La presidente del Congresso dei deputati spagnoli, Francina Armengol La presidente del Congresso dei deputati spagnoli, Francina Armengol

La presidente del Congresso dei Deputati: con il Papa per la pace e il rispetto della dignità umana

Francina Armengol nterviene prima del discorso di Leone XIV soffermandosi sull’attualità internazionale parlando dell’inquietudine generata da coloro che mostrandosi forti “impongono il massacro di migliaia di deboli in totale impunità”. Invita a rafforzare le istituzioni multilaterali per far prevalere l’umanesimo e la solidarietà

Lorena Leonardi - Città del Vaticano

«La giustizia ti procurerà pace, ma anche fatiche». Francina Armengol, presidente del Congresso dei Deputati spagnoli, ha preso in prestito le parole del filosofo, mistico e poeta maiorchino Ramon Llull, dal XIII secolo a oggi «filo conduttore» di un compito incalzante: «l’immensa sfida collettiva di lavorare, uniti e unite, per i diritti umani». Nel suo saluto a Leone XIV, stamani, 8 giugno, presso la sede del Congresso dei deputati, Armengol ha parlato di un’epoca attuale di «cambiamenti profondissimi» e «drastica inquietudine», dove pochi tra i più forti «impongono il massacro di migliaia di deboli in totale impunità» e l’ordine internazionale conosciuto «si sgretola ogni giorno», non lasciando altra scelta che riunirsi per riformulare le misure per un mondo più giusto.

La pace esige un lavoro fianco a fianco

Urgente, secondo la presidente dei deputati iberici, «schierarsi dalla parte giusta» con l’obiettivo di una pace politica duratura, giusta e rispettosa del diritto internazionale umanitario: una pace che esige il rafforzamento delle istituzioni multilaterali, non per «moltiplicare i conflitti» bensì risolverli lavorando «fianco a fianco». Così, se prevalgono le leggi e non la forza, l’umanesimo e la solidarietà consentiranno il raggiungimento dei compiti democratici: la lotta contro povertà, precarietà e ogni forma di violenza. La presidente ha citato tra le sfide l’equa distribuzione dei beni, l’uguaglianza tra donne e uomini, il contrasto al cambiamento climatico, la difesa della salute come diritto universale, politiche inclusive che tutelino la dignità di tutti e di tutte, «anche delle persone migranti, anche delle persone più svantaggiate».

A servizio dell’umanità

Ancora, Armengol ha sottolineato il compito «fondamentale» di porre fine alle disuguaglianze, nella convinzione che differenza e molteplicità siano «segni di ricchezza» e che il futuro si semini nel «fecondo abbraccio» tra culture. Riferendosi alla recente enciclica Magnifica humanitas, la presidente ha ribadito che «la tecnologia deve essere al servizio dell’umanità», auspicando forme di cooperazione e azioni fondate su presupposti di solidarietà, empatia e responsabilità, che garantiscano un accesso equo, affinché «la ragion d’essere di questo potentissimo strumento sia la ricerca della dignità di tutte le persone e il bene dei popoli, e non l’arricchimento di pochi, né la feroce lotta per il potere a cui oggi assistiamo». Quindi ha rimarcato l’esigenza di orientare «l’economia verso la dignità e la tecnologia verso l’uguaglianza, la stabilità e l’inclusione». Infine, ha riaffermato a nome della Camera l’impegno per la pace, la cooperazione internazionale, la difesa dei diritti umani e la dignità inviolabile di ogni persona, unendosi in occasione dell’incontro col Papa in «una responsabilità condivisa, che spiani il necessario cammino verso la speranza».

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08 giugno 2026, 12:44