Il Papa a Barcellona: i cristiani siano costruttori di unità in un mondo diviso

Leone XIV, appena giunto nella città catalana, nel suo quarto giorno di viaggio apostolico in Spagna, prega l’Ora Media nella cattedrale cittadina. Commentando nell’omelia la Lettera ai Corinzi di San Paolo, il Pontefice chiede alla Chiesa di essere membra armoniose del corpo di Cristo: “Lavorare insieme e donarsi senza riserve” come "un unico popolo". L’arcivescovo, cardinale Omella Omella: “Dio ci doni la comunione per essere seminatori di speranza”

Daniele Piccini – Città del Vaticano

In un mondo dilaniato da guerre e divisioni, in una società sempre più frammentata e individualistica, vogliamo essere “martiri”, cioè testimoni e profeti, di unità, di accoglienza, di concordia e di pace, anche a costo di sacrifici e rinunce.

È tutta un richiamo all’armonia nella Chiesa ed un invito a investire i diversi carismi di ciascuno negli stessi obiettivi, l’omelia che Leone XIV pronuncia, oggi 9 giugno attorno alle ore 13.50, poco dopo il suo arrivo a Barcellona da Madrid, durante la preghiera dell’Ora media nella cattedrale del capoluogo della Catalogna, costruita in stile gotico tra il XIII e il XV secolo e dedicata alla Santa Croce e Sant'Eulalia. Il Papa, pellegrino in Spagna, è al suo quarto giorno del quarto viaggio apostolico del suo Pontificato.

L'accoglienza dei fedeli all'arrivo del papa.
L'accoglienza dei fedeli all'arrivo del papa.   (@Vatican Media)

Tanti fedeli, muniti di ombrelli per proteggersi dal sole, lo hanno accolto davanti al sagrato della chiesa, sventolando bandiere del Vaticano e della Spagna. La mitezza dei 23 gradi centigradi di Barcellona consentono oggi anche le più movimentate manifestazioni di affetto: saltare, cantare, gridare, agitare i cappelli o le mani verso l'auto del Pontefice. 

L'ingresso del Papa nella cattedrale.
L'ingresso del Papa nella cattedrale.   (@Vatican Media)

Il Papa, prima di entrare nella cattedrale, si volta verso di loro e alza la mano, in segno di saluto. Poi, entrato tra le volte gotiche della cattedrale, asperge sugli astanti l'acqua benedetta. Il libro d'onore della cattedrale gli offre un'opportunità ulteriore per augurare all'arcidiocesi di Barcellona di vivere insieme come una comunità, in armonia. 

È un’occasione meravigliosa poter lasciare queste righe in occasione della mia visita apostolica alla città di Barcellona. Che la benedizione di Dio accompagni tutti con i suoi doni, in particolare la pace e l’unità. Con la mia benedizione.

Il messaggio scritto da Leone XIV all'ingresso della cattedrale di Barcellona.
Il messaggio scritto da Leone XIV all'ingresso della cattedrale di Barcellona.

Giunto ai piedi dell'altare di una cappella laterale, si inginocchia qualche minuto davanti al Santissimo Sacramento. Percorsa poi la navata centrale, il Papa si siede sulla cattedra in mezzo all'altare centrale, poi con un segno di Croce dà inizio alla preghiera, cantata e recitata in latino e catalano.

Subito dopo l'ingresso in cattedrale, il Papa prega davanti al Santissimo Sacramento in una cappella laterale.
Subito dopo l'ingresso in cattedrale, il Papa prega davanti al Santissimo Sacramento in una cappella laterale.   (@Vatican Media)

La Chiesa è Sposa, il Corpo è Cristo

La Liturgia delle Ore del giorno ha appena proclamato in lingua catalana una “lettura breve” tratta dalla prima lettera di san Paolo ai Corinzi, in cui l’Apostolo delle Gesti, paragonando la Chiesa al corpo umano, esorta i membri della comunità di Corinto a sentirsi tutti una parte di un unico organismo: “Come infatti il corpo, pur essendo uno, ha molte membra e tutte le membra, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche Cristo” (1Corinzi 12,12).

Il Pontefice imposta la sua riflessione, letta alternatamente in lingua spagnola e catalana, proprio sull’immagine della Sposa e del Corpo. La Chiesa è una “Sposa Amata”. Il vescovo di Roma sottolinea a questo proposito la non casualità dell’elezione di Dio, che in proprio in questa giornata ha chiamato e scelto i fedeli per rappresentare la “Comunità dei Santi che è in Barcellona”.

La Chiesa è frutto di un atto d’amore che la precede e che viene da Dio, e cresce anzitutto lasciandosi amare da Lui, unita, con cuore umile e grato, perché solo chi si lascia amare da Dio può costruire, con gli altri, le opere dell’amore.

La navata centra della cattedrale di Barcellona.
La navata centra della cattedrale di Barcellona.   (@Vatican Media)

Clima di unità in tutte le relazioni

Leone XIV cita Papa Francesco che, proprio in occasione dell’inaugurazione della Torre della Vergine nella basilica della Sagrada Familia, era l’8 dicembre del 2021, in un videomessaggio incoraggiava la comunità a “partire dall’incontro con Cristo” per “crescere in fratellanza, nell’Annuncio della Buona Novella del Vangelo”. Il Papa evidenzia che il suo predecessore intendeva suggerire un’atmosfera che dovrebbe dominare in tutte le nostre relazioni, siano esse professionali, umane, o ecclesiali.

Le sue parole indicano il clima che siamo chiamati a diffondere nei nostri ambienti, nelle famiglie, nelle parrocchie, nei luoghi di lavoro e di formazione, negli ambienti di Curia e in ogni altro ambito di vita: un clima di famiglia, in cui si vive insieme, memori della comune figliolanza e della comune chiamata, solidali, aperti, capaci di misericordia, di sacrificio, di attenzione reciproca, di perdono.

Un senso di comunità che, ricorda ancora il Pontefice, lodava anche san Giovanni Paolo II quando, pregando l’Angelus qui a Barcellona il 7 novembre 1982, rilevava la capacità di “barcellonesi e catalani a condividere la cittadinanza umana e cristiana con innumerevoli genti”.

Il Papa legge la sua omelia, alternatamente, in lingua spagnola e catalana.
Il Papa legge la sua omelia, alternatamente, in lingua spagnola e catalana.   (@Vatican Media)

Un'armonia di talenti creata dallo Spirito

Questo, argomenta il Papa, porta al secondo polo della duplice immagine, scelta, come ha annunciato all’inizio, come schema della sua omelia: il corpo. Cristo è il “Capo” a cui i cristiani sono uniti come “un unico organismo, gli uni al servizio degli altri”. Questo indica, secondo Leone XIV un metodo di lavoro per le comunità ecclesiali: “Per noi lavorare insieme non è una scelta di ‘stile’, ma una necessità fisiologica”. In questa complementarietà delle membra del corpo, lo Spirito, aggiunge il Pontefice, “ci spinge non solo a donarci, ma a farlo secondo i disegni di Dio”. L’unità, la generosità di offrire i propri doni ricevuti agli altri, l’armonia tra i diversi talenti è un’opera dello Spirito Santo, puntualizza il Pontefice.

Nella ricchezza dei doni ricevuti, siamo forti perché uniti, e siamo uniti perché animati dallo stesso Spirito, lo Spirito di Cristo, che è Spirito di comunione per la salvezza di tutti.

Dal dono dell’unità, profuso dallo Spirito, deriva una missione da compiere quotidianamente.

È importante, perciò, per ciascuno di noi, non permettere che nulla distrugga l’unità in cui Dio ci ha costituito e verso la cui pienezza ci conduce giorno per giorno.

Fedeli seguono la preghiera dell'Ora Media.
Fedeli seguono la preghiera dell'Ora Media.   (@Vatican Media)

L'invito alla Chiesa di Barcellona ad essere "costruttrice di unità"

Dopo aver alzato lo sguardo – come recita il motto del suo quarto viaggio apostolico - all’opera dello Spirito Santo, il Papa lo abbassa, riorientandolo orizzontalmente, in direzione della comunità di fede di questa arcidiocesi, Barcellona. Il vescovo di Roma ricorda il titolo di “Casal de Catalunya” (ossia, capo e casa della Catalogna) attribuito dalla tradizione alla città spagnola: è proprio un richiamo alla sua vocazione “a farvi, come l’aiuto di Dio, costruttori di unità”.

Infine il Pontefice ricorda che dopo qualche minuto, al termine della preghiera, si recherà nella cripta della cattedrale dove sono conservate le spoglie mortali della santa cui la cattedrale è dedicata, Eulalia, una giovane che preferì affrontare il martirio piuttosto che rinnegare la propria fede, diventando così uno dei simboli religiosi, e la patrona, di Barcellona. Lei e gli altri martiri – che come ricordava Sant’Agostino formano un corpo cui anche noi partecipiamo - conclude il Papa, ci invitano a dire, a nostra volta, il nostro “sì”.

Pronti, dove necessario, a morire a noi stessi, a perderci per ritrovarci, a rinunciare a ciò che è superfluo per costruire su ciò che è essenziale e dura per sempre.

Così, la Liturgia delle Ore nella cattedrale di Barcelona, al termine dell’omelia di Leone XIV, si sovrappone simbolicamente all’ultima preghiera di Cristo, durante l’ultima Cena, raccontata dall’Evangelista Giovanni: una invocazione a rimanere “io in loro e Tu in Me” per “essere perfetti nell’unità”.

Il Papa prega davanti alla tomba di Sant'Eulalia, cui la cattedrale di Barcellona è dedicata.
Il Papa prega davanti alla tomba di Sant'Eulalia, cui la cattedrale di Barcellona è dedicata.   (@Vatican Media)

La preghiera a Sant’Eulalia nella cripta della cattedrale

Dopo la recita della preghiera della Chiesa universale, scese le scale verso la cripta della cattedrale, il Papa si sofferma in piedi per qualche minuto di raccoglimento davanti alla tomba di Sant’Eulalia, una delle sante più amate della Spagna e della città capoluogo della Catalogna. Vissuta nel III secolo, ancora bambina, a soli 13 anni, cercò di opporsi alle persecuzioni contro i cristiani durante il regno dell'imperatore Diocleziano. Fu arrestata per la sua fede e nonostante le numerose torture subite si rifiutò di abiurare il cristianesimo. Una leggenda racconta che le furono inflitti 13 supplizi, uno per ogni anno della sua giovane vita. Infine, piuttosto che perdere l’unità con Cristo e le membra vive del suo corpo, preferì morire martire, probabilmente intorno al 304 d.C.

Dopo la preghiera nella cripta, il vescovo di Roma, uscito dalla cattedra, proprio davanti al sagrato ringrazia ancora tutti i fedeli per la pazienza di averlo atteso e per aver testimoniato tutti il dono della fede.

Grazie per essere qui. Grazie per la vostra pazienza. Grazie per la vostra gioia. Che tutti noi possiamo celebrare la nostra fede in Cristo. Gesù Cristo ci ha chiamati a vivere come un unico popolo, uniti nella fede. Che Dio vi benedica tutti.

Il Papa ascolta le parole di saluto dell’arcivescovo metropolita di Barcellona, cardinale Juan José Omella Omella.
Il Papa ascolta le parole di saluto dell’arcivescovo metropolita di Barcellona, cardinale Juan José Omella Omella.   (@Vatican Media)

Pace e comunione nel saluto dell’arcivescovo

La cattedrale di Barcellona ha offerto oggi davvero questo esempio di unità e comunione. Lo spiega l’arcivescovo metropolita, cardinale Juan José Omella Omella, nelle sue parole di saluto in lingua spagnola al Pontefice, annunciando che durante la preghiera della Ora Sesta sono presenti i “vescovi ausiliari, i canonici, i membri della curia diocesana, i rappresentanti delle diverse delegazioni e segretariati diocesani, i seminaristi, i lavoratori della cattedrale e i volontari”. L’intenzione di preghiera dell’arcivescovo è in sintonia con lo spirito dell’omelia del Papa: “Leveremo la nostra lode e preghiera al Signore pregando per tutta la comunità cristiana, per lei, Santità, Padre e Pastore della Chiesa universale, e per tutto il mondo. Che il Signore – conclude l’arcivescovo di Barcellona - ci conceda il dono della pace e della comunione per poter essere seminatori di speranza nel nostro mondo e, in modo particolare, in questa arcidiocesi che la accoglie con grande entusiasmo”.

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09 giugno 2026, 14:15