Il Papa ai dipendenti Cei: servire la Chiesa come evangelizzatori, non spettatori
Isabella Piro – Città del Vaticano
Servizio, appartenenza e missione: sono i tre aspetti fondamentali che deve tenere a mente chi opera nella Chiesa. Leone XIV lo ricorda ai dipendenti della Conferenza episcopale italiana (Cei) ricevuti in udienza stamani, 2 maggio, insieme ai loro familiari. Partecipano anche il presidente e il segretario generale della Cei, rispettivamente il cardinale Matteo Zuppi e monsignor Giuseppe Baturi.
LEGGI QUI IL TESTO INTEGRALE DEL DISCORSO DEL PAPA AI DIPENDENTI DELLA CEI
Nell’Aula della Benedizione, gremita da circa ottocento persone, il Papa esprime gratitudine per il “delicato impegno” portato avanti dai presenti nella quotidianità e sottolinea l’importanza di operare con attenzione, pazienza e dedizione, prendendosi cura anche degli ambienti lavorativi.
Sono cose semplici, ma utili al bene di tutti e sono cose grandi davanti a Dio. Nella vita della Chiesa niente è piccolo se fatto con fede, con amore e con questo spirito di comunione
Per un tessuto ecclesiale compatto
Gli uffici della Cei, prosegue il Vescovo di Roma, non sono mere strutture, bensì strumenti che aiutano le Chiese in Italia ad essere in comunione, ad intrecciarsi in un tessuto ecclesiale compatto.
Il vostro è un “servizio al servizio”, un lavoro che sostiene altri lavori, un impegno che rende possibile il contributo di molti, una collaborazione che aiuta le Chiese locali ad annunciare la Buona Novella, a camminare insieme e a essere presenza viva del Signore, in questo Paese e nel mondo
Non mere funzioni, ma partecipazione attiva
Il centro di tale servizio, rimarca Leone XIV, non sono le singole persone, gli uffici o i programmi, bensì il Signore, nel quale “ogni attività trova senso”.
Nella Chiesa servire non è semplicemente svolgere una funzione, ma partecipare attivamente, come membra, alla vita di un corpo il cui capo è il Signore
L’importanza del senso di appartenenza
Di qui deriva l’invito del Pontefice al senso di appartenenza:
La Sposa di Cristo non si può servire da spettatori, ma solo con l’amore di chi sa di appartenerle, in un vincolo di fede e di comunione che è prima di tutto dono di grazia, dono di Dio
Un’epoca di grandi mutamenti
Solo così, infatti, le mansioni quotidiane diventano un modo per “far prendere forma al Vangelo” e promuovere “unità e pace, con pazienza e umiltà”. Infine, Leone XIV volge lo sguardo alla missione, “dimensione fondamentale della vita del popolo di Dio”, soprattutto in un momento storico di grandi mutamenti:
Viviamo in un’epoca di cambiamenti profondi, nella famiglia, nella scuola, nel lavoro, nella comunicazione, nella partecipazione sociale, nella trasmissione della fede, anche in Italia
Il fondamento della missione
Ma la Chiesa, evidenzia ancora il Papa, “esiste per annunciare Cristo, costruendo ponti, instaurando legami, offrendo accoglienza e aiuto a chiunque abbia bisogno di sostegno, di ascolto, d’amore”. Di qui, il mandato affidato ai presenti:
Il Signore ci chiede di non chiuderci in noi stessi e di non avere paura, ma piuttosto di spenderci generosamente perché il Vangelo possa raggiungere e illuminare anche oggi ogni donna e ogni uomo, con le sue fatiche, domande e speranze (cfr. Conc. Vat. II, Cost. past. Gaudium et spes, 1), affinché tutti «siano salvati e giungano alla conoscenza della verità» (1Tm 2,4).
Infine, Leone XIV affida il cammino della Conferenza episcopale italiana e delle Chiese locali ai Santi Francesco d’Assisi e Caterina da Siena, patroni del Paese.
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