L’abbraccio di Montserrat al Papa: accogliere è la nostra missione
Francesco Ricupero – Città del Vaticano
“Accogliere è la nostra missione e, in occasione di questa visita, che è già uno dei pellegrinaggi più importanti della nostra storia, affidiamo umilmente alla sua preghiera e alla sua cura pastorale i frutti delle mediazioni che Dio ci ha affidato e che vorremmo fossero per tutti un cammino verso Gesù Cristo: l’impatto della natura sulla montagna, la bellezza della liturgia e della musica del nostro Escolania, e soprattutto la Madre di Dio, Santa Maria di Montserrat, principessa e patrona dei catalani, stella d’Oriente degli spagnoli, prima invocazione mariana in America, dove il suo culto è vivo e presente”. Così l’abate benedettino di Nostra Signora di Montserrat, padre Manuel Gasch i Hurios, saluta con commozione, in catalano e poi in castigliano, l’arrivo di Papa Leone XIV all’abbazia della Moreneta per la recita della Preghiera del Santo Rosario, questa mattina, mercoledì 10 giugno.
La gioia del vescovo di Sant Feliu de Llobregat
Prima di lui, il vescovo di Sant Feliu de Llobregat, Xabier Gómez, esprime la sua “immensa gioia” nel ricevere il Papa “sulla santa montagna di Montserrat, dove il popolo catalano e tanti pellegrini salgono per incontrare il Signore Gesù sotto lo sguardo della Moreneta. Oggi, la nostra diocesi, i fratelli vescovi di Catalogna e tutti i fedeli qui riuniti - sottolinea il presule - la accolgono con un abbraccio pieno di affetto filiale e di comunione ecclesiale. Grazie per averci sempre confermato nella fede e nel Vangelo della pace e della vita”.
La devozione dei pellegrini per la Vergine di Montserrat
Il santuario, uno dei centri spirituali più caratteristici della Spagna, è meta ogni anno di migliaia di pellegrini, devoti alla Vergine di Montserrat, patrona della Catalogna. “La sua visita — sottolinea l’abate rivolgendosi a Leone XIV — ci conferma nella fede e ci conferma nel significato di questo santuario e monastero millenario. In questo luogo abbiamo visto la benedizione di Dio nel cuore dei suoi fedeli; siamo testimoni dell’unione della stabilità dei monaci benedettini e del passaggio dei pellegrini”.
Grazie per la sua denuncia radicale della violenza
Il monaco benedettino auspica poi che Montserrat possa diventare quel monastero “di cui parlava il suo predecessore, san Paolo VI, il luogo dove l’uomo ritrova sé stesso e contribuisce a costruire un mondo di pace. In ciò che umilmente rappresentiamo, la ringraziamo per la sua testimonianza a favore di ogni essere umano e per la radicalità della sua denuncia della violenza, per ottenere un mondo senza guerre”.
La Vergine Maria, onore del popolo catalano
Inoltre, l’abate ricorda al Pontefice che ad accoglierlo non è soltanto la famiglia monserratina dei monaci, degli scolani, dei confratelli della Madre di Dio e degli oblati. “Voglio pensare che tutti i cristiani catalani siano qui – sottolinea - di persona o virtualmente, per darle un ulteriore benvenuto in Catalogna attraverso questa Montserrat che unisce e identifica spiritualmente le Chiese che peregrinano in questa terra. Ci sono tutti, guidati dai nostri vescovi, per continuare a dire a Santa Maria: ‘Tu sei l’onore del nostro popolo’”.
La Moreneta antenna della buona novella
Infine, padre Manuel ringrazia ancora una volta Papa Leone per aver reso possibile questo giorno “e per aver chiuso il millenario del monastero in mezzo a noi, in mezzo a questo popolo che la Moreneta ha generato spiritualmente e che vuole continuare a essere per tutti”, come disse san Giovanni Paolo II proprio qui, “antenna permanente della buona novella della nostra salvezza”.
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