Via Crucis, il Papa al Colosseo: camminiamo sulle orme di Cristo

Leone XIV presiede la celebrazione del Venerdì Santo portando la croce per tutte le 14 stazioni. Nelle meditazioni scritte da padre Francesco Patton il richiamo alla realtà odierna, dove spesso si abusa del proprio potere e si calpesta la dignità umana. I Vangeli della Passione accompagnati da testi di san Francesco d’Assisi. Con una preghiera del Poverello l'invito del Pontefice a seguire, vivificati dallo Spirito santo, i passi di Gesù verso la Croce

Tiziana Campisi – Città del Vaticano

San Francesco ci invita a vivere la nostra vita come un cammino di progressivo coinvolgimento nella relazione di amore che unisce il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.

È la Preghiera Omnipotens che Leone XIV eleva al cielo nella notte del Venerdì Santo, il 3 aprile, al termine della Via Crucis presieduta al Colosseo, a Roma. Quella composta da san Francesco d’Assisi per chiudere la “Lettera a tutto l’Ordine” e che esorta a conformarsi a Cristo. Il Papa prega perché gli uomini conformino la propria volontà a quella di Dio imitando Gesù, per giungere, attraverso la sua grazia, all’incontro con Lui che vive e regna “nella Trinità perfetta e nell’Unità”.

Onnipotente, eterno, giusto e misericordioso Iddio, concedi a noi miseri di fare, per tuo amore, ciò che sappiamo che tu vuoi, e di volere sempre ciò che a te piace, affinché, interiormente purificati, interiormente illuminati e accesi dal fuoco dello Spirito Santo, possiamo seguire le orme del tuo Figlio diletto, il Signore nostro Gesù Cristo.

Il Colle del Palatino, di fronte al Colosseo
Il Colle del Palatino, di fronte al Colosseo   (@Vatican Media)

La 14 stazioni con il Papa

Un momento di forte raccoglimento, quello intorno all’anfiteatro Flavio, con 30mila fedeli radunati: genitori con i loro figli, ragazzi e ragazze, sacerdoti e suore, religiosi e religiose, pellegrini di diversa provenienza che assiepano gli spazi delimitati e appositamente predisposti. Le fiaccole, piccole e suggestive luci nel buio mite, tenute tra le mani insieme ai libretti con le meditazioni scritte da padre Francesco Patton, frate minore e già custode di Terra Santa, che nella strada percorsa da Gesù verso il Golgota intravede il mondo di oggi. Il Pontefice, affiancato da due giovani portatori di torce, sorregge la croce per tutte le 14 stazioni, cinque all’interno e nove all’esterno dell’antica arena illuminata da fari e ceri. Per dare "un segno importante", ha dichiarato martedì scorso ai giornalisti lasciando Castel Gandolfo, come "leader spirituale oggi nel mondo", "per dire che Cristo ancora soffre" e per portare le "sofferenze" dell'umanità nelle sue "preghiere”.

La realtà attuale nella Via Dolorosa

A leggere i Vangeli della Passione, i testi di san Francesco che li accompagnano per ricordare gli 800 anni dalla morte, i commenti e le preghiere si alternano Vittoria Belvedere, Giusy Buscemi, Barbara Capponi e Orazio Coclite. “Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi. Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum”, canta il coro della Cappella Sistina, diretto da monsignor Marcos Pavan, dopo l’annuncio di ogni stazione dove emerge la realtà attuale, fonte di ispirazione del francescano che riflette sulla concezione distorta del potere e sull’abuso del potere, mette a confronto l’autorità degli uomini e la forza dell’amore di Gesù, ricorda il dolore di chi soffre a causa della guerra e quello delle madri, in particolare, e vede nel Cireneo il volto di tanti volontari e operatori umanitari e della comunicazione che rischiano la vita per prendersi cura di qualcuno o per far conoscere la verità. Al canto di adorazione a Cristo si associa anche il Pontefice ogni volta che viene enunciato quanto ha patito Gesù. Assorto e a tratti con lo sguardo rivolto alla croce tenuta ferma e sicura tra le mani strette al legno, procede lentamente. Appena fuori dal Colosseo, non lo distraggono i bagliori delle migliaia di telefoni che si levano a fotografarlo. 

Il Papa mentre porta la croce all'interno del Colosseo
Il Papa mentre porta la croce all'interno del Colosseo   (@Vatican Media)

La benedizione di San Francesco

Nel silenzio orante che conduce al Sabato Santo, giorno del Triduo Pasquale in cui tutto tace, la processione guidata per la prima volta da Papa Leone XIV, cui seguono il maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie monsignor Diego Ravelli, il cardinale Baldo Reina, vicario generale del Papa per la diocesi di Roma, il vicegerente e vescovo ausiliare per il Settore Centro monsignor Renato Tarantelli Baccari e gli altri vescovi ausiliari di Roma, riporta indietro nel tempo, al culmine della Passione di Cristo. Padre Patton l’ha pensata per aiutare i credenti a camminare sulle orme di Gesù e i non credenti a scoprire che a Gesù stanno a cuore tutti e che in Lui può trovare speranza e ragione di vita anche chi l’ha perduta. E sul Colle Palatino, dove si conclude la Via Dolorosa, è la benedizione biblica usata da san Francesco che il Pontefice imparte alla folla invocando Dio.

Faccia risplendere per voi il suo volto e vi faccia grazia. Rivolga a voi il suo volto e vi conceda la sua pace.

Esplode un applauso quando il Papa termina di parlare, ma non viene meno il clima di preghiera che ha unito tutti i presenti. Viene eseguito il canto Crux fidelis, lo intona anche Leone XIV. Poco dopo, salutati il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il cardinale Reina e i vescovi ausiliari della diocesi di Roma, l'avvio in auto per fare rientro in Vaticano.

Guarda il video integrale della Via Crucis al Colosseo presieduta da Papa Leone XIV

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03 aprile 2026, 22:38