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Suor Pascale Nicolas con i pazienti del lebbrosario Suor Pascale Nicolas con i pazienti del lebbrosario

Douala, la missionaria: il Camerun dovrà riflettere sul messaggio del Papa

Suor Pascale Nicolas, carmelitana belga, è impegnata nel lebbrosario nei pressi della capitale economica del Paese. Presente alla messa al Japoma Stadium, la suora indica il conforto e l'incoraggiamento che le parole di Leone XIV sono state per tutti coloro che sono emarginati per malattie e povertà. Il dolore per i giovani: “Hanno bisogno di modelli di riferimento, non si presta abbastanza attenzione a loro, che sono affamati e che affamati rimangono”

Francesca Sabatinelli e Jean-Paul Kamba SJ – inviati a Yaoundé

Dal Papa, il Camerun si aspettava un messaggio “coraggioso e profetico”, ma ciò che ha detto ha superato le aspettative, “con i suoi richiami chiari, pieni di verità, giustizia ed equità”. Suor Pascale Nicolas, le parole di Leone XIV le ha udite alla messa al Japoma Stadium a Douala, “parole coraggiose”, le definisce la suora carmelitana, belga di origine, in missione da 11 anni in Camerun, impegnata nel lebbrosario di Dibamba e nel centro ortoprotesico “P. Francisco Palau” a Yassa-Mbanga-Bakoko. La messa del Papa, racconta, “è stata una grande gioia, un momento storico, abbiamo tutti un immenso senso di gratitudine e riconoscenza verso il Signore per averlo potuto vivere e io per essermi potuta unire alle preghiere del popolo, di tutti i fedeli, per la nostra Chiesa, per il nostro mondo, per il nostro Paese, che ne ha tanto bisogno”.

Suor Pascale Nicolas
Suor Pascale Nicolas

Alleviare le sofferenze

Suor Nicolas lotta ogni giorno per la sopravvivenza dei più poveri, dei malati, di tutti coloro “padri madri, giovani” che combattono per la vita. “La loro grande sofferenza è la nostra, accompagnarli significa vedere cosa si può fare giorno dopo giorno per alleviarla, cercando insieme soluzioni per superarla”. Una sfida enorme, che non sempre si vince, ma che si affronta senza sosta, cercando sempre di “trasmettere la speranza, di essere testimoni viventi della presenza di Gesù in mezzo a coloro che sono spesso emarginati rifiutati per la loro povertà, per la loro situazione precaria”. Ma anche i tempi più difficili possono migliorare, in attesa dei quali si continua a “sostenere, confortare e aiutare le persone a rialzarsi”. Umanizzare il mondo e elevarlo: è il grande compito che le missionarie come suor Pascale si sono assegnate.

Suor Pascale Nicolas
Suor Pascale Nicolas

L’impegno del lebbrosario

La religiosa lavora come protesista al centro Francisco Palau, gestito, così come il lebbrosario, dalla sua comunità, che accoglie sia i malati di lebbra, sia chi ne è guarito, fornisce ricoveri ai pazienti affetti da tubercolosi multiresistente, e  a coloro che presentano ferite. “Funzioniamo come un centro sanitario con una forte componente sociale”, indica la suora, il cui impegno è anche al fianco di tanti giovani, che oppressi dalla disperazione cercano costantemente di lasciare il Paese, nella maggior parte dei casi con esito fatale. “È una questione molto complessa e dolorosa – spiega – abbiamo già perso molti giovani, uno di loro non si fa sentire da gennaio (al momento dell’intervista non era noto che il ragazzo è stato ritrovato morto in Algeria ndr). Il problema è la disperazione, dobbiamo unire i giovani tra loro, creare forti legami di solidarietà e offrire loro una guida, perché soffrono una terribile mancanza di sostegno, mentre hanno sete di un senso, di uno scopo, hanno bisogno di guide, di modelli di riferimento, non si presta abbastanza attenzione a loro, che sono affamati e che affamati rimangono”. Tutto questo fa sì che i ragazzi non credano più che possa esistere un futuro migliore in questo paese, scegliendo, pur conoscendo i rischi di un viaggio, di sfidare persino la morte. “Nonostante i nostri sforzi per sensibilizzarli – racconta ancora la missionaria – preferiscono morire piuttosto che vivere in quella situazione, c’è una disperazione fortissima, davvero profonda”.

Suor Pascale Nicolas
Suor Pascale Nicolas

Il messaggio del Papa

La speranza è che nel tempo si rilegga e approfondisca il messaggio che il Papa ha lasciato al Camerun, per riflettere, la comunità nel suo insieme, su ciò che si potrà fare, seppur con risorse limitate, ma che una volta unite, assieme ai doni e ai talenti che ciascuno possiede, possono fare la differenza. “Possiamo farcela – conclude suor Pascale – c’è una via e il Papa ci sta offrendo un messaggio di speranza e di responsabilità”.

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18 aprile 2026, 11:05