Il Papa alla LEV: leggere libri, “antidoto alla chiusura mentale”
Benedetta Capelli – Città del Vaticano
Un incontro “in famiglia”, un anniversario da festeggiare, un momento per riflettere sul valore della lettura, “occasione per pensare”, via per connettersi agli altri e per farsi toccare il cuore dalla Parola di Dio. Papa Leone offre diversi spunti nel saluto ai dirigenti e al personale della Libreria Editrice Vaticana, ricevuti questa mattina 7 maggio nella Sala del Concistoro, a cento anni dalla sua nascita, un anniversario che sarà celebrato anche in alcuni eventi internazionali. Nelle parole del Pontefice c’è il rimando al gesto, a quel cogliere tra tanti un libro che si sceglie per tema, per la passione verso lo stile di un autore, perché sfogliando si accende la curiosità.
Nell’epoca del digitale, la fisicità del libro ci rimanda al ruolo del pensiero, della riflessione e dello studio. Leggere è nutrire la mente, aiuta ad alimentare un senso critico consapevole e formato, a guardarsi da fondamentalismi e scorciatoie ideologiche. Per questo esorto tutti a leggere libri, come antidoto alla chiusura mentale, che si riflette in atteggiamenti rigidi e in visioni riduttive della realtà.
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Un ponte verso l’altro
Papa Leone ricorda che nel 1926 la Lev si rese autonoma dalla “più longeva Tipografia Vaticana, nata nel lontano 1587”, che ha servito nove Pontefici “propagandone il Magistero come contributo alla diffusione del Vangelo nel mondo”. Da qui la riflessione del Vescovo di Roma si sposta sul valore del libro, “un’occasione per pensare” ma anche “per incontrare” prima l’autore poi le persone che lo leggono, lo hanno letto o lo leggeranno. Frequenti, afferma il Papa, sono anche i momenti in cui “scrittori e lettori si riuniscono, per parlare e ascoltarsi”. Un modo proprio per aprire un varco.
Papa Francesco ci ha insegnato a praticare la cultura dell’incontro: il libro è un ponte verso gli altri, è un motivo di confronto che ci arricchisce, uno stimolo ad allargare il proprio punto di vista.
La scuola di Maria e dei Santi
Nel sottolineare il valore della lettura per chi è cristiano, il Pontefice richiama una serie di immagini che mostrano ad esempio Maria che legge le Sacre Scritture o “Sant’Antonio di Padova che regge il Libro dei Vangeli, aperto, su cui sta in piedi Gesù Bambino”. Lo stesso Sant’Agostino è spesso ritratto seduto ad uno scrittoio dinanzi a un grande libro e, “a volte, tiene in mano un cuore: verità e carità”.
Per noi cristiani il libro è un’occasione per annunciare Cristo… Alla scuola di Maria e dei Santi, nutriamoci della Parola di Dio, perché essa plasmi la nostra mentalità e il nostro agire.
Nel salutare, Leone esorta a guardare avanti, come fece San Paolo VI in occasione dei 50 anni della Lev, nel 1976, “per una messa a punto di idee e di programmi per l’avvenire”. “Vi ringrazio per il vostro lavoro, - conclude - che vi auguro di compiere con dedizione e passione”.
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