Il Papa durante la visita pastorale alla parrocchia di Santa Maria della Presentazione Il Papa durante la visita pastorale alla parrocchia di Santa Maria della Presentazione

Il Papa a Ponte Mammolo, comunità prossima ai "fratelli detenuti" di Rebibbia

Quinta visita del Pontefice, domenica 15 marzo, in una parrocchia della sua Diocesi. Leone XIV osserverà il protocolli dei precedenti incontri e saluterà i malati insieme a una rappresentanza dei poveri e dei senza tetto che usufruiscono del servizio docce presente nel complesso

Vatican News

La parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Ponte Mammolo (via Casal de Pazzi, 88) riceverà la visita di Papa Leone XIV domenica prossima, 15 marzo. Si tratta della quinta visita a una parrocchia per il Pontefice e sostanzialmente osserverà il protocollo dei precedenti incontri: il Papa arriverà attorno alle 16 e sarà accolto dai bambini, dai giovani e dalle loro famiglie nel cortile dell’oratorio. Quindi entrerà negli ambienti parrocchiali e saluterà i malati, una rappresentanza dei poveri e dei senza tetto che usufruiscono del servizio docce presente nel complesso parrocchiale; ci saranno anche i volontari della Caritas e della Comunità di Sant’Egidio che si prendono cura di loro.

La messa e gli incontri

Ancora, alle 17, Papa Leone presiederà la Messa, che sarà concelebrata dal cardinale vicario Baldo Reina, dal vescovo eletto monsignor Marco Valenti, dal parroco don Francis Refalo, dai parroci della prefettura. Ci saranno anche don Giuseppe Argento, ex parroco della comunità originario di Agrigento; e don Jesus, giovane prete spagnolo, che ha scoperto la sua vocazione sacerdotale proprio frequentando la comunità di Ponte Mammolo, mentre si trovava in Italia per il progetto Erasmus. Al termine della celebrazione, il Papa incontrerà il consiglio pastorale parrocchiale e infine i sacerdoti che operano e vivono nella parrocchia. Infine saluterà i fedeli all’esterno della chiesa e poi farà ritorno in Vaticano.

La vicinanza ai detenuti di Rebibbia

"La notizia che il Papa sarebbe venuto a visitarci ha generato grande commozione", ricorda il parroco don Francis Refalo, originario di Malta, che tutti chiamano affettuosamente “don Franz”. "Si sono affacciate tante persone, anche che non frequentano abitualmente la parrocchia, e hanno voluto aiutare. In loro si è accesa una fiamma". Nel territorio parrocchiale rientra anche il carcere di Rebibbia. "Questa vicinanza è una vocazione speciale della nostra parrocchia – sottolinea il sacerdote –; se ci troviamo qui non è un caso, è una realtà alla quale dobbiamo rispondere. C’è il desiderio di realizzare dei monolocali per chi è in permesso premio".

Una comunità multietnica

Grande è l’attenzione verso i "fratelli detenuti", ma anche verso gli anziani, gli ammalati, i giovani, per i quali è stato riaperto l’oratorio estivo. Numerosi pure gli stranieri che abitano nella zona, provenienti da Paesi asiatici come Filippine, Bangladesh, Pakistan, ma soprattutto dall’America Latina, in particolare dal Perú. "Parteciperà all’offertorio una famiglia peruviana che frequenta ogni giorno la nostra parrocchia – sottolinea don Franz –; hanno una figlia di 12 anni, che riceverà i sacramenti dell’iniziazione cristiana durante la Veglia di Pasqua". La parrocchia si fa prossima ai migranti del territorio in tanti modi diversi: con il Centro di ascolto, o con la scuola di italiano per stranieri, attiva da vent’anni "che non aiuta solo nell’integrazione ma diventa accompagnamento", sottolinea il parroco.

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12 marzo 2026, 13:45