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2026.05.20 Udienza Generale

All’udienza generale per costruire la “Pacem in terris”

Beltramino Roncalli - figlio di Giuseppe, il più giovane dei dodici fratelli di san Giovanni XXIII e ultimo nipote ancora in vita del Pontefice bergamasco - e Anna Ravasio, hanno festeggiato il 60° anniversario di matrimonio sul sagrato di San Pietro, partecipando all’udienza generale, apertasi col saluto di Leone XIV a Sua Santità Aram I, Catholicos della Chiesa Apostolica Armena - Sede di Cilicia. Il Pontefice ha inoltre benedetto la Fiaccola del Perdono

Fabrizio Peloni    - Città del Vaticano

Da Sotto il Monte «siamo partiti più volte per la Terra Santa, abbiamo prestato servizio come volontari con l’archeologo francescano Michele Piccirillo: il nostro legame con quei luoghi è davvero forte e oggi viviamo costantemente la preoccupazione per le sorti dell’intera regione mediorientale». C’è trepidazione nelle parole di Beltramino Roncalli — figlio di Giuseppe, il più giovane dei dodici fratelli di san Giovanni XXIII e ultimo nipote ancora in vita del Pontefice bergamasco — e di Anna Ravasio, che stamane hanno festeggiato il 60° anniversario di matrimonio salutando Leone XIV al termine dell’udienza generale sul sagrato di San Pietro.

Ottantasette anni lui e uno in meno lei, ricordano che fu monsignor Capovilla — il segretario del “Papa buono” — a celebrare le nozze: «poi, non avendo avuto figli, e con l’onore e l’onere di avere uno zio Pontefice, abbiamo cercato di vivere all’insegna della Pacem in terris», sottolineando «il grande valore della pace, per la quale ogni essere umano deve essere pronto a comprendere, a compatire, a perdonare».

La fiaccola del perdono e della pace di santa Rita

A raccontare esperienze di perdono e di pace, alla vigilia della memoria liturgica di santa Rita da Cascia, ha partecipato all’udienza un folto gruppo dalla cittadina umbra, accompagnato dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia, Renato Boccardo. Insieme ai fedeli vi erano anche monache e frati delle comunità agostiniane della basilica di Santa Rita, tra cui il rettore padre Giustino Casciano e la badessa del monastero, Maria Grazia Cossu. Hanno portato la fiaccola del perdono e della pace, chiedendo al Pontefice di benedirla. «Nel marzo scorso la stessa era arrivata a Chicago, la città scelta per il “gemellaggio ritano”. Era stata portata nei luoghi dove il Papa è nato e ha studiato, nella cattedrale in cui si sono sposati i suoi genitori, e nella locale parrocchia di Santa Rita, dalla quale sono oggi qui con noi alcuni fedeli e il parroco, l’agostiniano padre Homero Sánchez», ha detto Casciano, spiegando poi «quanta forza riusciamo a trarre dal magistero di Leone XIV, fortemente legato all’eredità di sant’Agostino, vera e propria luce e speranza per il futuro».

Sánchez, da parte sua, ha ringraziato Papa Prevost per la continua vicinanza «nei suoi discorsi, alla situazione dei migranti, al rispetto della loro dignità. E noi non possiamo far altro che pregare santa Rita perché lo protegga».

La fiaccola della pace in Piazza San Pietro
La fiaccola della pace in Piazza San Pietro   (@Vatican Media)

Piazza San Pietro trasformata in un playground

Apertasi con il saluto tra Leone XIV e Sua Santità Aram I, Catholicos della Chiesa Apostolica Armena - Sede di Cilicia, poi sedutosi accanto al Papa, l’udienza è stata preceduta dal consueto giro del Pontefice tra i reparti a bordo della jeep scoperta. Nella parte più prossima a piazza Pio XII, su iniziativa del Movimento dell’etica nello sport, erano stati allestiti campi da basket e calcetto in cui molti ragazzi hanno trascorso la mattinata giocando. Il Papa è sceso dall’auto per salutarli di persona, stringendo mani e benedicendo molti giovani atleti.

Papa Leone e Sua Santità Aram I, Catholicos della Chiesa Apostolica Armena- sede di Cilicia
Papa Leone e Sua Santità Aram I, Catholicos della Chiesa Apostolica Armena- sede di Cilicia   (@Vatican Media)

Il Papa e il bambino che non doveva nascere

E poco prima di percorrere l’ultimo tratto tra gli sbandieratori di Cava de’ Tirreni, Leone XIV ha preso in braccio e benedetto Bryan Pio, bambino di pochi mesi venuto a Roma con la mamma, insieme con altre madri e i loro figli, dalla parrocchia di San Pio X a Foggia. Lì il parroco don Francesco Catalano porta avanti il progetto “Come Maria” per aiutare a non scegliere l’aborto. Per la mamma di Bryan infatti il 5 giugno 2025 era stata fissata la data dell’interruzione di gravidanza. «E ora l’attesa è per agosto quando arriverà Roberto, in onore del Papa. Sarà il quindicesimo ragazzo nato anche grazie alla vendita dei rosari “Made in vita”», afferma don Catalano.

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Le foto dell'udienza generale
20 maggio 2026, 15:35