Leone lascia la Guinea Equatoriale, si conclude il viaggio apostolico in Africa

Dopo dieci giorni di visita in quattro Paesi, il Papa si congeda partendo con il suo seguito alle ore 12.54 (ora locale) a bordo del ITA A330-900neo che è atterrato, alle ore 19.18, all'aeroporto di Roma-Fiumicino

Vatican News

Un viaggio lungo, intensissimo, dai luoghi agostiniani in Algeria, con la comunità cristiana che continua a presidiare una fede fatta di servizio, dialogo e martirio, all'Africa nera del Camerun, dell'Angola e della Guinea Equatoriale dove stamani il Pontefice ha celebrato la Messa conclusiva alla presenza di 30.mila fedeli, un terzo in più rispetto alle aspettative. Una missione che si conclude oggi, 23 aprile, con il rientro dall'aeroporto internazionale di Malago, a una decina di chilometri dallo stadio, a Roma-Fiumicino, dove atterrerà con il volo ITA A330-900neo dopo poco più di 6 ore. Nella ex-capitale equatoguineana, l'esecuzione degli inni e i tradizionali picchetti d'onore alla presenza del Vice Presidente della Guinea Equatoriale, il saluto alle delegazioni. Poi il decollo alle 12.54 (ora locale) e l'atterraggio all'aeroporto di Roma-Fiumicino alle 19.48 (ora italiana).

La cerimonia di congedo all'aeroporto
La cerimonia di congedo all'aeroporto   (@Vatican Media)

Sorvolando la Guinea Equatoriale, nel telegramma al Capo di Stato che lo ha accolto nel Paese, il Papa esprime la sua profonda gratitudine alle autorità locali e ai cittadini per la "generosa accoglienza e il calore" che gli hanno riservato. Unità e prosperità sono le benedizioni invocate dal Papa a tutto il popolo.

L'Africa, un grande tesoro

Leone XIV lascia il continente africano, dove aveva tanto a cuore di recarsi come primo viaggio del suo pontificato - se non avesse 'ereditato' quello che già il suo predecessore Francesco aveva in animo di realizzare e a cui fu costretto di rinunciare, in Turchia e Libano -, portando con sé, come ha detto nel saluto alla fine della celebrazione, "un tesoro inestimabile di fede, di speranza e di carità". Storie, volti, testimonianze, "gioiose e sofferte", che sono fonte, ammette, di "abbondante arricchimento" sia a livello personale che come Successore di Pietro.


Dai conflitti dimenticati alla fiducia nei giovani

Conservando sempre uno sguardo ampio sulle regioni del mondo che soffrono a causa delle guerre e della violenza, il Pontefice ha avuto l'opportunità di gettare luce in questi giorni sui tanti conflitti dimenticati dell’Africa, di avvertire sulle logiche che li innescano e nutrono, di esortare soprattutto le nuove generazioni a trovare tutte le energie necessarie per riappropriarsi del proprio futuro con senso di responsabilità, fiducia, dignità e libertà. Ne esce un affresco tutto da metabolizzare, di un'Africa spesso considerata un monolite indistinto esclusivamente destinatario di aiuto. Sì, occorre il pane, ma l'Africa è dono di per sé. Leone lo ha sperimentato, lo ha contemplato, lo ha raccontato. 

(ultimo aggiornamento alle 14.20)

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

23 aprile 2026, 13:53