Il Papa con alcuni rappresentanti della Chiesa copta in Piazza San Pietro Il Papa con alcuni rappresentanti della Chiesa copta in Piazza San Pietro

Il Papa a Tawadros: in un mondo afflitto dalle guerre, i cristiani testimonino unità

Colloquio telefonico tra Leone XIV e il papa della Chiesa copta in occasione della Giornata dell’amicizia copto-cattolica, nata nel 2013 per celebrare i rapporti tra Sede di Pietro e Sede di Marco. Nel colloquio "espressa la consapevolezza della comune responsabilità per l’annuncio del Vangelo e la promozione di pace e riconciliazione". Nella missiva l'incoraggiamento del Pontefice a copti e cattolici ad andare avanti nel pellegrinaggio nella verità e carità “verso la piena comunione”

Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano

Non è solo un obiettivo lontano, la “piena unità” tra cristiani, ma un’urgenza dettata soprattutto dai conflitti che affliggono il mondo, lacerando in modo particolare il Medio Oriente. Leone XIV ribadisce la necessità di un impegno ecumenico più incisivo in quest’epoca di guerre e divisioni in una conversazione telefonica e in una lettera a Tawadros, il papa copto-ortodosso di Alessandria, in occasione della Giornata dell'Amicizia tra Copti e Cattolici. Proprio "il desiderio di ridare impulso alla celebrazione" di questa ricorrenza, tra le più importanti del dialogo ecumenico, è stato al centro del colloquio svoltosi - riferisce un comunicato della Sala Stampa della Santa Sede - "in un clima cordiale e fraterno", durante il quale è stata ribadita la volontà di "superare ogni eventuale ostacolo al dialogo della fede e della carità". Espressa pure "la consapevolezza della comune responsabilità per l’annuncio del Vangelo e la promozione della pace e della riconciliazione, specialmente nel tanto provato Medio Oriente".

La "nobile tradizione" avviata da Papa Francesco

La stessa istanza viene ribadita da Papa Leone XIV nella lettera inviata a Tawadros per questa Giornata, la cui idea è nata dallo stesso patriarca poi raccolta e rilanciata da Papa Francesco il 13 maggio 2013, due mesi dopo la sua elezione, per ricordare gli allora quarant’anni dallo storico incontro tra Paolo VI e Shenouda III (1973) che culminò con la firma di una dichiarazione cristologica comune. Tawadros e Francesco si erano poi rivisti dieci anni dopo, nel maggio 2023, prima in Piazza San Pietro, insieme sul palco dell’udienza generale a benedire insieme la folla, poi, il giorno successivo, nel Palazzo Apostolico per ribadire la speranza della comunione eucaristica e commemorare i 21 cristiani copti uccisi per decapitazione dallo Stato islamico nel 2015 su una spiaggia della Libia, da quel giorno inseriti nel Martirologio Romano come “segno della comunione spirituale” tra la Sede di Pietro e la Sede di Marco.

Leone XIV si inserisce, dunque, sul solco di questa “nobile tradizione” avviata dall’“amato predecessore” Francesco di celebrare una Giornata dell’Amicizia copto-cattolica e domanda che questa ricorrenza dia nuovo slancio al comune cammino, segnato da vecchie separazioni e “incomprensioni” e nuove riconciliazioni.

In un momento in cui il nostro mondo è afflitto da tanti conflitti, in particolare in Medio Oriente, i cristiani devono, più che mai, impegnarsi per la piena unità, affinché possiamo testimoniare insieme il Principe della Pace. In questo, possiamo confidare nella potente intercessione e nell'esempio degli innumerevoli martiri che hanno sofferto per il nome di Cristo.

 

Testimoniare la bontà di Dio all'umanità

Papa Leone aveva già ricordato la “Giornata” nell’ultimo Regina Cœeli di domenica 10 maggio, inviando un “saluto fraterno” a papa Tawadros II, che il giorno precedente aveva celebrato l’eucarestia nella Basilica di San Marco a Venezia insieme ad alcuni vescovi e presbiteri copti. I due ancora non hanno avuto occasione di incontrarsi personalmente: Tawadros aveva inviato una lettera di congratulazioni al Pontefice statunitense in occasione dell’elezione nel 2025 e c’era stata pure una telefonata. Nell’attesa di un incontro, Papa Leone dalla finestra del Palazzo Apostolico chiedeva preghiere per tutta “l’amata” Chiesa copta “nella speranza che il nostro cammino di amicizia ci conduca all’unità perfetta in Cristo”. Nella lettera firmata il 4 maggio, ma pubblicata oggi venerdì 15, ribadisce tale auspicio, soffermandosi in particolare sul concetto stesso di “amicizia”. Per i cristiani non “un vago sentimento”, bensì il “centro stesso della nostra vita e della nostra fede” che attinge all’insegnamento di Cristo che “non c’è amore più grande” del “dare la propria vita per i propri amici”.

È dunque attingendo all'amicizia di Cristo con noi che potremo rafforzare l'amicizia tra noi e tra le nostre Chiese, continuando a testimoniare insieme la filantropia divina per tutta l'umanità!

Dialogo e unità 

Su questa scia, Leone XIV esprime la speranza che la Commissione Internazionale Congiunta per il Dialogo Teologico tra Chiesa Cattolica e Chiese Ortodosse Orientali - che dal 2003 è impegnata in un dialogo teologico “estremamente fecondo” che ha prodotto tre documenti che “dimostrano una crescente comprensione teologica” - possa “riprendere al più presto i suoi lavori con tutte le Chiese della famiglia ortodossa orientale, per rispondere alla preghiera di Cristo: che siano tutti una sola cosa”. Sempre nella missiva, il Papa ringrazia la Chiesa copta ortodossa per l’ospitalità offerta ai partecipanti - tra cui diverse delegazioni cattoliche - alla sesta Conferenza Mondiale della Commissione “Faith and Order”, tenutasi ad ottobre 2025 presso il Monastero di San Bishoy, a Wadi El Natrun.

 

Si dice, poi, “fiducioso”, Leone XIV, che le riflessioni intraprese per il 1700° anniversario del Primo Concilio Ecumenico di Nicea “riaccenderanno il nostro desiderio di raggiungere l'unità visibile della Chiesa”:

Un’unità radicata nell'unico battesimo che professiamo nel Credo niceno e che, prego sinceramente, potremo conseguire.

In vista della Pentecoste, il Pontefice invoca quindi lo Spirito Santo perché “guidi Copti e Cattolici nel nostro comune pellegrinaggio nella verità e nella carità verso la piena comunione”.

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15 maggio 2026, 12:04