Nell’ospedale psichiatrico di Malabo, segno di prossimità ai più fragili
Francesca Sabatinelli – Inviata a Malabo
La speranza è che la salute mentale e le malattie psichiatriche possano ottenere l’attenzione che necessitano, in quanto aspetto basilare della vita umana. Bechir Ben Hadj Ali e Engracia Asangono Nchuchuma, rispettivamente direttore generale e vicedirettrice dell’ospedale psichiatrico Jean Pierre Olié di Malabo, aspettano il Papa che oggi, al suo primo giorno in Guinea Equatoriale, visiterà la struttura. “Sarà un grande onore per tutti – spiegano – non solo per i medici, ma anche per i pazienti” che, da oltre due settimane, vengono preparati all’incontro attraverso un percorso spirituale e celebrazioni eucaristiche.
Combattere il pregiudizio
Con i suoi 125 pazienti, di cui le donne sono soltanto 25, l’ospedale, è nato nel 2014 per volere della First Lady, Constancia Mangue de Obiang che, con la sua Fondazione, ha creato la casa di cura dedicata al famoso psichiatra francese, scomparso nel 2023, il cui sostegno si è reso fondamentale per la creazione della struttura. Un ospedale voluto per colmare il vuoto, allora esistente, nell’ambito della cura delle patologie mentali e anche per garantire ai pazienti un trattamento dignitoso, per combattere pregiudizio e discriminazione che conducevano all’emarginazione dei malati. Nel tempo sono nati diversi padiglioni, arrivando ad un totale di sei che ospitano i vari servizi.
La visita del Papa
I pazienti, di diverse fasce di età, presentano patologie legate a diversi fattori, che possono essere genetici, legati all’abuso di sostanze, ma anche ambientali, laddove la drammatica situazione di povertà gioca un ruolo fondamentale. “Il fatto che Leone XIV venga da noi – spiega il professore – è un gesto enorme per la salute mentale. Da sempre l'Organizzazione Mondiale della Sanità, e tutti lo sanno, sostiene che la salute mentale sia un aspetto fondamentale della salute in generale. L’Oms afferma infatti che non c'è salute senza salute mentale”. Nel mondo e in Africa, aggiunge, “viene sempre riservato un ruolo secondario ai malati mentali, il che non è normale. La visita del Papa qui è un segnale molto forte, che trasmetterà un messaggio importante alla Guinea e al mondo tutto”. Il Pontefice, al Jean Pierre Olié di Malabo, sottolinea Engracia Asangono Nchuchuma, “aiuterà a vedere le persone con disturbi mentali non come individui da isolare, bensì come persone da integrare nelle diverse comunità”.
Necessaria l’attenzione
La salute mentale non è questione che riguarda solo gli operatori sanitari, conclude il direttore, ma interroga tutti, compreso il mondo politico, in Guinea come altrove. L’arrivo di Leone XIV sarà uno stimolo, è la speranza dello staff medico, affinché nelle agende degli Stati diventi priorità, ricevendo tutta l’attenzione necessaria.
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