Il Papa: perseverare nella carità e nella vicinanza ai cristiani del Medio Oriente
Benedetta Capelli – Città del Vaticano
Sono parole di gratitudine e di ringraziamento, pronunciate in inglese, quelle che Papa Leone XIV rivolge nell’udienza di oggi, 30 aprile, in Vaticano ai membri della fondazione di Weltkirche-Weltmission, “un’istituzione – afferma il Pontefice - conosciuta come Ufficio diocesano per la Chiesa universale e il dialogo” e nata 50 anni fa nell’arcidiocesi tedesca di Colonia. Fa cenno, a braccio, anche alla sua esperienza in Perù.
Vorrei aggiungere che, quando ero vescovo in Perù, a Chiclayo, anche l’arcidiocesi di Colonia ha sostenuto con grande impegno diverse iniziative, tra cui l’acquisto di apparecchi per la produzione di ossigeno che hanno salvato la vita a molte persone. E ancora oggi la gente è grata per quel sostegno.
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Il pensiero al Medio Oriente
Un impegno nel segno della carità, della solidarietà, dell’assistenza materiale, dell’aiuto ai cristiani costretti a scappare a causa della guerra facendosi così “testimoni del Vangelo di pace”. Nel cuore di Leone c’è anche un’intenzione particolare.
Vi chiedo di continuare a sostenere la presenza di cristiani in Medio Oriente, al fine di assicurare che quelle venerabili tradizioni delle Chiese Orientali siano preservate, salvaguardate e più largamente conosciute.
Il dialogo apre cammini di pace
Nel discorso ai presenti, il Pontefice rimarca l’importanza del dialogo, perché la Chiesa non si impone ma dà testimonianza di verità. Un dialogo che “rafforza la comunione, apre cammini di comprensione e serve la causa della pace. In questo modo, Cristo attira a sé tutte le cose e fa della Chiesa un segno di unità e di speranza per il mondo”.
Identità nel dialogo
Elementi che il Papa vede radicati nella storia dell’arcidiocesi di Köln, ripercorrendone infatti i momenti più importanti, nel segno dell’incontro, dello scambio reciproco e del dialogo tra popoli e culture, cita il partenariato con l’arcidiocesi di Tokyo, il primo del suo genere in Germania sottoscritto nel 1954. Ricorda che questa è stata una diocesi pioniera anche nelle iniziative assistenziali come Misereor e Adveniat, gettando in tal modo le basi per l’istituzione di Weltkirche-Welmission nel 1976.
Questa visione della Chiesa come autenticamente universale – chiamata alla solidarietà oltre i confini dell’Europa e sostenuta attraverso una cultura di dialogo – rimane al centro stesso dell’identità della vostra organizzazione.
Universalità della Chiesa
Forgiando in questo modo la propria identità, naturalmente l’arcidiocesi di Colonia è diventata – spiega il Papa - un membro fondatore della Riunione delle Opere di Aiuto alle Chiese Orientali (ROACO), dando aiuto e assistenza alle regioni colpite da carestia, inondazioni, guerra e altre crisi. Sono oltre cento poi i Paesi nei quali l’arcidiocesi mantiene relazioni di supporto con altre chiese con una particolare attenzione per il Medio Oriente e le Chiese Orientali. Vengono offerte anche borse di studio per la formazione sacerdotale e assistenza ai sacerdoti anziani.
Attraverso il vostro generoso servizio la dimensione universale della Chiesa è resa visibile e concreta, favorendo la solidarietà, rafforzando vincoli di unità e dando testimonianza del Vangelo di pace in un mondo molto spesso caratterizzato da divisione e sofferenza. Questa testimonianza oggi è più che mai necessaria.
Una missione di carità
“Molti nostri fratelli e sorelle cristiani – prosegue Papa Leone - sono stati costretti a lasciare il loro Paese a causa di guerra, violenza e povertà, e molti dipendono direttamente dal vostro impegno e dalla vostra gentilezza per la loro sopravvivenza”.
Vi incoraggio a perseverare in questa missione di carità, di modo che essi possano continuare a sentire la vicinanza della Chiesa universale.
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