Il saluto del sindaco D'Errico in piazza Calipari ad Acerra Il saluto del sindaco D'Errico in piazza Calipari ad Acerra

Da “Terra dei fuochi” a “Giardino della Campania e d’Europa”

Il ringraziamento a Leone XIV per la visita e l’impegno per il contrasto all’illegalità, la bonifica del territorio e la valorizzazione di un nuovo modello economico rispettoso dell’ecologia integrale, nel saluto del sindaco di Acerra D’Errico e del vescovo Di Donna in piazza Calipari. “Tutti noi sentinelle del creato” e le Chiese promuovano l’Enciclica Laudato si’

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

Un ringraziamento al Papa “per aver scelto di essere qui oggi in questa nostra città, nel cuore della ‘Terra dei fuochi’, che d’ora in poi vuole essere terra di speranza e di riscatto, e liberarsi da questo marchio infame”. Così, in piazza Calipari, il sindaco di Acerra, Tito D’Errico, saluta Leone XIV, parlando a nome dei sindaci dei novanta comuni del territorio, compreso nelle province di Napoli e Caserta. Il sindaco denuncia “la sofferenza dell’inquinamento, il dramma dei roghi, il dolore delle nostre famiglie”, alcune delle quali “hanno perso i propri figli a causa delle malattie legate al degrado ambientale”. Questa però, aggiunge, “non è una terra di rassegnazione o di sola sofferenza, è prima di tutto una terra di resistenza civile, di riscatto morale che ha sete di un profondo cambiamento”. Ricordando che la visita pastorale coincide con l’undicesimo anniversario della pubblicazione dell’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco, il sindaco di Acerra ha osservato che “l’ecologia integrale non è un’etichetta” ma “un modello sociale ed economico che mette al centro la dignità della persona, la salute pubblica e la custodia responsabile della nostra ‘casa comune’ contro la crescita economica illimitata e lo sfruttamento sconsiderato delle risorse naturali”.

Il sindaco: approccio integrale per combattere la povertà e curare il creato

La terra nota come Campania felix, sottolinea D’Errico, è oggi “ferita dall’illegalità e dal profitto a tutti i costi”. Ma un rinnovamento è in corso, perché tutte le amministrazioni del territorio hanno scelto di lavorare per le comunità attraverso tre principali direttrici. Innanzitutto il contrasto rigoroso all’illegalità, come sentinelle “a difesa del creato e della legalità”. Poi la bonifica dei territori, il monitoraggio ambientale e le attività di prevenzione delle malattie, affinché i territori tornino salubri e sicuri. Infine la valorizzazione dell’economia integrale: “Questa terra è ricca di agricoltori, di artigiani e di imprenditori onesti che operano nel pieno rispetto delle regole e della dignità del lavoro. È nostro dovere promuovere i frutti di un’agricoltura che è stata ed è sinonimo di eccellenza. Difendere il lavoro sano significa estirpare le radici del malaffare”. Esiste “una sola e complessa crisi, quella sociale e ambientale”, e la soluzione “risiede in un approccio integrale per combattere le povertà, restituire la dignità agli esclusi e, nello stesso tempo, prendersi cura del creato”. Perché “la tutela dell’ambiente non può essere disgiunta dallo sviluppo sociale, dal diritto all’istruzione, dal potenziamento delle infrastrutture sanitarie e dalla creazione di opportunità occupazionali che consentano ai nostri giovani di investire i propri talenti qui, senza essere costretti a lasciare la propria terra”.

Il vescovo di Acerra Di Donna con Papa Leone XIV
Il vescovo di Acerra Di Donna con Papa Leone XIV   (@Vatican Media)

Il vescovo: le istituzioni agiscano per la tutela della salute pubblica

Al termine dell’incontro in piazza Calipari, il ringraziamento del vescovo di Acerra Antonio Di Donna per le parole di speranza pronunciate da Leone XIV. Parole che ci dicono “che non tutto è perduto, che il Creatore non ci abbandona, che c’è sempre una via di uscita”. E speriamo che “dopo la sua visita – aggiunge – i riflettori accesi su questa terra non si spengano”. In memoria delle giovani vittime dell’inquinamento e per la popolazione del territorio, il presule ribadisce la necessità di continuare a impegnarsi nella tutela dell’ambiente secondo il ruolo di ciascun attore sociale. Le istituzioni, in primis, devono agire fermamente “per le bonifiche, per la difesa della salute pubblica, per il controllo della qualità dell’aria e dei roghi tossici e per il rilancio dell’agricoltura”, assicurando nei progetti produttivi e nei piani di sviluppo quel “posto privilegiato agli abitanti del luogo”, di cui parla la Laudato si’.

Nuovi stili di vita e denuncia del male

Non secondario è poi l’operato di tutti noi, prosegue il vescovo, nel “prenderci cura della casa comune, ad essere sentinelle del creato, ad educarci a nuovi stili di vita” e, sempre secondo l’Enciclica di Papa Francesco, “a stimolare il potere politico — nazionale, ragionale, comunale — a sviluppare normative, procedure e controlli più rigorosi”. E infine, anche “le Chiese di questo territorio, qui rappresentate dai vescovi delle dodici diocesi”, si impegnano a promuovere la conoscenza della Laudato si’, inserendola nella predicazione e nella catechesi, per educare “i nostri fedeli alla custodia del creato, a collaborare con le istituzioni e, quando sia necessario, a denunciare il male. Mai più ‘Terra dei fuochi’ ma ‘Giardino della Campania e d’Europa’”. Mai più, conclude Di Donna, “accada che questa terra sia raccontata solo per le sue ferite” ma “per la forza della sua gente, la sua laboriosità, per la sua storia e la sua cultura, per la sua capacità di accogliere i migranti e, soprattutto, per la scelta ostinata di restare nonostante tutto”.

 

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

23 maggio 2026, 12:07