Iran, il Papa: la tregua segno di viva speranza, solo con il dialogo può finire la guerra
Salvatore Cernuzio - Città del Vaticano
Esprime “soddisfazione”, Papa Leone XIV, al termine dell’udienza generale, per l’annuncio di ieri (notte in Italia) del presidente statunitense Donald Trump di estendere a due settimane la scadenza dell’ultimatum per l’Iran. Questo dopo che nelle ore precedenti aveva preavvisato su un’azione irreversibile contro la Repubblica Islamica capace di “cancellare” un’intera civiltà. Parole che avevano tenuto il mondo con il fiato sospeso e allarmato lo stesso Leone XIV che, ieri sera, fuori dalla sua residenza di Castel Gandolfo, parlava di “minacca inaccettabile”. Nella stessa occasione il Papa esortava tutti a pregare e a cercare di comunicare con i membri del Congresso e le autorità per dire “non vogliamo la guerra, vogliamo la pace”.
Dialogo e negoziato
Ecco, questa pace - che ancora sembra un miraggio - con l’annuncio della tregua (dalla quale rimane escluso il Libano) sembra fare un timido passo in avanti, mentre ancora è in via di definizione un accordo a lungo termine tra Usa e Iran, tenendo conto delle diverse condizioni per lo Stretto di Hormuz. Leone XIV accoglie intanto “con soddisfazione” le due settimane di cessate il fuoco, che giungono dopo “le ultime ore di grande tensione per il Medio Oriente e per tutto il mondo”. Sono “un segno di viva speranza”, afferma il Pontefice davanti alle migliaia pellegrini riuniti in una Piazza San Pietro gremita e assolata.
L'invito alla Veglia di pace dell'11 aprile
L’auspicio del Papa è dunque di far funzionare un meccanismo – quello del dialogo, appunto, da sempre invocato – che possa far da modello anche per le altre guerre che lacerano il mondo. Leone torna infine a invitare i fedeli e non solo alla Veglia di preghiera per la pace, ovvero l’evento annunciato la domenica di Pasqua dalla Loggia delle Benedizioni durante l’Urbi et Orbi. Un appuntamento che – sulla scia dei tanti altri simili convocati negli anni da Papa Francesco - segue quello dell’11 ottobre 2025, quando il Pontefice statunitense aveva voluto presiedere un momento di orazione e raccoglimento in Piazza San Pietro per implorare la pace per il mondo.
Rinnovo a tutti l’invito a unirsi a me alla veglia di preghiera per la pace che celebreremo qui nella Basilica di San Pietro sabato 11 aprile
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