Leone XIV pronuncia il suo discorso alla Comunità di Villa Nazareth Leone XIV pronuncia il suo discorso alla Comunità di Villa Nazareth

Leone XIV alla comunità di Villa Nazareth: sia una fucina di pensiero cristiano

Il Papa riceve in Vaticano la realtà formativa fondata 80 anni fa da Domenico Tardini, come segno e strumento di educazione e di pace. Il Pontefice incoraggia i membri a perseverare nell'offerta di sostegno intellettuale, morale ed economico ai giovani che "hanno bisogno di luce e guida, soprattutto per fare unità tra mente e spirito, tra fede, studio, professione e vita". L'attuale presidente, il cardinale Parolin, alla Messa per l'anniversario: vivere una comunione sempre più vera e profonda

Antonella Palermo - Città del Vaticano

Nata ottant'anni fa, all'indomani della Seconda Guerra Mondiale, dall'intuizione del cardinale Domenico Tardini, poi Segretario di Stato, come laboratorio di speranza in quella che all'epoca era una zona di nuova urbanizzazione di Roma, ma con la cupola di San Pietro a vista, Villa Nazareth porta avanti un dialogo necessario tra fede, cultura e carità soprattutto a favore dei giovani più svantaggiati. Oggi, 30 maggio, in tempi mutati ma in cui le nuove generazioni hanno sempre bisogno di essere orientate a crescere dentro relazioni di fratellanza, a suggellare questo peculiare compleanno è stata la celebrazione della Messa presieduta dal cardinale Pietro Parolin, e il seguente incontro con il Pontefice nell'Aula delle Benedizioni del Palazzo Apostolico. Formatori, studenti, associati, ex-allievi, amici, assistenti spirituali si sono ritrovati con il Vescovo di Roma per essere fortificati in una missione quanto mai indispensabile nella contemporaneità che, nel caso di Villa Nazareth, ha portato alla laurea più di 1300 studenti.

LEGGI QUI IL TESTO INTEGRALE DEL DISCORSO DEL PAPA

Per una pace duratura, formare giovani leader nel fare il bene

Leone ricorda nel suo discorso le origini di Villa Nazareth, nata per offrire opportunità formative a chi, "ricco in talenti e buona volontà, mancasse dei mezzi necessari per accedere a un corso di studi". È la vocazione che, nel suo indirizzo di saluto, ha messo in evidenza il cardinale Parolin illustrandone proprio i valori ispiratori, quelli della Dottrina sociale della Chiesa, a cui si sono aggiunti più tardi anche i richiami alla gratuità e a uno stile di vita sobrio, perché era ciò che desiderava il cardinale Achille Silvestrini, guida e maestro di Villa Nazareth nel periodo di passaggio al nuovo millennio, "custode premuroso e interprete moderno del carisma originario", dice di lui il Segretario di Stato Parolin dinanzi al Successore di Pietro. Nell'invitare la comunità a tenere sempre ben presenti le icone evangeliche della Lavanda dei piedi e del Buon samaritano, episodi da cui trarre continuamente ispirazione, il Papa sottolinea la lungimiranza di Tardini:

Il Fondatore aveva capito che, per promuovere una pace duratura, era necessario formare i giovani facendone dei leader nel fare il bene, dando loro strumenti adeguati per vivere i valori del Vangelo in famiglia, nello studio, nello svago e nell’esercizio della professione.

Un focolaio e una fucina di pensiero cristiano

Il Papa cita la sua recente enciclica Magnifica humanitas - «ciò che salva l’umano non è l’autosufficienza potenziata, ma una relazione che libera, una comunione che trasforma» - e insiste sulla necessità di edificare non una ennesima Torre di Babele ma la Città di Dio dove sono l'amore e la fraternità universale a tenerla in piedi.

Alla luce di tutto questo, vorrei però ricordare e incoraggiare un ultimo aspetto del vostro lavoro: l’intento di fare di Villa Nazareth un focolaio e una fucina di pensiero cristiano, in cui il confluire degli sforzi intellettuali, morali ed economici di uomini e donne appartenenti a diverse generazioni e ambienti di vita contribuisca all’approfondimento, alla crescita e alla diffusione di una cultura sempre più illuminata dagli insegnamenti del Vangelo.

Del resto, della sfida a vivere una sempre più autentica e profonda comunione ha parlato proprio il cardinale Parolin, prima dell'udienza, nell'omelia della celebrazione eucaristica. Già assistente degli studenti alla fine degli anni Novanta, il Segretario di Stato ha ribadito infatti, alla vigilia della Solennità della Santissima Trinità, che "Il nostro Dio non è una solitudine isolata ma è una perfetta comunione di vita e di amore tra le persone divine: il Padre, il Figlio, e lo Spirito Santo. La sfida della comunione che deve essere sempre più vera, sempre più profonda, sempre più reale tra noi". 

Il Papa all'incontro con la Comunità di Villa Nazareth
Il Papa all'incontro con la Comunità di Villa Nazareth   (@Vatican Media)

I giovani hanno bisogno di luce e di guida

Il Pontefice passa infine in rassegna quanto hanno detto ai membri di Villa Nazareth i suoi predessori San Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, e ricorda proprio gli insegnamenti a non essere prigionieri dell’orgoglio e della logica di dominio, e impegnarsi sempre in un atteggiaemento di dialogo. Direttrici da percorrere anche in questo nostro tempo:

Sono appelli più che mai validi anche oggi, in un tempo in cui i giovani dispongono di opportunità e di mezzi di conoscenza e di crescita meravigliosi, ma hanno anche tanto bisogno di luce e di guida, soprattutto per fare unità tra mente e spirito, tra fede, studio, professione e vita.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

30 maggio 2026, 17:30