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Leone XIV: testimoniate la gioia del Vangelo nell'unità delle vostre differenze

Nell’incontro con la comunità diocesana di Madrid, nello stadio Bernabeu, alla fine del terzo giorno del suo viaggio apostolico in Spagna, Leone XIV si chiede se “ciò che siamo e operiamo come cristiani” arriva al cuore della città. Per questo invita a “imparare nuovamente l’arte spirituale dell’attenzione”, fiduciosi che “si può tornare alla fede o conoscerla per la prima volta in età adulta”

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

"Oggi la Chiesa di Madrid ha fatto un 'golazo' per sempre", come succede ad un giocatore di calcio che realizza un gol in questo stadio, che segna la sua vita. Così Papa Leone XIV, iniziando a braccio il suo intervento, risponde all'entusiasmo "da stadio" del Santiago Bernabéu, la storica casa del Real Madrid, che lo accoglie, in una calda serata di giugno, per l'incontro con la comunità diocesana. A più di 80 mila fedeli, e a tutta la Chiesa della capitale spagnola, il Papa affida una missione non semplice. In una grande città come Madrid, dove convivono tradizioni e “anime” diverse, sottolinea, la testimonianza evangelica dei cristiani può liberare “le migliori energie di un’umanità bombardata di immagini e di parole, ma affamata di giustizia e assetata di verità”. Ma per arrivare “là dove si formano i nuovi racconti e paradigmi” della comunità cittadina, occorre “imparare nuovamente l’arte spirituale dell’attenzione”, e sforzarsi di edificare insieme, “trasformando la diversità in una risorsa e facendo dell’ascolto e del dialogo il terreno comune su cui far crescere giustizia e fraternità”. Avendo fiducia nel fatto “che si può tornare alla fede o conoscerla per la prima volta in età adulta”. 

LEGGI QUI TUTTO IL DISCORSO DI PAPA LEONE AL BERNABEU

Imparare l’arte della polifonia, diversità nell’unità

Quasi al termine di una veglia vissuta come un “grande inno alla fede” di quella che definisce “una bella famiglia ecclesiale che sta imparando l’arte della polifonia, cioè della diversità nell’unità”, il Papa ricorda alla Chiesa di Madrid che “il nostro cuore ha bisogno di cantare”, seguendo la parabola del canto introdotta dall’arcivescovo Cobo Cano. E lo fa celebrando “il senso che sprigionano” gli avvenimenti nella liturgia. Leone ricorda che quello spagnolo è un popolo “che ama la musica, la danza e lo stare insieme”, ma conosce anche “conflitti, rassegnazione, talvolta disperazioni, situazioni che il Vangelo può aprire alla speranza”.

Il Papa durante il suo giro del campo del Bernabeu in golf car
Il Papa durante il suo giro del campo del Bernabeu in golf car   (@Vatican Media)

La gioia del Vangelo come sentire di fondo

L’invito del Pontefice è allora di testimoniare il Vangelo nella capitale Madrid, sede di importanti Istituzioni e Organizzazioni, ma anche “meta di milioni di visitatori e di fratelli e sorelle alla ricerca di nuove opportunità”.

La vostra gioia sarà contagiosa se diverrà, da emozione di qualche momento, un modo d’essere stabile, un sentire di fondo che rinnova i singoli, i gruppi e la comunità diocesana. Non è un caso che gli Apostoli, nei loro scritti, invitino così spesso le Chiese alla gioia, raccomandandola quasi come un comandamento.



I doni di Dio per noi offerti per il bene comune

Questa è l’Evangelii Gaudium, descritta da Papa Francesco nella sua esortazione apostolica, risposta corale all’opera di Dio in Gesù, che con la sua vita, morte e risurrezione “ha modificato per sempre la percezione della storia di chi lo ha incontrato e seguito”. Perché, ricorda Leone XIV, e alcuni nella veglia lo hanno testimoniato, “il Battesimo cambia davvero la vita”, perché “le nostre sensibilità, provenienze e priorità si incontrano in Cristo e dalla sua vita ricevono linfa, come i tralci dalla vite”.

Concretamente, questo significa che in noi molto di ciò che già c’era si trasforma, perché si volge al servizio, cessa di essere un dono privato e si piega al bene comune. Questo non va temuto, perché non produce mai uniformità.

Leone XIV pronuncia il suo intervento al Bernabéu
Leone XIV pronuncia il suo intervento al Bernabéu   (@Vatican Media)

Ascolto e dialogo per far crescere giustizia e fraternità

L’alternativa alla confusione e omologazione, che nella Babele biblica porta i costruttori della torre, “progetto totalitario e solamente umano” a non capire più il proprio vicino, per il Papa è rappresentata dalla figura di Neemia, il governatore che “coinvolge l’intera comunità nella ricostruzione di Gerusalemme”, proposta nell’enciclica Magnifica Humanitas.

“Ricostruire oggi significa riconoscere che, nella pluralità di voci e di visioni che talvolta ricorda la dispersione delle lingue, esiste comunque una possibilità luminosa: quella di edificare insieme, trasformando la diversità in una risorsa e facendo dell’ascolto e del dialogo il terreno comune su cui far crescere giustizia e fraternità”

La sinodalità evita che il pluralismo diventi disordine

Il Pontefice prosegue la citazione dal numero 11 del suo documento ricordando che “dentro questa opera condivisa, i cristiani trovano la loro forma propria di costruire: orientare l’agire a Dio, perché alla sua luce il pluralismo non si disperda nel disordine, ma, nella pratica della sinodalità, diventi lo spazio in cui l’umanità ritrova le sue solide fondamenta e il suo fine ultimo”.

L’opera dei cristiani arriva all’anima delle città?

Leone XIV guarda quindi al cammino sinodale, che ha permesso di alla comunità diocesana di conoscersi e ascoltarsi “con più profondità”, e riflettere sul rapporto speciale tra Chiesa e città, che si realizza tra persone, nel lavoro e nelle relazioni, ma anche nelle diverse comunità e associazioni. Qui emerge la specificità della missione cristiana nelle grandi realtà urbane, dove si progetta la cultura, e la domanda più importante, che ha posto Francesco nell’Evangelii gaudium: ciò che siamo e operiamo come cristiani arriva “là dove si formano i nuovi racconti e paradigmi», ovvero ai «nuclei più profondi dell’anima delle città”? La risposta, per il Papa, presuppone lo sforzo di “non disperderci e non chiuderci ciascuno nel gruppo o nella realtà in cui già si sente sicuro, tra persone che cantano sempre la stessa melodia”.

Il Papa al Bernabeu
Il Papa al Bernabeu   (@Vatican Media)

Imparare l’arte spirituale dell’attenzione

Per arrivare al cuore di Madrid, sottolinea il Pontefice, bisogna essere consapevoli “che la verità è sinfonica e sempre ci supera”, e desiderare di “trovare il Risorto che è sempre più avanti di noi, ci precede e forse è già presente dove ancora non lo abbiamo cercato”. Condizioni indispensabili per evangelizzare.

Nelle grandi città, più che altrove, a volte ci pare di non avere più le mappe per muoverci con sicurezza. Allora occorre imparare nuovamente l’arte spirituale dell’attenzione, senza la quale persino l’annuncio del Vangelo rischia di diventare impersonale ripetizione e, perdendo di efficacia, lascia spazio a frustrazione e sfiducia.

Il Vangelo per un’umanità che ha fame di giustizia e sete di verità

A Madrid, ricorda Leone XIV, Dio “conosce uno per uno i cuori dei suoi abitanti”, e nella sua misericordia “vuole che tutti siano salvati” attraverso il sacrificio di Gesù. Perché tutti sono fatti per la vita in pienezza, e la presenza della Chiesa in una grande città “è parabola di questo mistero di salvezza”. Non è un caso, sottolinea, se proprio nelle città “gli Apostoli hanno impiantato la Chiesa nascente, trovando non solo rifiuto, ma anche accoglienza dove più naturalmente le persone sono alle prese con la diversità e il cambiamento”.

Nulla vi turbi, allora, nulla vi spaventi! Insieme, come Chiesa diocesana, potete offrire la testimonianza evangelica che libera le migliori energie di un’umanità bombardata di immagini e di parole, ma affamata di giustizia e assetata di verità. Abbiate fiducia nel fatto, sempre più evidente, che si può tornare alla fede o conoscerla per la prima volta in età adulta. Disponetevi ad accogliere i nuovi inizi non come eccezione, ma come regola della missione.

Il saluto del Papa agli 80 mila che hanno riempito lo stadio Bernabéu
Il saluto del Papa agli 80 mila che hanno riempito lo stadio Bernabéu   (@Vatican Media)

Il discernimento comunitario nei consigli parrocchiali

L’invito del Papa è di investire sui consigli parrocchiali e diocesani, che non vanno ridotti ad “adempimenti burocratici”, ma valorizzati come “luoghi di reciproco ascolto per l’esercizio del discernimento” per comprendere “dove il Signore ci vuole, in che cosa ci attende, a quali conversioni ci chiama”. Cosi “il culto diventa vita e fra le persone sorgono legami di fraternità e progetti di solidarietà”. E ai presbiteri chiede di utilizzare la pratica del discernimento comunitario, che è una delle maggiori opportunità offerte dalla sinodalità.

Cari fratelli, senza distogliervi dall’essenziale, il regolare fermarvi col vostro popolo a interpretare la vita dei quartieri, i cambiamenti culturali, le tensioni sociali, le pratiche ecclesiali alla luce del Vangelo arricchirà e consolerà il vostro ministero.

Il saluto finale di Papa Leone XIV al Bernabéu
Il saluto finale di Papa Leone XIV al Bernabéu   (@Vatican Media)

Per gustare la gioia dello Spirito Santo

Il discernimento, per il Pontefice, aiuterà le comunità ad uscire dall’isolamento e a “provare la gioia dello Spirito Santo”, che ci manca quando “riduciamo la vita ecclesiale a una routine in cui ciascuno resta chiuso nelle sue abitudini e nel suo ruolo”. Lo Spirito infatti non deve far paura ma va gustato, perché “suscita vocazioni e le compone in unità” anche se provoca talvolta “subbuglio, discussione, ricerca di equilibri ulteriori”.

Nei vostri volti si incontri la Parola di Dio

In chiusura Papa Leone ricorda le testimonianze ascoltate nella veglia, che “cantano” quanta vita c’è nella Chiesa che è a Madrid: una musica del Vangelo dal ritmo coinvolgente che fa dire alla famiglia "giunta a Madrid dal Perù di sentirsi accolti a braccia aperte”. Anche se molti “hanno sentito parlare di pregiudizi e delusioni”.

La bontà, anche di pochi, può vincere la paura di molti. Siate, per tutti, come una Bibbia aperta: sui vostri volti e nella vostra vita si possa incontrare la Parola di Dio. L’amore, infatti, è la lingua che fa sentire tutti a casa.

Guarda il video integrale dell'incontro allo stadio Bernabéu

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08 giugno 2026, 20:20