Il Papa: la Guinea Equatoriale ha fame di futuro, di frutti di pace e di fraternità

Nell’omelia della Messa, presieduta nella cattedrale dell’Immacolata Concezione di Mongomo, in Guinea Equatoriale, il Papa invita “tutti i battezzati” ad impegnarsi per superare le “disuguaglianze tra privilegiati e svantaggiati”, in un Paese benedetto da tante ricchezze naturali. Poi esorta a tutelare la dignità dei più fragili: i poveri, le “famiglie in difficoltà”, i carcerati che vivono in “condizioni igieniche e sanitarie preoccupanti”

Daniele Piccini – Città del Vaticano

Contribuire alla costruzione attiva di un “futuro che sia abitato dalla speranza”, che generi “una nuova giustizia” e dia frutti “di pace e di fraternità”. È l’incoraggiamento che Leone XIV rivolge ai cristiani della Guinea Equatoriale, presiedendo questa mattina, 22 aprile, la Messa nella cattedrale dell’Immacolata Concezione nella città di Mongomo. Il "pellegrino di pace", al decimo giorno del suo viaggio apostolico in Africa, giunge presso il sagrato della basilica in papamobile e viene accolto da migliaia di fedeli che sventolano bandiere con i colori dello Stato Città del Vaticano: un bianco e un giallo rafforzati dai fumogeni "da stadio" dello stesso colore. 

L'accoglienza di Papa Leone XIV che giunge in papamobile alla cattedrale dell'Immacolata Concezione.
L'accoglienza di Papa Leone XIV che giunge in papamobile alla cattedrale dell'Immacolata Concezione.   (@Vatican Media)

Le ricchezze naturali, una benedizione da condividere

Nell’omelia in spagnolo, nel mercoledì della terza settimana di Pasqua, il Pontefice spiega che annunciare il Vangelo può costare a volte il prezzo della persecuzione, come ricorda la lettura dagli Atti degli Apostoli, proclamata in lingua spagnola. Ma il Vangelo di Giovanni, sottolinea Papa Leone sotto le volte in stile neogotico della cattedrale di Mongomo, ricorda che Cristo “non ci farà mancare i segni della sua presenza”, saziando la nostra fame con il pane della vita. Una fame che guarda ad un domani pieno di interrogativi.

C’è fame di futuro, ma di un futuro che sia abitato dalla speranza, che possa generare una nuova giustizia, che possa portare frutti di pace e di fraternità. E non si tratta di un futuro ignoto, che dobbiamo attendere in modo passivo, ma di un avvenire che proprio noi, con la grazia di Dio, siamo chiamati a costruire.

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“L’opera di evangelizzazione”, “diventare apostoli di carità e testimoni di una nuova umanità”, è una missione che deve coinvolgere tutti i battezzati.

Si tratta di prendere parte, con la luce e la forza del Vangelo, allo sviluppo integrale di questa terra, al suo rinnovamento, alla sua trasformazione. Tante sono le ricchezze naturali di cui il Creatore vi ha dotato: vi esorto a cooperare affinché possano essere una benedizione per tutti.

Papa Leone XIV giunge sul sagrato della cattedrale.
Papa Leone XIV giunge sul sagrato della cattedrale.   (@Vatican Media)

Essere missionari del bene comune

Il Papa ringrazia Dio per i “170 anni di evangelizzazione” del Paese ed esprime la sua gratitudine “ai tanti missionari, missionarie, sacerdoti diocesani, catechisti e fedeli laici che hanno speso la loro vita al servizio del Vangelo”. Una volta ricevuto l’annuncio, gli Africani sono diventati “missionari” a sé stessi, come ribadisce il Vescovo di Roma citando le parole profetiche di Papa Paolo VI, pronunciate nel 1969 nell’Omelia a conclusione del Simposio dei Vescovi in Africa.

Siete chiamati a continuare oggi sulla strada tracciata dai missionari, dai pastori e dai laici che vi hanno preceduto. A tutti e a ciascuno è richiesto un impegno personale che coinvolge la vita totalmente, perché la fede, celebrata in modo così festoso nelle vostre comunità e nelle vostre liturgie, nutra le vostre attività caritative e la responsabilità nei confronti del prossimo, per la promozione del bene di tutti.

Fedeli festanti accolgono il Vescovo di Roma davanti al sagrato della cattedrale di Mongomo.
Fedeli festanti accolgono il Vescovo di Roma davanti al sagrato della cattedrale di Mongomo.   (@Vatican Media)

Salvaguardare la dignità di poveri, famiglie fragili e carcerati

Leone XIV esprime l’auspicio che il popolo della Guinea Equatoriale, “secondo le diverse responsabilità”, operi “al servizio del bene comune e non degli interessi particolari, superando le disuguaglianze tra privilegiati e svantaggiati”, in un Paese ricco di giacimenti di petrolio e gas naturale. Incoraggia a creare “spazi di libertà” salvaguardando la dignità umana, soprattutto dei più fragili: i poveri, le famiglie in difficoltà, i carcerati, “spesso costretti a vivere in condizioni igieniche e sanitarie preoccupanti”.

Al termine dell’omelia, il Papa invita i cristiani della Guinea Equatoriale a “continuare l’opera che i missionari hanno iniziato 170 anni fa”, costruendo un “futuro di speranza, di pace e di riconciliazione”.

Leone XIV legge l'omelia in lingua spagnola.
Leone XIV legge l'omelia in lingua spagnola.   (@Vatican Media)

Un impegno della Chiesa nella società che anche la preghiera dei fedeli supporta, chiedendo che “i religiosi e le religiose che testimoniano il Vangelo, siano sostenuti nel loro impegno per il servizio negli ospedali, nelle scuole e nelle carceri”. A Dio viene elevata anche l’implorazione che, quanti esercitano il ministero di catechisti, “facciano crescere il regno di Dio e la sua giustizia”. L’assemblea invoca infine che i capi di governo “abbiano il coraggio di operare sempre per la pace, per la crescita e lo sviluppo della ‘città degli uomini’”.

La benedizione della prima pietra della nuova cattedrale della Città della Speranza.
La benedizione della prima pietra della nuova cattedrale della Città della Speranza.   (@Vatican Media)

La benedizione della prima pietra di una nuova cattedrale

Giungendo in cattedrale, il Pontefice ha benedetto, con un breve discorso a braccio in lingua spagnola, la prima pietra per la costruzione di una nuova cattedrale. 

È un giorno benedetto dal Signore. Ora, in questo momento, alla presenza di tutti voi, desideriamo chiedere la benedizione su ciascuno di voi e sulle vostre famiglie; lo faremo durante la celebrazione della Santa Messa, ma in questo momento desideriamo chiedere la benedizione del Signore su questa prima pietra, qui portata, che sarà utilizzata per iniziare la costruzione della futura cattedrale della Città della Pace. 

L'abside della cattedrale neogotica dell'Immacolata Concezione di Mongomo.
L'abside della cattedrale neogotica dell'Immacolata Concezione di Mongomo.   (@Vatican Media)

Il contributo della Chiesa allo sviluppo integrale del Paese

Nel suo discorso di ringraziamento al termine della Messa, il vescovo di Mongomo e presidente della Conferenza episcopale della Guinea Equatoriale, monsignor Juan Domingo-Beka Esono Ayang, conferma che il cammino dello sviluppo integrale, indicato dal Papa nella sua omelia, è quello che con convinzione la Chiesa locale ha intrapreso. “La missione della Chiesa in queste terre – dice il presule prima di donare al Papa un crocifisso di legno e ricevere in cambio il calice appena utilizzato per l’Eucaristia - non si è limitata a dare origine e diffondere l’evangelizzazione in Guinea Equatoriale, ma ha anche lavorato intensamente e costantemente alla sua formazione culturale, morale e spirituale, attraverso la creazione di scuole, l’assistenza sanitaria ai malati e l’aiuto caritativo ai più bisognosi”.

Il vescovo assicura infine che, nel solco della costituzione pastorale Gaudium et spes, la Chiesa accompagna il suo popolo condividendone fatiche ed aspettative. “Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini e delle donne del nostro popolo, soprattutto dei poveri e di quanti soffrono, sono pure – conclude il vescovo Mongomo - le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce della Chiesa di Cristo che cammina in Guinea Equatoriale”.

Dopo la Messa nella cattedrale dell'Immacolata Concezione, il Papa ha inaugurato la "Scuola tecnologica Papa Francesco".
Dopo la Messa nella cattedrale dell'Immacolata Concezione, il Papa ha inaugurato la "Scuola tecnologica Papa Francesco".   (@Vatican Media)

La tecnologia al servizio della pace

Dopo la celebrazione, il Papa ha visitato la Escuela Tecnologica Papa Francesco, struttura didattica di Mongomo intitolata al Pontefice argentino, a pochi metri dalla Basilica. Leone XIV l'ha inaugurata e ha svelato una placca commemorativa situata all’ingresso. "Questa scuola tecnologica è stata un’intuizione del presidente della Repubblica che, a sua volta, si è ispirato all’idea di Papa Francesco, di beata memoria, affinché anche la tecnologia sia al servizio dell'educazione, del dialogo e della pace", ha detto il vescovo Juan Domingo-Beka Esono Ayang presentando la Escuela a Leone XIV che ha benedetto la struttura e visitato i locali. Al termine il Papa si è trasferito nella Casa arcivescovile dove ha trascorso il pranzo.

Guarda il video integrale della Messa nella cattedrale di Mongomo.

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22 aprile 2026, 12:16