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Il Papa sul palco di Piazza del Plebiscito di Napoli Il Papa sul palco di Piazza del Plebiscito di Napoli

Battaglia: per Napoli pace e giustizia, la camorra “non uccide solo quando spara”

Il saluto del cardinale arcivescovo della città è un insieme di immagini che disegnano una Napoli non da cartolina, bensì un volto del capoluogo “segnato, ma capace ancora di stupore”. “Non una città perfetta” ma “viva” dove, spiega Battaglia, “nessuno sia invisibile” e “la pace non sia solo invocata ma costruita nelle relazioni, nelle famiglie, nelle scelte pubbliche e private”

Lorena Leonardi – Inviata a Napoli

Sull’ “anima grande” di una città “che non parla mai con una voce sola” si è soffermato nel suo discorso in Piazza del Plebiscito, durante l’incontro del Papa con la cittadinanza, il cardinale “don Mimmo” Battaglia, descrivendo volti “segnati, certo, ma capaci ancora di stupore”. “Qui parla la città. E Napoli, quando parla, non lo fa mai con una voce sola”: afferma l’arcivescovo, una città che “parla con il mare, che le insegna da sempre l’apertura. Parla con i vicoli, che custodiscono storie, nomi, legami. Parla con i balconi, con le mani operose, con le botteghe, con le scuole, con le università, con gli ospedali, con le parrocchie, con le famiglie, con i giovani, con i poveri, con tutti coloro che ogni giorno tengono accesa una piccola luce".

Pace e giustizia

La Napoli descritta dall’arcivescovo, non è una cartolina ma un volto “che conosce il dolore, ma non ha smesso di cantare”, che sa trasformare poco in molto, condividere il pane anche quando non abbonda. Una città “che non può accontentarsi di sopravvivere. È chiamata a fiorire”. L’arcivescovo ha invocato più volte – tra gli applausi – “pace e giustizia”, non “parole da pronunciare” ma “strade da percorrere” per i giovani perché possano restare; per i bambini e il loro diritto alla scuola, al gioco; per le famiglie dove si impara a stare insieme; per gli anziani, “memoria viva di Napoli”; per i poveri “che non sono il margine della città, ma il punto da cui misurare la verità del nostro amore”.

“Nessun ragazzo nasce perduto”

Pace e giustizia contro la camorra, che “non uccide solo quando spara ma anche quando occupa il vuoto lasciato dalla solitudine, dalla mancanza di adulti credibili, dalla fragilità delle comunità”. La camorra “uccide quando convince un ragazzo che valere significa comandare. Quando fa credere che il rispetto si compra con la paura. E allora Napoli – ha sottolineato il cardinale - oggi deve dirlo con una chiarezza nuova: nessun ragazzo nasce perduto. Nessun quartiere nasce condannato. Nessuna famiglia deve essere lasciata sola a combattere contro ciò che è più grande di lei”.

Piazza del Plebiscito accoglie il Papa
Piazza del Plebiscito accoglie il Papa   (@Vatican Media)

“Non perfetta ma viva”

Dalla “piazza grande” di Napoli la consegna al Pontefice di una città che è anche “promessa” perché animata da tante energie straordinarie: educatori, insegnanti, volontari, artigiani, artisti, studenti, madri e padri che non si arrendono al lamento e continuano a costruire. Una città circondata dal mare, “confine che può diventare ponte”, che si offre a Papa Leone “non perfetta ma viva”, ma “dal cuore largo” incapace di “amare a metà”, “con le mani aperte, con il cuore sveglio, con il passo coraggioso di chi sa che il bene, quando è condiviso, può davvero cambiare la storia”.

Il sindaco di Napoli: una città che resiste

La vocazione a “non lasciare indietro nessuno” e “includere” è confermata dal sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, che nel suo saluto ha definito quella napoletana una comunità “che ogni giorno resiste e non si arrende”, e la città partenopea “una possibilità concreta di umanità, per sé e per il mondo intero”.

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08 maggio 2026, 18:05