Cerca

Il Papa: il mancato rispetto per il creato minaccia la pace, serve cooperazione di tutti

In un video messaggio alla decima edizione dell’Austrian World Summit, che si svolge oggi, 16 giugno, a Vienna, il Papa sottolinea l’importanza di fede, speranza e carità per la soluzione dei problemi legati al degrado ambientale: “Pensare che il mondo sia creato da Dio, accresce la responsabilità di prendercene cura”. Il Pontefice esorta a superare "la paura di cambiare rotta, la paura di perdere potere e la paura di esiti incerti" così da "lavorare insieme" e "trovare le soluzioni giuste"

Daniele Piccini - Città del Vaticano

Fede, speranza e carità, le tre virtù teologali fondamento del cristianesimo, possono aiutare nella soluzione della “questione ecologica”, che non è una “questione settoriale”, ma il sintomo della più generalizzata “crisi socio-economica contemporanea”. Lo afferma Leone XIV in un videomessaggio in lingua inglese, indirizzato all’Austrian World Summit, giunto alla decima edizione, che si tiene oggi, martedì 16 giugno, presso l'Hofburg Palace di Vienna. L’incontro internazionale - organizzato dalla Schwarzenegger Climate Initiative, fondata dal politico e attore Arnold Schwarzenegger con l’obiettivo di “combattere l’inquinamento e proteggere il nostro pianeta”, porta quest’anno il titolo We are unstoppable.

Credere che il mondo sia creazione di Dio

Il Pontefice nel filmato definisce come “essenziale” il contributo che la “dimensione religiosa” e la fede possono dare nella lotta alla crisi climatica.

Chi crede che il nostro mondo è stato creato da Dio ed è inerentemente buono è spinto ad assumere una responsabilità ancora più grande a prendersi cura del creato, poiché lo esige la sua fede.

L’enciclica di Papa Francesco Laudato si’ - che Leone XIV cita - ribadisce infatti che “essere custodi dell’opera di Dio” è una parte costitutiva dell’”esperienza cristiana”. Anche altre religioni condividono l’idea che la vita sia sacra e che “deve essere rispettata”, argomenta ancora il Papa. La fede, dunque, “rafforza il desiderio generale di proteggere la vita e di prendersi cura della natura”. La crisi climatica e ambientale ha dunque delle “profonde fondamenta etiche”, come sottolinea lo stesso Leone XIV nella sua enciclica Magnifica humanitas, di recente pubblicazione. “L’uguale dignità di tutti gli esseri umani” e il “valore dei diritti umani fondamentali” – valori minacciati dal cambio climatico – devono essere implementati attraverso il consolidamento dei principi del bene comune della solidarietà e della giustizia sociale.

La speranza che vince la paura

Considerazioni che portano alla virtù della “speranza” e al suo possibile contributo nella fenomenologia di questa crisi socio-economica. La “mancanza di rispetto per il creato” e il “saccheggio delle risorse naturali” rappresentano dei pericoli per la pace: una minaccia incombente, evidenzia il Pontefice, che preoccupa molte persone, ma anche la politica nel suo lavoro di deliberazione e negoziazione. Domina la paura, di “cambiare rotta”, di “perdere potere”, degli “esiti incerti” del cambiamento. Le Sacre Scritture possono sostenere il coraggio delle scelte giuste.

La Bibbia è piena di esempi di come le paure della gente possono essere vinte dalla speranza, che in fondo è un dono di Dio stesso. In quest’ottica, quindi, malgrado i bastian contrari o i cinici, la speranza può essere una forza motrice potente.

La seconda virtù teologale deve essere accompagnata da nuove priorità: il bene comune e la solidarietà devono prevalere rispetto al profitto.

Abbiamo inoltre bisogno dello sviluppo di un nuovo quadro finanziario internazionale incentrato sulla persona, per assicurare che tutti i Paesi, specialmente quelli più poveri e quelli più vulnerabili ai disastri climatici, possano raggiungere il loro pieno potenziale, nel rispetto della dignità dei loro cittadini.

Amore e carità motori del cambiamento

Un quadro in cui emerge la necessità di quella virtù che Papa Francesco definiva “carità civica e politica” e che il Vescovo di Roma identifica come la “chiave dello sviluppo autentico”. La carità e l'"amore sociale" nutrono i “piccoli gesti quotidiani”, ma anche le “grandi strategie” in grado di arrestare il degrado ambientale.

Al termine del suo videomessaggio Il Pontefice assicura la sua preghiera.

Perché il vostro Summit sia fecondo nel promuovere il dialogo tanto necessario per cercare soluzioni efficaci per proteggere il meraviglioso dono del creato.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

16 giugno 2026, 11:00