Leone XIV visita il CNAO di Pavia: Dio vuole che nessuno soffra
Tiziana Campisi – Inviata a Pavia
L’elicottero con a bordo il Papa, partito alle 13 dal Vaticano, atterra alle 14.39 a Pavia. In visita pastorale nella città lombarda, nel Campo di Rugby Cus di Cravino, lo accolgono il vescovo Corrado Sanguineti, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, il prefetto di Pavia Francesca De Carlini, il sindaco Michele Lissia e il presidente della provincia Giovanni Palli. È una giornata caldissima, in città le strade sono sgombre, tante transennate per consentire il passaggio del Pontefice.
Prima tappa è il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica, a poca distanza dal luogo dell’atterraggio. Nell’eccellenza italiana dove si curano i tumori con una radioterapia avanzata, nel viale che conduce all'ingresso, tanti bambini vestiti di bianco, in mano piccoli palloncini a forma di cuore pure bianchi, danno il benvenuto al Papa. All'ingresso lo accolgono il presidente della Fondazione CNAO Gianluca Vago e il direttore Sandro Rossi, poi gli stringono la mano dirigenti e personale medico. Con loro ogni giorno, fisici, ricercatori, infermieri e professionisti, si impegnano per ridare speranza a piccoli e adulti e collaborano per trasformare l’energia e la conoscenza scientifica.
Nelle difficoltà fiorisce la fiducia in Dio
Durante la visita, dopo aver salutato individualmente i bambini e le persone in cura e le loro famiglie, Papa Leone XIV - riferisce su Telegram la Sala Stampa della Santa Sede - ha rivolto loro alcune parole, sottolineando l’importanza della famiglia. Il Pontefice ha invitato a far "capire a tutto il mondo" che "quando ci sono momenti difficili, se non c’è la presenza, l’amore della famiglia, tutto è più difficile”. “Dio vuole che nessuno soffra”, ha aggiunto il Vescovo di Roma, spiegando: “Quello che ci promette Dio è che sarà sempre presente, anche quando siamo troppo deboli, ci manda degli angeli”. Dal Papa, poi, il grazie al CNAO, “che fa miracoli”, e al personale, “perché Dio opera nelle nostre vite anche tramite i medici, gli infermieri, tante persone”. Infine Leone ha ricordato l’importanza della ricerca, come via per preparare il futuro, e ha raccomandato: “Quando le cose sono difficili, mettiamo tutta la nostra fiducia in Dio”. Prima di lasciare il Centro, infine, il Papa ha recitato il Padre Nostro insieme ai giovani in cura e alle loro famiglie.
I doni al Papa
Il momento più intenso della visita del Papa è stato l'incontro con alcuni bambini in cura al Centro. Accompagnati dalle loro famiglie, i piccoli pazienti hanno consegnato a Leone due regali: l'opera "Ti ascolto", un cuore di stoffa, realizzato dalle loro stesse mani con frammenti delle loro magliette, insieme all’artista Stefano Bressani, al quale è collegato un piccolo stetoscopio, e un libro con le loro fotografie e i loro pensieri. Da parte di tutti i dipendenti del CNAO, poi, è stata donata l'opera in bronzo e ottone realizzata dallo scultore Fabio Lissi "Il segno della cura". La creazione, ha al centro una sfera sospesa che rappresenta il nucleo dell’atomo, cuore della materia, simbolo della vita e della preziosità di ogni essere umano. Vi si intersecano quattro orbite, due delle quali formano una croce che si rivela spontaneamente. La scultura vuole simboleggiare i valori che guidano la missione del centro - innovazione, centralità della persona e speranza – e intende omaggiare il Pontefice per l’attenzione dedicata alla sofferenza umana, alla dignità della persona e al valore della speranza.
(Ultimo aggiornamento alle ore 16.10 del 20 giugno 2026)
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