Il Papa benedice i membri del Rinnovamento Carismatico Cattolico Il Papa benedice i membri del Rinnovamento Carismatico Cattolico

Il Papa: in un mondo sempre più secolarizzato essere segno di rinascita spirituale

Nel suo discorso ai membri del Rinnovamento Carismatico Cattolico, Leone XIV richiama l’importanza di una carità verso gli oppressi che non ceda mai al desiderio di autoaffermazione. Esorta a lasciarsi ispirare dallo Spirito Santo per guardare a Dio non come “semplice idea” ma “espressione reale e definitiva della paternità”

Edoardo Giribaldi – Città del Vaticano

Di fronte alla crescente secolarizzazione della società odierna, rinnovare la propria esistenza significa risvegliare in sé “una nuova capacità di amare”. Una carità che sgorga e fluisce come una “corrente di grazia” verso quanti sono oppressi da un senso di vuoto e solitudine; una carità non deviata dal desiderio di autoaffermazione o dalla ricerca del potere, perché ispirata dallo Spirito Santo, che rende Dio non più una “semplice idea”, ma “espressione reale e definitiva della paternità”. Così Papa Leone XIV legge le virtù del Rinnovamento Carismatico Cattolico – corrente di grazia nata in Italia alla fine del 1971, nell’alveo del movimento sorto negli Stati Uniti nel 1967 e poi diffusosi in tutto il mondo – ricevendone i membri nell’Aula Paolo VI, questa mattina, 30 maggio.

Dio ha davvero benedetto le vostre comunità con tanti doni, tra cui una grande vitalità spirituale.

LEGGI IL DISCORSO INTEGRALE (IN INGLESE) DEL PAPA

Il ringraziamento agli organizzatori

Proprio la dimensione internazionale del movimento si manifesta nelle variegate bandiere che colorano l'Aula Paolo VI. Dal Venezuela all'India, passando per la Polonia e la Germania. E poi un drappo rosso e giallo della Spagna, Paese in cui il Pontefice si recherà in viaggio apostolico dal prossimo 6 giugno. L'attesa per il suo arrivo è caratterizzata da numerosi canti animati da quel fuoco dello Spirito che campeggia anche nel simbolo del Catholic Charismatic Renewal International Service (CHARIS), che Leone ringrazia in apertura di discorso, pronunciato in inglese, per l'organizzazione dell'evento. Ricorda poi lo sviluppo del movimento dopo il Concilio Vaticano II come “tempo di grande espansione e crescita, di integrazione nella vita della Chiesa e di consolidamento delle vostre strutture di servizio”.

La bandiera della Spagna in Aula Paolo VI
La bandiera della Spagna in Aula Paolo VI   (@Vatican Media)

“Come possiamo mancare di evangelizzare?”

Il Papa richiama quindi le parole che i suoi predecessori hanno dedicato al Rinnovamento Carismatico Cattolico. San Paolo VI, ricorda, affermò che nulla è più necessario, in un mondo sempre più secolarizzato, della testimonianza della novità spirituale suscitata dallo Spirito Santo nelle regioni e nelle comunità più diverse. San Giovanni Paolo II, invece, si sofferma sulla caratteristica attenzione all’evangelizzazione del movimento.

Come può chiunque abbia gustato la bontà di Cristo rimanere silenzioso e inattivo? Cristo è il nostro Salvatore, come possiamo mancare di evangelizzare? Continuate a comunicare questo zelo per il Vangelo a coloro che vi circondano!


Il rilievo dei carismi dello Spirito

Benedetto XVI evidenziò invece il contributo specifico del movimento alla vita ecclesiale, sottolineando “il rilievo” che in esso “rivestono i carismi o doni dello Spirito Santo”, richiamandone l’attualità per l’intera comunità ecclesiale. Papa Francesco, parafrasando il cardinale Suenens agli inizi del movimento, aveva definito il Rinnovamento Carismatico Cattolico una “corrente di grazia”, indicando il suo cammino nell’“evangelizzazione, ecumenismo spirituale, cura dei poveri e dei bisognosi e accoglienza degli emarginati”. “E tutto questo sulla base dell’adorazione! Il fondamento del rinnovamento è adorare Dio!”.

Il battesimo nello Spirito

Leone si concentra su alcuni aspetti chiave propri del Rinnovamento Carismatico Cattolico, partendo dal battesimo nello Spirito, origine del comune cammino di fede, “che ha permesso alla grazia del Battesimo di diventare efficace in ciascuno di voi, conducendovi a una chiara consapevolezza dell’amore di Dio”. Un’esperienza che colpì anche sant’Agostino, il quale nelle Confessioni scriveva:

Come a un tratto divenne dolce per me la privazione delle dolcezze frivole! Prima temevo di rimanerne privo, ora godevo di privarmene. Tu, vera, suprema dolcezza, le espellevi da me, e una volta espulse entravi al loro posto, più soave di ogni voluttà.

I partecipanti all'udienza
I partecipanti all'udienza   (@Vatican Media)

Vite cambiate

Anche per ogni membro del movimento, osserva il Papa, “la vita è cambiata” grazie all’azione dello Spirito, per la quale “Dio ha cessato di essere una semplice idea ed è diventato l’espressione reale e definitiva della paternità”. Un dono che porta riconciliazione interiore, pace e libertà dagli attaccamenti mondani e dall’oppressione del peccato, ma soprattutto uno “sguardo nuovo”, aperto e pieno di speranza verso gli altri e verso il futuro.

Da questa esperienza dello Spirito Santo nasce il desiderio interiore di essere testimoni e annunciatori del suo amore, portando la sua consolazione alle persone oppresse da un senso di vuoto e solitudine.

Tra dialogo e Scrittura

Dall’incontro con il Paraclito scaturisce anche “una nuova vita di preghiera”, evidenzia il Pontefice, sotto forma di “dialogo spontaneo e sincero” con il Signore, aprendosi all’adorazione e alla lode, elementi caratteristici degli incontri del movimento, che ha contribuito “a riscoprirli e a riportarli in primo piano negli ultimi anni”. La rinnovata effusione dello Spirito conduce inoltre a un incontro “vivo” con la Scrittura, “facendola risuonare nel cuore dei credenti, specialmente nella Liturgia”.

La Scrittura è quindi diventata per voi una meravigliosa fonte di nutrimento spirituale che illumina e consola. È anche fonte di discernimento per orientare le scelte quotidiane e dà sostanza alla preghiera comunitaria, permettendovi di rivolgervi al Signore con parole ispirate da Dio stesso.


Pregare per l’unità

Lo Spirito Santo, prosegue il Papa, è anche sorgente di comunione. A tal proposito ha ricordato l’incoraggiamento di Leone XIII a pregare ogni anno una novena allo Spirito Santo tra l’Ascensione e la Pentecoste, specialmente per l’unità dei cristiani. Una convinzione profondamente radicata nei membri del Rinnovamento Carismatico Cattolico, che hanno sperimentato come “l’unità nella Chiesa è frutto dello Spirito”, capace di creare armonia tra i membri del movimento e “con i nostri fratelli e sorelle delle altre confessioni cristiane”.

Un momento dell'udienza
Un momento dell'udienza   (@Vatican Media)

“Una rinnovata capacità di amare”

Il Papa si sofferma su un’ulteriore virtù, la carità. Riprendendo ancora gli scritti di sant’Agostino, ricorda che nel De Trinitate il vescovo di Ippona affermava che lo Spirito Santo “è stato dato all’uomo e lo infiamma all’amore di Dio e del prossimo. Infatti l’uomo non può avere amore per Dio se non gli viene dato da Dio”. “La sua presenza risveglia una rinnovata capacità di amare”, ispirata dalla stessa carità divina. Ricordando le numerose opere nate dal Rinnovamento Carismatico Cattolico a favore dei bisognosi nello spirito e nel corpo, Leone XIV invita a mantenere vivo questo amore, lasciando un ultimo incoraggiamento:

Mettetevi al servizio delle vostre diocesi e parrocchie, offrendo la vostra esperienza e i vostri metodi di evangelizzazione.  Seguite fedelmente la guida dei vostri sacerdoti; e, nel discernimento comunitario, ascoltate le voci delle persone sagge, anche se non appartengono ai vostri gruppi.  Coltivate armonia e collaborazione tra le comunità a cui appartenete, avendo cura di non cedere mai al desiderio di autoaffermazione, né alla ricerca del potere o del prestigio personale. 

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30 maggio 2026, 11:30