Leone XIV agli scout: diffondete il linguaggio della carità, accoglienza e pace
Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano
Il servizio è il punto che unifica tutti gli elementi del metodo scout, il “cuore del pensiero educativo” di lord Baden Powell, il fondatore. E servire “significa mettere le proprie capacità e il proprio tempo a disposizione degli altri, in piena gratuità, senza aspettarsi nulla in cambio”. Inoltre “ci libera dalla tendenza a essere centrati su noi stessi”. Lo ricorda Papa Leone XIV agli scout dell’Associazione Italiana Guide e Scout d’Europa Cattolici, conosciuti come Scout d’Europa FSE, incontrati oggi, 1 giugno, in Aula Paolo VI, in occasione del 50.mo dell’associazione. Ai circa 3mila capi scout e guide riuniti, augura che lo Spirito Santo “moltiplichi tra voi i suoi doni, affinché sappiate parlare e diffondere il linguaggio della carità, dell’accoglienza e della pace”.
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Accompagnare all'incontro con Gesù
Lo fa, ricorda, pochi giorni dopo la Pentecoste, augurandosi che questo anniversario sia per l’associazione “come una nuova Pentecoste”, dove il dono dello Spirito “infiamma la vita e apre alla missione”.
In questi cinquant’anni, l’Associazione Italiana Guide e Scouts d’Europa Cattolici ha consolidato uno specifico stile educativo per declinare la testimonianza della fede. Utilizzando gli strumenti elaborati secondo l’intuizione di Baden-Powell, voi accompagnate ragazzi e ragazze all’incontro con Gesù, Maestro di vita buona, Amico fedele, Guida giusta e forte per il nostro cammino.
Unire il libro della natura alla Parola di Dio
Il Pontefice ricorda che “la vita all’aria aperta, il contatto con la natura sono dimensioni imprescindibili delle vostre attività, che parlano della bontà di Dio attraverso le tracce che il Creatore stesso ha lasciato nella creazione”. E che in queste attività gli scout uniscono con saggezza la Parola di Dio “al libro della natura”
Come a una sorgente d’acqua fresca, vi invito ad attingere alle Sacre Scritture per illuminare e sostenere le vostre esperienze di crescita umana e spirituale, sia nella dimensione personale sia in quella comunitaria.
Prendere il largo con Cristo
E cita le parole di Papa Francesco nell’incontro con l’Unione Internazionale Guide e Scouts d’Europa, nell’agosto 2019: “Vi invito a tenere sempre con voi, come vostro navigatore, il Vangelo – vera mappa della vita – e ad aprirlo ogni giorno”. Un Vangelo che, ricorda Leone XIV, è la persona stessa di Cristo, “buona notizia per un’umanità confusa”, che “sazia la nostra sete di giustizia e di verità e ci infonde il coraggio di perseverare nel bene e di metterci a servizio del prossimo”. Di questo impegno, sottolinea, siete testimoni per i ragazzi a voi affidati.
Scelta pedagogica di sezioni maschili e femminili distinte
Il Papa ricorda che i sacerdoti assistenti ecclesiastici degli Scout d’Europa, “sono garanzia del legame tra la Chiesa e la vostra Associazione” e che il metodo scout “mette al centro la persona, curandone tutti gli aspetti relazionali e la ricchezza umana”. Sottolinea che la scelta pedagogica dell’associazione prevede l’educazione “in distinte sezioni maschili e femminili, per dedicare ai ragazzi e alle ragazze un’attenzione specifica”. Così “esplorare in questo modo le caratteristiche fondanti dell’essere donna e dell’essere uomo” diventa “una dinamica propedeutica” all’incontro con l’altro, per la reciproca maturazione.
La formazione di buoni cristiani e buoni cittadini rappresenta il fine del metodo scout, realizzato attraverso l’intesa pedagogica dei capi con ogni ragazza e ragazzo nelle varie tappe del percorso.
Il servizio e il valore dell'europeismo
Viene apprezzata dal Pontefice la scelta degli Scout d’Europa italiani di coltivare la dimensione dell’europeismo, a livello culturale, “rinnovando l’impegno a costruire un’Europa dei popoli, non solo degli affari, unita dai più alti valori dell’umanesimo cristiano”. Quindi ricorda che attraverso il servizio, cuore del pensiero educativo di Baden Powell, “si sviluppano altruismo, solidarietà, attenzione verso il prossimo e senso di responsabilità sociale”.
Vissuto nella fede, il servizio ci libera dalla tendenza a essere centrati su noi stessi, indifferenti e chiusi, aprendoci all’esperienza della comunità e al senso della responsabilità: dalle piccole cose fatte bene fino alla cura vicendevole. L’avventura dello scoutismo aiuta a scoprire come la nostra umanità viene illuminata e coinvolta dall’opera di Dio, vero educatore di tutti noi.
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