Il Papa inaugura la Torre di Gesù alla Sagrada Familía, faro aperto sul Mediterraneo
Antonella Palermo - Inviata a Barcellona
Nello skyline di Barcellona spicca una nuova torre, la Torre di Gesù nel prodigioso tempio espiatorio di Gaudí. Inaugurata da Leone XIV dopo la Messa presieduta nella Sagrada Familía, ne fa la chiesa più alta del mondo con i suoi 172,5 metri. Un primato che non vuole essere segno di competizione ma riferimento spirituale incisivo in una società erosa da un secolarismo in corsa.
Il progetto illustrato da una bambina cieca
Che sia stata affidata ai piccoli la spiegazione del progetto della torre al Pontefice è una delle novità più sorprendenti dell'evento. E che sia stata una bambina non vedente è un ulteriore elemento che rende questa interazione del Papa con la comunità barcellonese particolarmente originale e coinvolgente perché inclusiva, letteralmente. Accolto dai Reali di Spagna, il Papa ammira la prodigiosa costruzione di Gaudí, e Valentina, il nome della ragazza, gli illustra la sua esperienza di "guardare" in alto verso la sommità della Torre. Lo fa rivelando le sue sensazioni al tocco di un modellino della torre stessa.
L'iniziativa è della associazione ONCE (Organización Nacional de Ciegos de España), leader in Spagna nell'aiuto ai non vedenti. La bambina, invitata dalla Regina a descrivere il progetto architettonico, lo scorre con un movimento ascensionale e ne rivela i dettagli, sottolineando i motivi ispiratori del genio catalano. "Gaudí l'ha progettata in modo che la luce filtrasse attraverso il contorno delle cornici che possiamo vedere qui. La Torre, che fino ad allora aveva avuto quattro lati, ora ne ha otto, come potete vedere. Guardate. Tutti gli spigoli, otto lati". È lei, Valentina, a educare all'accessibilità dell'arte. Spiega il motivo per cui i bracci della croce sommitale finiscono tutti in un vetro a punta "perché da quel vetro, secondo Gaudí, poteva uscire una luce a forma di raggio. E poiché esce dai quattro bracci della Torre, simboleggia l’ombrello protettivo della città di Barcellona: Dio protegge la città con questo ombrello e abbraccia i barcellonesi". Una vera e propria lezione di storia dell'arte che incanta il Papa. Chi non vede, alle volte vede di più, più in alto, oltre.
Attraversati dalla luce
Una scena, questa, che si svolge in uno spazio solitamente chiuso al pubblico, riservato alle visite istituzionali come quella di oggi. In passato, era il luogo in cui si trovavano lo studio, il laboratorio dei modelli, il deposito delle sculture di Antoni Gaudí, la casa del custode e la parrocchia. Oggi è uno spazio museale, con la ricostruzione dell’ambiente di lavoro dell'artista. Diciottesimo pinnacolo della basilica, la torre convive in mezzo a dodici campanili dedicati agli apostoli, raggruppati a gruppi di quattro sulle facciate. All’esterno si trovano palme in trencadís (tecnica di mosaico ornamentale a base di frammenti irregolari) con l’iscrizione in latino «Tu solo il Santo, Tu solo il Signore, Tu solo l’Altissimo», realizzata con ceramica bianca smaltata e mattoni. La croce, come ricorda la bambina, è rivestita di vetro e di circa 15.000 pezzi di ceramica bianca smaltata. È questo accostamento di materiali che la fa brillare di giorno alla luce del sole e di notte grazie a fasci luminosi provenienti dalle altre torri, proprio secondo il desiderio di Antoni Gaudí. Quando saranno completati i lavori interni, auspicabilmente entro un paio d'anni, dalle vetrate dei bracci della croce sarà possibile ammirare il panorama della città.
"Primer l'amor, despres la tecnica"
A Messa conclusa, quando non è più giorno ma non è ancora notte, il corteo dei concelebranti si dirige verso la tribuna esterna attraverso la scalinata della facciata Natività, rivolta a est, al sole nascente. Da qui, da quella prospettiva che esprime la gioia della vita, si ammira uno spettacolo di una meraviglia assoluta. Circa 120 mila persone assistono nelle aree circostanti e lungo il percorso dai maxi-schermi, 9000 fedeli erano alla Messa, all’interno e all’esterno della basilica. Da una pedana di fronte alla tribuna il Papa, alla presenza delle principali autorità, benedice la torre, dove, all’interno della croce, è sospeso l’Agnus Dei, opera dello scultore italiano Andrea Mastrovito.
Ciascuno dispone di una luce a led dentro un cilindro bianco. La musica dell'orchestra e il canto corale dei pueri cantores cresce di intensità e a questo movimento sonoro si accompagna un gioco di luci che attraversa il corpo della basilica, la innerva da dentro, come da un midollo. La croce che corona la torre di Gesù Cristo si accende; come desiderava Gaudí, "deve risplendere di giorno e illuminare la notte". Esplodono i fuochi di artificio, talmente infiammanti il cielo da cancellare per qualche momento alla vista l'edificio maestoso. Tornerà a risplendere nell'oscurità che intanto è avanzata, mentre innumerevoli punti di luce sospesi disegnano il volto di Gaudí. Il volto dell'artefice di questa Sagrada Familía, del venerabile maestro non solo d'arte ma di umanità. "Primer l'amor, despres la tecnica", una delle sue celebri frasi che corona una serata indimenticabile.
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