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Il Papa con sette bambine siriane arrivate in Italia dall’Azraq Refugee Camp, in Giordania Il Papa con sette bambine siriane arrivate in Italia dall’Azraq Refugee Camp, in Giordania

Dal Papa le piccole rifugiate siriane: così lo sport diventa cultura dell'incontro

All’udienza generale in piazza San Pietro sette bambine dal Paese mediorientale arrivate dal campo profughi giordano di Azraq, dove praticano il taekwondo. Sono a Roma per una manifestazione sportiva che coinvolge atleti di tutto il mondo. Al termine dell’udienza l’incontro di Leone XIV con Max Gurney, veterano della Seconda guerra mondiale che il 10 giugno compirà 105 anni

Fabrizio Peloni – Città del Vaticano

Lasciare l’Azraq Refugee Camp, in Giordania, per partecipare a una competizione giovanile di taekwondo — in programma a Roma dal 4 al 7 giugno — non è solo un’esperienza sportiva. Soprattutto se alla vigilia si partecipa all’udienza generale in piazza San Pietro, e si saluta il Papa. È quasi incredibile per le sette bambine siriane — tra i 7 e i 9 anni —, arrivate in Italia dal campo profughi giordano, aver preso per la prima volta un aereo e vivere a contatto con altri atleti di tutto il mondo. In pieno spirito olimpico e all’insegna dei valori di integrità, perseveranza e autocontrollo alla base dell’arte marziale asiatica. Il tutto è stato reso possibile grazie alla Federazione italiana di questa disciplina, che, tramite la Taekwondo Humanitarian Foundation, è attiva nella promozione della pratica sportiva anche nei contesti più difficili. E questa mattina la grande emozione di poter incontrare Leone XIV e consegnargli, insieme a Chungwon Choue e Angelo Cito — rispettivamente presidente della federazione mondiale (della quale fa parte Athletica Vaticana) e della federazione italiana —, la massima onorificenza del Taekwondo, la cintura nera decimo dan. "La volontà è quella di contribuire al miglioramento delle loro condizioni di vita", ha affermato Cito, aggiungendo che "l’attenzione è rivolta in particolare ai bambini, spesso vittime delle conseguenze più dure di guerre e discriminazioni, e aiutarli nello scambio e nella condivisione dei valori autentici dello sport".

Lo sport crea relazioni

Oltre al taekwondo sono state molte altre le esperienze di persone, tra le ventimila presenti questa mattina in piazza San Pietro, che hanno mostrato il forte legame tra lo sport e la costruzione di una cultura dell’incontro. Sempre a Roma fino al 7 giugno è in programma il BNL Italy Major Premier Padel. E oggi il presidente della Federazione internazionale (Fip), Luigi Carraro, e il campione Francisco Navarro, detto Paquito — accompagnati da Alessandra Turco, presidente di Vatican Padel - Athletica Vaticana, polisportiva della Santa Sede che della Fip è membro — hanno donato al Pontefice la racchetta ufficiale del torneo. "Il nostro è uno sport inclusivo capace di creare relazioni e amicizie, unendo persone di nazionalità, lingue e culture differenti attraverso una passione comune", ha detto Carraro. 

Il Papa con Francisco "Paquito" Navarro
Il Papa con Francisco "Paquito" Navarro   (@Vatican Media)

Quaranta atleti del CSI di Macerata e del pellegrinaggio Macerata-Loreto, giunto quest’anno alla 48.ma edizione, hanno chiesto al Papa di accendere e benedire la “Fiaccola della Pace” che illuminerà la marcia nella notte tra il 13 e il 14 giugno. "Per noi non è una gara ma sport dell’anima", hanno confidato Chiara D’Alonzo e Antonino Pedano, i due podisti presenti sul sagrato.

Il Papa con la "Fiaccola della Pace"
Il Papa con la "Fiaccola della Pace"   (@Vatican Media)


Il River Plate dal Papa

Dall’Argentina una delegazione del River Plate, istituzione sportiva e sociale con oltre 120 anni di storia nel mondo del calcio, ha partecipato all’udienza per testimoniare il profondo impegno per lo sviluppo integrale delle persone attraverso lo sport, l’educazione ai valori e "l’attività della nostra comunità nel diffondere un messaggio di pace, inclusione e rispetto, valori profondamente legati al messaggio universale del Santo Padre".

Sportivi e veterani dagli Stati Uniti

Da Chicago Robert Blackwell jr. — fondatore e proprietario della società Killerspin che produce attrezzatura da ping pong — ha donato al vescovo di Roma un tavolo bianco per incoraggiare le persone a mettere da parte i dispositivi elettronici e a riconnettersi attraverso il "gioco consapevole". Dagli Stati Uniti è giunto anche il pesista Joseph Mathias Kovacs, campione mondiale a Pechino 2015 e Doha 2019, con un primato personale di 23,23 m, che lo piazza al secondo posto nella graduatoria mondiale di tutti i tempi. E sempre dagli Usa particolarmente toccante al termine dell’udienza l’incontro di Leone XIV con Max Gurney, veterano della Seconda guerra mondiale che il 10 giugno compirà 105 anni. "Ben 82 anni fa con un gruppo di militari americani da Cassino risalimmo a piedi fino a Firenze, liberando il territorio italiano dai nazifascisti", afferma lucidissimo con un perfetto italiano, "imparato grazie a mio padre che era un linguista". Gurney continua a riempire la sua agenda di viaggi, cene, riunioni, avventure e nuovi incontri "non ultimo chiaramente quello con il Santo Padre".

Il Papa con Max Gurney
Il Papa con Max Gurney   (@VATICAN MEDIA)

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03 giugno 2026, 14:30