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Un'immagine di San Nerses Shnorhali (Il Grazioso) Un'immagine di San Nerses Shnorhali (Il Grazioso) 

Nerses Shnorhali, grande “pioniere dell’ecumenismo” dell’Oriente cristiano

Durante l’udienza di stamattina a Sua Santità Aram I, Leone XIV ha ricordato l’antico Chatolicos della Chiesa armena vissuto nel XII secolo e inserito di recente, come riferito dal Papa, nel Martirologio Romano: un esempio dell’”ecumenismo dei santi”

Vatican News

Un’anima grande e un ingegno versatile e prolifico. Per questo - in particolare per il tratto ispirato, irenico, dei suoi scritti - i suoi contemporanei lo avevano soprannominato il “Grazioso”, ovvero “pieno di grazia”. Di San Nerses, una delle figure più antiche e illustri della Chiesa armena, Papa Leone ha riferito oggi, 18 maggio, del suo inserimento nel Martirologio Romano durante l’udienza a Sua Santità Aram I, Catholicos della Chiesa Apostolica Armena-Sede di Cilicia.



Modello di diplomazia

Il calibro della personalità di questo mistico e teologo dell’oriente cristiano - ma anche poeta e compositore di musica, morto nel 1173 - ha avuto un riconoscimento anche in sede Onu quando l’Unesco nel 2023 lo ha inserito nel calendario degli anniversari di personaggi famosi e di eventi importanti di quell’anno, in occasione dell’850.mo della morte.

Diviene Catholicos nel 1166, e fino alla morte, con il nome di Nerses IV, e come ricordato da Leone XIV la sua azione lo identifica come pioniere nel dialogo tra le Chiese cristiane, con una capacità di apertura ecumenica non disgiunta da una profonda umanità e una sensibilità per il tema della pace, nonostante le controversie del suo tempo, che lo hanno reso nel tempo anche un esempio di diplomazia nella ricomposizione dei conflitti religiosi ed etnici.

La locandina del convegno in Vaticano
La locandina del convegno in Vaticano

Il convegno in Vaticano del 2023

Sempre nel 2023, tra la fine del novembre e l’inizio di dicembre, San Nerses è stato al centro di un convegno internazionale in Vaticano, promosso dal Pontificio Istituto Orientale. Nel presentare l’appuntamento, uno dei curatori, Marco Bais, ne sottolineava aspetti che possono suscitare analogie con due grandi santi occidentali, Francesco d’Assisi e Bernardo di Chiaravalle. Univa, sosteneva Bais, “umiltà e dedizione per i poveri”, mantenute anche una volta giunto al vertice della sua Chiesa, assieme a una “finezza di analisi teologica ad una grande capacità di guida politica della sua Chiesa” simili al celebre monaco francese, suo quasi coetaneo.

Anche le Poste Vaticane, nel settembre 2023, avevano emesso un francobollo celebrativo per ricordare “un originale autore spirituale, versatissimo nella coscienza della dottrina della Sua Chiesa, con una dedizione totale alla passione di Cristo”.

 

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18 maggio 2026, 13:51