Leone XIV: Cristo rinnova la storia di chi è sfruttato e privato del pane

Nell’omelia della Messa nella spianata di Saurimo, in Angola, il Papa commenta il brano dal Vangelo di Giovanni sulla distribuzione abbondante del “pane della vita” e denuncia l’”ingiustizia” dei prepotenti che fa diventare il cibo di tutti, un “possesso di pochi”: “Ogni forma di oppressione, violenza, sfruttamento e menzogna nega la risurrezione”

Daniele Piccini – Città del Vaticano

"Pellegrino di speranza, riconciliazione e pace" in Angola, Leone XIV ribadisce, forte del messaggio del Vangelo, che Cristo è in grado di riscrivere la storia. Quella di un Paese ricco di risorse naturali, tra i primi produttori di petrolio in Africa e con enormi riserve di diamanti, ma corroso dalle disuguaglianze che condannano alla povertà una larga parte della popolazione. 

Il Pontefice giunge nella spianata di Saurimo in papamobile, dopo aver visitato una Casa di accoglienza per anziani e la cattedrale di Nostra Signora dell’Assunzione. Viene accolto calorosamente dai fedeli festanti che lo salutano, mentre si proteggono con gli ombrelli dal sole caldo della giornata. In processione con i vescovi, raggiunge la tensostruttura dove, questa mattina 20 aprile, presiederà la Messa. Sul frontone della tenda compare la scritta in portoghese "Benvenuto a Lunda-Sud". È l'ottavo giorno del suo viaggio apostolico in Africa, il terzo in Angola. 

L'arrivo di Leone nella spianata di Saurimo.
L'arrivo di Leone nella spianata di Saurimo.   (@Vatican Media)

Il Vangelo secondo Giovanni, del terzo lunedì di Pasqua, proclamato in lingua portoghese davanti a circa 40 mila fedeli - 20 mila erano radunati nelle zone limitrofe -  racconta di Gesù che parla con le persone che ha sfamato, il giorno dopo aver distribuito il “pane della vita” a tutti quelli lo avvicinavano per chiedergli da mangiare. Molti lo cercano ancora, per interesse, proprio perché il giorno prima hanno mangiato quel pane e se ne sono saziati. Oppure perché hanno bisogno di “un leader da riverire per tornaconto” più che di “un maestro cui volere bene”. “Il racconto evangelico – spiega il Papa nell’omelia della Messa che presiede nella spianata di Saurimo – ci fa dunque capire che esistono motivi sbagliati per cercare Cristo”. 

LEGGI L'OMELIA INTEGRALE DI PAPA LEONE XIV

Il Papa nella messa celebrata a Saurimo
Il Papa nella messa celebrata a Saurimo   (@Vatican Media)

Cristo ascolta il grido dei popoli

Leone XIV spiega quanto la logica del mondo, votata al “consumo di oggetti”, sia differente da quella, generosa e piena di amore, che Cristo riserba per noi: “Ci educa al modo giusto di cercare il pane della vita”.

Oggi vediamo, infatti, che molti desideri della gente sono frustrati dai violenti, sfruttati dai prepotenti e ingannati dalla ricchezza. Quando l’ingiustizia corrompe i cuori, il pane di tutti diventa possesso di pochi. Davanti a questi mali, Cristo ascolta il grido dei popoli e rinnova la nostra storia: da ogni caduta ci rialza, in ogni sofferenza ci conforta, nella missione ci incoraggia.

La tenso-struttura per la celebrazione della Messa
La tenso-struttura per la celebrazione della Messa   (@Vatican Media)

Fratellanza e perdono tra gli sfollati della guerra civile

Gesù “toglie la morte, dalla nostra storia, che il risorto apre con la forza del suo Spirito”, è vivo ed è il nostro Redentore. Una buona novella che ci stringe tutti in una comunione di fratellanza.

Questo è il Vangelo che condividiamo, rendendo fratelli tutti i popoli della terra. Questo è l’annuncio che trasforma il peccato in perdono. Questa è la fede che salva la vita!

Le parole “fratellanza” e “perdono” sono un balsamo per le ferite della popolazione di Saurimo, la capitale della provincia angolana di Lunda Sud, dove sono arrivati negli anni migliaia di sfollati interni alla ricerca di un riparo dagli orrori della guerra civile. Molti nel 2002, al termine del conflitto, sono tornati nei luoghi di origine, molti altri invece sono rimasti a Saurimo contribuendo all’impennata demografica della “città dei diamanti”. Per il Papa qualsiasi dinamica che ostacoli questa fraternità, creata dal Redentore, è opposta a quella della Resurrezione.

Ogni forma di oppressione, violenza, sfruttamento e menzogna nega la risurrezione di Cristo, dono supremo della nostra libertà.

Circa 40 mila fedeli hanno partecipato alla Messa nella spianata di Saurimo. Altre 20 mila dalle zone limitrofe.
Circa 40 mila fedeli hanno partecipato alla Messa nella spianata di Saurimo. Altre 20 mila dalle zone limitrofe.   (@Vatican Media)

Proseguire sul cammino della speranza

Leone XIV incoraggia infine l’Angola a proseguire nella “sapiente direzione” tracciata da Papa Giovanni Paolo II in Ecclesia in Africa - la sua Esortazione apostolica per il continente - nella quale ribadiva che il “cammino ecclesiale è sempre un ‘sinodo della risurrezione e della speranza’”, uno sprone a proseguire nel “cammino di speranza” rafforzati dalla “testimonianza dei martiri e dei santi”. La Chiesa ha il compito di "servire il nostro popolo", sollevandolo "con dedizione" da ogni caduta, ricostruendo quanto la violenza distrugge, e condividendo "congioia i legami fraterni". 

La Chiesa in Angola cresce secondo quella fecondità spirituale che inizia dall’Eucaristia e prosegue nella cura integrale di ciascuna persona e di tutto il popolo.

I fedeli, nella "preghiera universale” dopo l’omelia, condividono e sostengono questo cammino, chiedendo al Signore di essere esauditi, nella loro intercessione verso “gli uomini che soffrono persecuzione e violenza”, ma che Dio, con la sua mano, solleva, sorreggendoli nella fatica di “sopportare le prove e le oppressioni”. La preghiera dei fedeli chiede a Dio anche di sfamare “coloro che hanno fame di verità e sete di giustizia, perché trovino nelle istituzioni pubbliche chi li accolga e li nutra, come fratelli”.

Il coro che ha animato la Messa del Papa nella spianata di Saurimo.
Il coro che ha animato la Messa del Papa nella spianata di Saurimo.   (@Vatican Media)

L’incoraggiamento a contribuire ad un Paese riconciliato

Al termine della celebrazione eucaristica, l’arcivescovo di Saurimo, monsignor José Manuel Imbamba, prima di riceve in dono dal Vescovo di Roma un calice per l’Eucaristia e donargli un quadro con il suo stemma, ha ringraziato il Pontefice, sottolineando che la sua “presenza è come il sole che sorge sui nostri fiumi, illuminando i cammini e riscaldando i cuori; è balsamo per le ferite; è conferma della nostra fede e rinnovamento della speranza che non delude”.  

Nelle parole del presule anche l’auspicio che questo viaggio apostolico rimanga come “memoria viva per le generazioni future, fonte di benedizioni per tutti coloro che qui si trovano e impulso affinché continuiamo ad annunciare il Vangelo di Gesù Cristo con coraggio profetico, a servire i poveri con tenerezza evangelica e a contribuire alla costruzione di un’Angola più giusta, pacifica, inclusiva e riconciliata”.

Il dono dell’arcivescovo di Saurimo al Pontefice.
Il dono dell’arcivescovo di Saurimo al Pontefice.   (@Vatican Media)

Al termine della Messa, il Papa ha espresso i suoi ingraziamenti ai "vescovi, nonché ai sacerdoti e ai diaconi, e parimenti ai consacrati e ai fedeli laici, per tutta la preparazione della mia visita" e "espresso la sua gratitudine" alle "autorità civili angolane per il grande impegno profuso nell’organizzazione". Poi, prima di lasciare l'altare, un ultimo incoraggiamento ai cattolici del Paese: "Angola, rimani fedele alle tue radici cristiane! Così potrai continuare, sempre meglio, a dare il tuo contributo alla costruzione della giustizia e della pace in Africa e nel mondo intero".

Guarda il video integrale della Messa di Papa Leone XIV sulla spianata di Saurimo.

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20 aprile 2026, 13:11