cattolici orientali della diaspora nel loro impegno a preservare le proprie tradizioni”, in modo tale da “arricchire”, “con la loro testimonianza”, le comunità in cui risiedono, e di aiutare il Papa nel “valutare le modalità migliori per porre solide e durature fondamenta” per permettere ai fedeli siro-malankaresi di continuare “ad approfondire la loro amicizia con il Signore Gesù attraverso il coinvolgimento nelle loro tradizioni uniche, a beneficio dell'intera Chiesa cattolica”.
Chiedo a tutti di promuovere una maggiore consapevolezza della preziosa identità della Chiesa siro-malankarese e della vostra identificazione con essa, partecipando alla sua vita ecclesiale e vivendo appieno il vostro patrimonio unico, consapevoli della vostra grande dignità, rimanendo uniti all'Arcivescovo Maggiore e al Sinodo dei Vescovi.
Infine Leone XIV assicura alla Chiesa siro-malankarese la sua preghiera perché i fedeli, e soprattutto i giovani, abbiano una fede forte, e auspica che tutti, seguendo “Cristo sempre più da vicino ogni giorno”, diventino messaggeri di speranza.
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