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Papa Paolo VI in aereo, il primo Pontefice a prendere questo mezzo di trasporto per un pellegrinaggio apostolico. Papa Paolo VI in aereo, il primo Pontefice a prendere questo mezzo di trasporto per un pellegrinaggio apostolico.

Il viaggio e i Papi, una forma di missione per conoscere ed amare

In occasione del pellegrinaggio di Leone XIV in Africa, dal 13 al 23 aprile, riproponiamo alcune riflessioni dei Pontefici sull’esperienza umana del viaggiare

Amedeo Lomonaco - Città del Vaticano

Il viaggio apostolico di Papa Leone XIV in Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale, dal 13 al 23 aprile, è l’occasione per ripercorrere alcune riflessioni dei Pontefici sul significato dell’esperienza del viaggio.

Ascolta il servizio con le voci dei Papi

Le rotte dei viaggi apostolici

Nel discorso rivolto lo scorso 23 marzo a dirigenti e personale di Ita Airways, Papa Leone XIV si sofferma, in particolare, sulle direttrici che scandiscono i viaggi papali.

I voli papali sono uno dei simboli più eloquenti della missione dei Successori di Pietro nell’epoca contemporanea. In modo particolare, nei suoi viaggi apostolici, il Papa appare a tutti come messaggero di pace: le sue rotte sono ciò che sempre dovrebbero essere, cioè ponti di dialogo, di incontro, di fraternità. Gli aerei dovrebbero essere sempre vettori di pace, mai di guerra! Nessuno dovrebbe aver paura che dal cielo arrivino minacce di morte e di distruzione. Dopo le tragiche esperienze del XX secolo, i bombardamenti aerei avrebbero dovuto essere banditi per sempre! Invece - come sappiamo - ci sono ancora, e lo sviluppo tecnologico, in sé positivo, è messo al servizio della guerra. Questo non è progresso, è regresso!

27 novembre 2025: una istantanea all'inizio del viaggio di Papa Leone XIV in Turchia (Türkiye).
27 novembre 2025: una istantanea all'inizio del viaggio di Papa Leone XIV in Turchia (Türkiye).

I viaggi papali, una forma di missione

Gli aerei sono diventati, a partire dallo scorcio finale del secondo millennio, “le ali del Papa” che permettono al vescovo di Roma di recarsi in varie regioni del mondo e di incontrare popoli e comunità. Papa Francesco nel saluto al personale della Compagnia aerea Ita Airways, il 14 aprile del 2023, ricorda, in particolare, uno storico giorno.

Il 4 gennaio 1964 San Paolo VI saliva a bordo del DC8 dell’Alitalia – quei DC8 che sono “in pensione” adesso – primo Pontefice della storia a prendere l’aereo per un pellegrinaggio apostolico. Papa Montini aveva tanto voluto il viaggio in Terra Santa, breve ma intensissimo. Lo aveva annunciato con entusiasmo e commozione ai Padri conciliari, al termine della seconda sessione del Vaticano II. Quel volo, con partenza da Roma-Fiumicino e arrivo ad Amman, inaugurò i viaggi papali nel mondo: una modalità nuova di svolgere il ministero pastorale del Papa, che ha permesso al Vescovo di Roma di raggiungere tantissime persone che mai avrebbero potuto compiere un pellegrinaggio a Roma. (...) Poi, con San Giovanni Paolo II, che nei suoi 27 anni di pontificato ha compiuto 104 viaggi internazionali, questa forma di missione è diventata parte integrante del pontificato. Così, ha viaggiato il suo successore Benedetto XVI; e così ho continuato a viaggiare anch’io.

Papa Francesco e i giornalisti sul volo verso il Canada (24 luglio 2022).
Papa Francesco e i giornalisti sul volo verso il Canada (24 luglio 2022).

L’Africa, il Continente della speranza

L’imminente viaggio apostolico di Leone XIV in Africa è anche un invito a volgere lo sguardo verso questo Continente attraverso gli occhi dei suoi predecessori. Durante i viaggi in questa regione del mondo Papa Benedetto XVI ha affermato – come ha ricordato lo stesso Pontefice tedesco nel messaggio al Congresso panafricano dei laici cattolici - che “l'Africa è chiamata ad essere il Continente della speranza”.

L'amore alla vita e alla famiglia, il senso della gioia e della condivisione, l’entusiasmo di vivere la fede nel Signore, che ho potuto constatare nei miei viaggi africani, sono ancora impressi nel mio cuore. Non lasciate mai che la cupa mentalità relativista e nichilista che colpisce varie parti del nostro mondo, apra una breccia nella vostra realtà! Accogliete e diffondete con forza rinnovata il messaggio di gioia e di speranza che porta Cristo, messaggio capace di purificare e rafforzare i grandi valori delle vostre culture.

Un momento del viaggio di Papa Benedetto XVI in Angola nel 2009.
Un momento del viaggio di Papa Benedetto XVI in Angola nel 2009.

Viaggiare è una scuola di esperienza umana

La riflessione di Papa Paolo Vi sul significato del viaggio è un invito ad andare oltre le immediate cornici di questa esperienza. In diverse occasioni il viaggiatore “osserva, pensa, studia e sente la poesia dell’umanità” che diventa “lamento, pianto, grido, alleluia, nascergli dentro”. È quanto sottolinea Papa Montini all’Angelus del 29 luglio del 1978 aggiungendo che viaggiare, vedere luoghi e costumi diversi ed esotici è anche “la formula delle vacanze del tempo presente”.

Viaggiare è una scuola di esperienza umana incomparabile ma, a pensarci bene, è scuola che suscita nello spirito altri problemi, i quali restano pesanti in fondo all’animo, se non sono inquadrati e risolti in una visione verticale, globale e sapiente della vita religiosa. Come il contatto, non puramente fisico e edonistico con la natura - altro mezzo e scopo classico per le vacanze, contatto con l’aria libera, il mare, la campagna, la montagna -, deve servire di scala naturale e facile per salire e per esprimersi in preghiera, in cantico delle creature, intonato dal principe delle creature stesse, l’uomo, in inno al Creatore, così il contatto col panorama sociale aperto davanti al viaggiatore deve premere sul suo cuore e scoprire il disegno complesso non solo della civiltà, ma altresì il disegno della redenzione, misterioso, ma incombente che tende a raggiungere ogni uomo che vuole salvarlo.

Papa Paolo VI in Terra Santa nel 1964.
Papa Paolo VI in Terra Santa nel 1964.

Viaggiare è amare

Il viaggio è una fonte di conoscenza. Lo sottolinea Papa Giovanni Paolo I all’udienza generale del 27 settembre 1978, ricordando le parole di un docente di filosofia. La conoscenza si lega all’apprendimento, all’esperienza. Conoscere, ad esempio il campanile di San Marco, significa secondo quel professore “che esso è entrato in qualche modo nella mente: fisicamente è rimasto dov'era, ma nell’ intimo esso ha impresso quasi un suo ritratto intellettuale”. Cosa significa invece amare il campanile di San Marco? “Significa - spiega Papa Luciani ricordando le parole del docente - che quel ritratto, da dentro, ti spinge e ti inclina, quasi ti porta, ti fa andare con l'animo verso il campanile ch'è fuori”.

Amare significa viaggiare, correre con il cuore verso l'oggetto amato. Dice l'imitazione di Cristo: chi ama «currit, volat, laetatur», corre, vola e gode. Amare Dio è dunque un viaggiare col cuore verso Dio. Viaggio bellissimo. Ragazzo, mi estasiavo nei viaggi descritti da Giulio Verne («Ventimila leghe sotto i mari», «Dalla terra alla luna», «Il giro del mondo in ottanta giorni», ecc.). Ma i viaggi dell'amore a Dio sono molto più interessanti. Li si legge nella vita dei Santi. S. Vincenzo de' Paoli, di cui celebriamo oggi la festa, per esempio, è un gigante della carità. (...) S. Pietro Claver, consacrandosi tutto a Dio, firmava: Pietro, schiavo dei negri per sempre. Il viaggio porta anche dei sacrifici, ma questi non devono fermarci.

Il viaggio della vita

L’uomo è anche in viaggio nel cammino della vita. In questa centrale prospettiva si collocano le parole pronunciate da Papa Giovanni Paolo II l’8 novembre del 1979, in occasione della XXI Giornata del ferroviere.

Il continuo viaggiare non è forse immagine di un altro viaggio, che tutti ci accomuna? Non è forse la vita di ogni uomo sulla terra una linea, un percorso, una traiettoria, compresa tra un punto di partenza e un punto di arrivo? Sì, ciascuno di noi è un viaggiatore secondo una nota immagine; e la cosa importante – come anche rammenta il nome della principale Stazione di Roma – è pervenire felicemente al “termine” della nostra corsa, conservando, secondo le parole di San Paolo, la fede per essa, pronti a ricevere la ricompensa dal Signore (cf. 2Tm 4,7-8).

E nel nostro viaggiare lungo i sentieri della vita, sottolinea infine Papa Wojtyła, è motivo di vero conforto tener presente ciò che il Salmo Responsoriale ci fa recitare: “Il Signore è mia luce e mia salvezza, di chi avrò paura? Il Signore è difesa della mia vita, di chi avrò timore?”

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12 aprile 2026, 09:00