Il rendering del nuovo oratorio di Olgiate Comasco (A. Mastrogiacomo) Il rendering del nuovo oratorio di Olgiate Comasco (A. Mastrogiacomo)

Il Papa: gli oratori sono vitali per aiutare i giovani a sconfiggere l’isolamento

In un messaggio a firma del cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, in occasione della posa della prima pietra del nuovo complesso di Olgiate Comasco intitolato a san Giovanni Bosco, Leone XIV esorta ad apprezzare il ruolo di tali “spazi di vera fraternità” nella vita della Chiesa e della società

Vatican News

La solidità della prima pietra posta sulle ceneri del vecchio oratorio “San Giovanni Bosco” di Olgiate Comasco, piccolo comune lombardo a soli otto chilometri dalla frontiera italo-svizzera, è segno della vitalità di queste realtà, essenziali per la vita della Chiesa e della società intera: luoghi chiamati a costruire “legami autentici” capaci di sconfiggere “l’isolamento del nostro tempo”, specialmente quello giovanile. Così, in un messaggio firmato dal cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, Papa Leone XIV ha rivolto il suo saluto beneaugurante in occasione della posa della prima pietra del nuovo oratorio, intitolato al fondatore dei salesiani, avvenuta domenica 1 marzo, alla presenza del cardinale Oscar Cantoni, vescovo di Como.

Spazi di fraternità e formazione

Nel testo indirizzato al parroco della chiesa dei santi Ippolito e Cassiano, don Flavio Crosta, accanto alla quale sorgerà il nuovo centro pastorale giovanile, il Pontefice ha auspicato che esso possa offrire “spazi di vera fraternità umana e di formazione cristiana”. Lo stesso sacerdote, nel suo intervento domenicale, ha ricordato come per i giovani non basti essere apprezzati: “devono sapere di essere amati”. La posa della prima pietra ha rappresentato anche la “fine di un lungo cammino fatto di attese e passaggi complessi”, iniziato con la chiusura del vecchio oratorio nel 2017. Otto anni segnati dalla nostalgia di quanti sono cresciuti custodendo il ricordo dei giorni spensierati dell’infanzia, fino al 18 novembre scorso, quando è giunto l’avallo finale del cardinale Lazzaro You Heung-sik, prefetto del Dicastero per il Clero, per la costruzione della nuova struttura. 


Riscoprirsi comunità nel tempo dell'"isola che non c'è"

Il progetto del nuovo oratorio, ideato e sviluppato dall’architetto Alessandra Mastrogiacomo e validato dall’architetto Carlo Valentini, ha trasformato spazi un tempo separati e talvolta poco funzionali in ambienti polivalenti e accoglienti. Determinante è stato anche il contributo volontario dei “ragazzi di ieri”, oggi professionisti affermati e giovani pensionati, che hanno messo generosamente le proprie competenze al servizio della Commissione a supporto del parroco. Ma anche dei giovani dell'oggi, che hanno voluto rivolgere un saluto durante la cerimonia, lasciando una riflessione intensa: "Siamo davvero sperduti? Nel tempo dell’“isola che non c’è” ci siamo riscoperti comunità. Senza muri abbiamo imparato a restare uniti, senza un tetto abbiamo imparato a farci casa. Perché un oratorio non nasce dal cemento, ma dallo sguardo di chi sa riconoscere in un ragazzo qualcosa per cui vale la pena spendersi".

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03 marzo 2026, 13:00